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JUVECASERTA. La Procura di Santa Maria C. V. imputa a Iavazzi il falso in bilancio, la società va verso il fallimento

Interessata anche l'altra società facente capo a Iavazzi, 'Caserta Città del Basket'


CASERTA - Ben due anni orsono, sulle colonne di questa testata, vi annunciammo come la Juvecaserta stesse andando verso un fallimento annunciato (LEGGI QUI). Come al solito in pochi ci diedero credito. In molti invece, con il fucile spianato, ci tacciarono di "volere il male della Juvecaserta". Quello era solo un grido d'allarme per far mettere i tifosi al corrente del cammino pericolosissimo che si stava intraprendendo. Un cammino che non è stato deviato e che, alla fine, ci ha purtroppo dato ragione.
Dopo l'eslusione della squadra dal campionato di A nello scorso luglio, l'ex patron Raffaele Iavazzi continuava ad affermare che "i conti erano in ordine". Aggiungendo che alla fine i bianconeri erano stati fatti fuori per motivi politici. Sì, certo. Ed il ciuccio vola, come si dice da queste parti.
Peccato che chi davvero è al di sopra delle parti, ovvero la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, proprio non sia dello stesso avviso di Iavazzi, avendo imputato alla società il reato di falso in bilancio, come si apprende da un interessante articolo de 'Il Mattino' di oggi. Per carità, fino all'ultimo grado di giudizio nessuno è colpevole, ma una Procura, per imputare una tale ipotesi di reato, qualche documento dovrà pur averlo.
Le quote della società 'Basket Juvecaserta S.r.l.' appartengono per il 28% alla persona fisica Raffaele Iavazzi e per il 72% alla società 'Caserta Città del Basket S.r.l.', che dunque rientra all'interno di tale indagine. Ricordiamo che tale società dovrebbe (il condizionale è d'obbligo dato che nessuno ci ha mai risposto in merito) essere la detentrice, per i prossimi due anni, dei diritti di gestione del PalaMaggiò, per il quale oggi è andata deserta l'ennesima asta.
Insomma, una vicenda già scura sta per trasformarsi in un vero incubo, mettendo definitivamente una pietra tombale sulla defunta Juvecaserta.
In merito al marchio, a quanto ci risulta, dovrebbe esser stato registrato a nome di Raffaele Iavazzi, e non della società, per cui probabilmente potrebbe essere utilizzato successivamente non rientrando in questo fallimento, ma anche ciò richiede ulteriori verifiche in merito di Diritto Commerciale.
Fatto sta che per la Juvecaserta è stata prima chiesta volontariamente la messa liquidazione ed ora, in vista della possibilità di fallimento, è possibile che si richieda un concordato preventivo per non ritrovarsi all'interno del 'libro nero' dei falliti. Una vera onta per chi vuole fregiarsi dell'appellativo di imprenditore.
Ora, per quanto appena descritto, e per tutto ciò che è successo negli ultimi tre anni, siamo sicuri di voler vedere rinascere una nuova JuVenafro con i medesimi soggetti al comando? Sarebbe, a voler essere ottimisti, un tantino masochistico.
Infine aggiungiamo: vista tale situazione economico-finanziaria c'è ancora chi si stupisce che nessun imprenditore si sia avvicinato alla Juvecaserta in questi anni? Non può forse essere anche vero che entrare in una società con oltre un milione di debiti sia una follia bella e buona?

Ruben Romitelli