Politica

MADDALONI ALLE ELEZIONI. Riusciranno i nostri eroi Reitano (all'Ato per Graziano), Russo (papà convenzionatissimo con Cgil) a rompere sul serio con il Pd in vista delle prossime comunali? Questione di 'balls' mentre la Benenati

Giovanni Ianniello, Maurizio Reitano, Michele Russo e Francesca Benenati

Sotto traccia si parla di una ipotesi unificatrice costituita dall'avvocato


MADDALONI - (g.g.) Riteniamo che Giuseppe Razzano sia sufficientemente intelligente per comprendere che, lanciando un ultimatum a misura temporale determinata, non potrà farlo diventare un "penultimatum". Insomma, 10 giorni per un confronto tra le varie anime del pd maddalonese,  magari promosso dal commissario provinciale Mirabelli, il cui esito, però, non potrebbe secondo Giuseppe Razzano, Angelo Tenneriello, Maurizio Reitano, Michele Russo, Edoardo Tontoli, Benedetta Del Vecchio, Flavio Smarrelli, firmatari del documento che pubblichiamo, prescindere da un azzeramento dell'esito del congresso cittadino considerato dai contestatori, fondamentalmente illegittimo.

Fino ad oggi, le prese di posizione dei componenti della cosiddetta mozione Tenneriello, sono state beatamente ignorate da tutti gli organismi del partito. Sia da quelli locali che da quelli provinciali. Se, alla scadenza dell'ultimatum fissata per la fine della prossima settimana, questa indifferenza dovesse perpetuarsi, allora, come si suol dire, occorrerebbero "the balls", attributi cospicui per superare la riserva mentale che, sicuramente abita nella testa di alcuni dei componenti della mozione Tenneriello. Una riserva legata a qualche agio, a qualche comodità, a qualche confortevole e annosa rendita di posizione.

In poche parole, senza girarci troppo intorno, un Reitano che intrattiene rapporti diretti e utili con Stefano Graziano che ha "scomodato" la delega di un comune diverso da Maddaloni per farlo entrare nella stanza dei bottoni dell'Ato, un Russo che, comunque, è figlio di Luigi Russo, uomo Cgil con cui è convenzionatissimo legato all'area degli ex Ds di Dario Abbate e Luigi Munno, indubbiamente messa nell'angolo, ma compresa nel perimetro del pd, un Tenneriello che comunque spaccherebbe la famiglia, visto che Correra sta dall'altra parte, sposeranno la politica che potremmo definire delle estreme conseguenze, del dado che è tratto definitivamente e inappellabilmente.

Cosa significa infatti che quelli della mozione Tenneriello, di fronte ad una eventuale perpetuazione del silenzio, da parte del pd
rispetto alle loro istanza, ne "prenderanno atto"? Significa che creerebbero un movimento civico pronto a capitanare un blocco elettorale alternativo a quello messo in piedi dal pd dei Campolattano, dei Correra e in parte di Santangelo?

Beh, sarebbe sorprendente se questo accadesse, però non si può mai sapere anche se ci sembra un pò difficile per i motivi appena
declinati.

Più probabile che la linea dura, così precisamente enunciata nel comunicato dei giorni scorsi, venga in qualche modo emendata, edulcorata, da un dialogo possibile rispetto al quale potrebbero impegnarsi dei pontieri. Non a caso, in questi giorni, comincia a saltar fuori qualche nome, forse non completamente centrato nelle sue effettive possibilità di rappresentare un punto di incontro tra le diverse posizioni in campo, ma la cui comparsa dentro alle indiscrezioni più o meno verosimili che passano di bocca in bocca, potrebbe essere quello il metodo adottato, almeno per quanto riguarda le prossime settimane.

Giusto per dovere di cronaca, diciamo che il nome che gira è quello dell'avvocato Giovanni Ianniello, naturalmente nel rispetto degli usi e costumi maddalonesi, diventerebbe l'ipotetico cemento del pd di Maddaloni dopo aver militato dappertutto, dopo aver fatto il consigliere di Forza Italia dal 2006 al 2010 per poi passare al Pdl dal 2010 al 2012 in appoggio all'amministrazione Cerreto che al tempo era un forzista- pidiellino che più forzista-pidiellino non si poteva, anzi, un cosentiniano che più cosentiniano non si poteva.
Nel 2012 Ianniello abbandonò l'area cosentiniana per quella zinziana dato che le nostre cronache ci raccontano di un suo passaggio
dal Pdl all'Udc proprio in quell'anno.

