Politica

IL PUNTO CASERTA. Carlo Marino un po' affabulatore un po' Giucas Casella. Le smanie di Franco De Michele e una stiva di promesse che comincia a riempirsi pericolosamente

Nelle foto da sinistra Carlo Marino, Franco De Michele, Mirella Corvino e Dora Esposito

In questi giorni si è parlato, partendo dalla questione delle deleghe di Mirella Corvino, di un mini rimpasto. Ma fino alle elezioni provinciali del 12 ottobre, tutto rimarrà invariato


CASERTA (g.g.) – Il sindaco Carlo Marino vanta, tra le sue indubbie qualità, l’eccellente attitudine di essere talmente convincente quando dà il proprio consenso di fronte ad una richiesta formulatagli da un consigliere comunale o da un altro politico, da rendere il ritorno a casa di quest’ultimo dolce e sereno e accompagnato dalla certezza matematica che quella disponibilità sarà concretamente scontata attraverso la concessione del favore, piccolo o grande, domandato.

Letterariamente si direbbe che Marino è un ottimo affabulatore, in grado cioè di convincerti della sua totale affidabilità. In realtà lui è una sorta di Giucas Casella, al netto della patacca, perché Carlo Marino ti addormenta sul serio, ti ipnotizza i suoi interlocutori e tu per tre mesi non gli rompi le scatole, ritenendo che tutto andrà nel verso desiderato. Oggi, di questo, è convinta, ad esempio, Mirella Corvino, nominata assessore ai Servizi Sociali ma con i poteri di un ministro senza portafogli, cioè senza alcuna delega attinente alla materia, a partire dalla 328, gestita dal sindaco e dalla sua struttura.

All’indomani della pubblicazione del nostro articolo, che ravvisava il malessere della Corvino, il sindaco si affrettò a rassicurarla, fornendole anche pubblicamente ampie garanzie riparatrici, visto lo schiaffo estivo, allorquando, negli unici sette giorni in cui il primo cittadino si è assentato, non ha delegato a sostituirlo la Corvino, che sulla carta ha la funzione di vice sindaco ma il sempre più scalpitante Franco De Michele.

Invitato, dunque, l’assessora a non esagerare nelle illusioni, soffermiamoci proprio all’ultimo arrivato di questo articolo. Quella nomina di De Michele fu tutt’altro che casuale però non fu fine a se stessa ma rispose ad una forte istanza proveniente dall’assessore targato Pd. Se Marino, nei giorni a cavallo di ferragosto, lo accontentò senza grandi problemi, sapendo che alla fine il malumore della Corvino sarebbe rientrato, il discorso diventa molto più complesso dal momento in cui De Michele il vice sindaco lo vuole fare stabilmente. E chiede di farlo proprio ora, cioè nel momento in cui Marino si appresta a conquistare facilmente la presidenza della Provincia, carica che lo assorbirà almeno per metà della sua giornata e che dunque fornirebbe al vicario comunale poteri significativi, comunque non certo irrilevanti.

Questo pressing personale di De Michele non è sostenuto granchè dal Pd casertano. Non certo perché De Michele non conti ma in quanto il Partito democratico incontra serie difficoltà a rivendicare anche la carica di vice sindaco nel momento in cui, con quattro consiglieri comunali (Antonio Ciontoli è su posizioni iper critiche) avrebbe il sindaco, il presidente del Consiglio, una miriade di assessori e anche il vice sindaco. Insomma, il pericolo che all’indomani delle elezioni provinciali, anche sulla scorta di qualche disillusione inflitta dall’urna, la maggioranza in Comune cominci a barcollare, è reale. Naturalmente, Marino utilizza la scomposta smania di De Michele, tra l’altro troppo vicino e troppo legato alla Pubbliservizi per poter essere un vice sindaco politicamente credibile, per tenere bloccati gli altri possibili movimenti in giunta, a partire dall’ormai datata rivendicazione del gruppo dei Socialisti, i quali vorrebbero Dora Esposito in giunta comunale.

Dunque, sicuramente, sino al 13 ottobre e cioè fino al giorno dopo delle elezioni provinciali nulla si muoverà, ma Carlo Marino avrà riempito ancora di più la sua stiva di promesse complicatamente mantenibili.