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CASERTA. Folle delibera di opere pubbliche con soldi che il Comune non può utilizzare per legge. E la commissione liquidatrice del dissesto si abboffa di quattrini e lascia correre

In calce all%u2019articolo la delibera con cui viene indirizzata una somma relativa ai residui attivi dei mutui alla gestione ordinaria. Non si può fare e vi spieghiamo perché


CASERTA (g.g.) - Plesso infanzia e primaria "Vaccheria" Istituto comprensivo "Collecini" - adeguamento a norme antisismiche, manutenzione straordinaria strade comunali e realizzazione segnaletica stradale, manutenzione straordinaria dell'impianto di pubblica illuminazione, manutenzione straordinaria ed adeguamento canile municipale, incarichi tecnici di progettazione per adeguamento alle norme antisismiche degli edifici scolastici comunali.

Bene, bravi, bellissimo. Peccato, però, che nessuno di questi interventi potrà essere fatto perché la giunta Marino, a cui piace vivere pericolosamente, non sa forse, perché se lo sa, sarebbe molto grave, che i residui attivi risultanti dall'assunzione dei mutui del passato, legati a opere pubbliche costate di meno del previsto, non possono essere utilizzati per la gestione ordinaria nei comuni dissestati.

Attenzione, Casertace, che in tanti, colpevolmente e masochisticamente, si ostinano ancora a non leggere, queste cose le ha scritte tante volte. 

Il primo atto ricognitorio di una commissione liquidatrice è quello di stabilire l'entità dei cosiddetti residui attivi. E tra questi, indiscutibilmente, perentoriamente, fanno parte le somme sopravvissute ai mutui assunti. Queste somme, alcune delle quali risalenti agli anni 2003-2004 quando l'attuale sindaco era assessore ai lavori pubblici, si sarebbero potuti spendere in ogni momento prima della dichiarazione di dissesto arrivata il 24 ottobre 2011. E invece, nessuno se n'è fregato. 

E neppure si può dire che alla commissione liquidatrice sia stato nascosto l'esistenza di questo tesoretto, visto che ai tempi dell'amministrazione Del Gaudio, l'allore assessore Nello Spirito, dopo un vero e proprio combattimento, indusse la sempre pigra triade commissariale che gestiva il dissesto, di scrivere ai dirigenti per conoscere l'entità di queste somme. I dirigenti dell'epoca ( Piscitelli-Mazzotti-Sorbo) che pensavano, evidentemente, di poter restare in servizio fino al 3000 compilarono un'elenco approssimativo riservando alla gestione ordinaria, proprio i residui che compaiono nella recente delibera di giunta Marino che noi pubblichiamo in calce. Il problema è stato tenuto vivo anche dall'intervento di qualche consigliere comunale ed è ben presente nella testa dei revisori dei conti. 

La giunta Marino è andata avanti avallando l'idea che ci possano essere dei soldi dei residui attivi, legati ai mutui, svincolabili dal dissesto.

Errato, visto che il Testo Unico degli Enti Locali ed in particolare l’art. 255, non lascia adito a dubbi e impone il completo utilizzo di questi fondi alla formazione della massa attiva nel perimetro del dissesto. Questo dimostra, ancora una volta, che la giunta Marino ha un rapporto con le questioni di diritto e con il diritto in generale molto, ma molto relativo, ben sapendo che può contare su una triade commissariale assente, su un collegio dei revisori compiacente e su una opposizione sulla quale è meglio stendere un velo pietoso. Tutto questo accade perché i tre commissari del dissesto stanno da 6 anni al Comune di Caserta, dove si trovano benissimo e prendono fior di quattrini, per consentire che la legge venga violata.

 

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