Nota a margine, a proposito di globetrotters e di trasformisti: siccome questa le mancava, la leggiadra signora o signorina Francesca Benenati, dopo essersi candidata con Gigi Bove alle comunaili, dopo aver fatto l'accordo con Razzano al ballottaggio, violando la consegna della non partecipazione imparziale del candidato sindaco che aveva appoggiato, ora si sarebbe saldamente ancorata al gruppo di Angelo Campolattano, cioè del signore delle preferenze alle ultime elezioni, attuale uomo forte del pd al punto da essersi permesso il lusso di imporre sulla poltrona di segretario cittadino suo nipote Alfonso Formato che fino a mezz'ora prima aveva profuso dichiarazioni a iosa, definendo il partito nella sua posizione di appoggio alla candidatura di Razzano, un manipolo di malavitosi, accompagnando queste affermazioni da un chiaro sostegno a De Filippo, sostenuto da Forza Italia.

Della serie, questo passa il convento.

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Pd, la mozione Tenneriello lancia l’ultimatum: se il partito non chiarisce sul congresso entro 10 giorni vuol dire che ha deciso di metterci fuori

Esattamente un mese fa veniva svolto nella nostra Città il Congresso del Partito Democratico. Congresso la cui celebrazione abbiamo più volte chiesto con la speranza che avesse potuto favorire l’unità del Partito Democratico cittadino e costruire nel contempo una piattaforma politico – programmatica utile al rilancio dell’iniziativa politica in vista delle prossime scadenze elettorali. Invece nel percorso di avvicinamento al Congresso si è verificato il perpetuarsi di pratiche trasversali ed ambigue che già avevano causato la sconfitta del candidato sindaco del centrosinistra alle ultime elezioni amministrative. Per tali e molte altre ragioni più volte spiegate a mezzo stampa, incontri pubblici e comunicati rivolti ai dirigenti provinciali, regionali e nazionali del nostro partito abbiamo deciso di autosospendere la nostra adesione al Partito democratico.

Con forte senso di responsabilità e nel rispetto del popolo democratico, stanti le modalità con cui si è svolto il congresso, la scarsa partecipazione democratica e le evidenti anomalie formali che hanno contraddistinto il Congresso cittadino, abbiamo cercato di ripristinare l’agibilità democratica del nostro circolo attraverso la proposizione di un’istanza volta all’annullamento della predetta assemblea cittadina. Ad oggi, però, con enorme stupore e profonda delusione ci duole constatare che non abbiamo ricevuto dagli organi preposti alcuna risposta alla nostra istanza né addirittura vi è stata alcuna comunicazione di incontro e/o di confronto per superare tale delicata fase. Riteniamo che non si possa oltremodo attendere una decisione circa la nostra istanza soprattutto in ragione del fatto che nella prossima primavera si svolgeranno, nella nostra Città, le consultazioni amministrative comunali.

Tale ultima constatazione è un dato ormai di fatto, in quanto nella giornata di ieri il Tar di Napoli ha rigettato il ricorso proposto
dall’ex Sindaco e dai candidati consiglieri di centrodestra volto al riconoscimento del premio di maggioranza in Consiglio comunale. Pertanto, non vi è più tempo, non si può ancora procrastinare una decisione sull’esito di un congresso cittadino che, a nostro avviso e della stragrande maggioranza degli elettori del centrosinistra, rischia di gettare nell’oblio un partito che nei mesi addietro aveva finalmente raggiunto il ruolo di forza trainante e di punto di riferimento delle forze politiche, civiche e del mondo dell’associazionismo che si rivedono negli ideali permeanti il Partito democratico.

Riteniamo che Maddaloni abbia la necessità impellente di superare la fase dei commissariamenti per dar vita ad un governo politico, stabile di cui il P.D. e la coalizione di centrosinistra siano protagonisti. È naturale, però, che un per avviare un tale percorso sia necessaria anzitutto chiarezza ed una pacifica distinzione delle diverse opzioni politiche presenti sul territorio. Mai ci rassegneremo all’ idea di un Partito democratico subalterno a logiche di potere estranee al campo riformista e progressista. In conclusione, al fine di avviare un percorso di responsabilità per il governo della città, chiediamo che venga presa entro dieci giorni una decisione circa la nostra istanza di annullamento del congresso. Eventuali ulteriori silenzi rispetto alla nostra legittima istanza, rappresenterebbero l’incontrovertibile volontà dei vertici provinciali, regionali e nazionali di mettere fuori dal partito una parte di classe dirigente che si è
impegnata alla luce del sole alla costruzione di un progetto ampio in grado di coinvolgere forze civiche e tutto il centrosinistra.
Giuseppe Razzano
Angelo Tenneriello
Domenico Reitano
Edoardo Tontoli
Michele Russo
Benedetta Del Vecchio
Flavio Smarrelli