Cronaca Nera

CASERTA. Muore nel parcheggio dell'ospedale civile e poi autopsia 'aumm aumm'. INDAGATI 4 MEDICI

La tesi dell'avvocato difensore Raffaele Gaetano Crisileo. La posizione di CasertaCe, già espressa al momento in cui abbiamo dato notizia in esclusiva di questo fatto: se nelle pieghe più recondite della legge ci può essere una giustificazione, resta il f


CASERTA - Un dirigente medico del pronto soccorso dell'Ospedale Civile di Caserta e altri tre suoi colleghi medici del reparto di geriatria dello stesso nosocomio, Gina Varricchio, Amedeo Donatiello, Sergio Sacco e Luigi Schiavo, sono stati raggiunti nelle ultime ore da un'avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per la morte del 68enne casertano Leopoldo Roviello, avvenuta lo scorso 14 giugno proprio all'interno della struttura sanitaria (CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO PRECEDENTE ARTICOLO).

Un caso di cui CasertaCe si è occupato in esclusiva, segnalando la più che dubbia decisione dei sanitari e del reparto di medicina legale dell'ospedale di sottoporre Roviello ad autopsia direttamente e senza la copertura della Procura della Repubblica, con la conseguenza che l'esame è stato compiuto esclusivamente da dipendenti dell'ospedale, senza che allo stesso potessero partecipare rappresentanti dell'autorità inquirente e della famiglia del defunto.

Il medico indagato ha scelto come avvocato difensore il noto penalista casertano Raffaele Crisileo. 

Il difensore del professionista precisa che "il riscontro diagnostico e l'autopsia giudiziaria sono interventi lesivi del cadavere previsti da esplicite norme. In particolare il riscontro diagnostico è obbligatorio per i cadaveri delle persone decedute senza assistenza medica, trasportati ad un ospedale o ad un deposito di osservazione o ad un obitorio. Negli altri casi - prosegue l'avvocato - come è avvenuto per il sigor Leopoldo Roviello, è disposto d'autorità dai direttori, primari o medici curanti di persone decedute negli ospedali  per il controllo della diagnosi o per il chiarimento dei quesiti clinico-scientifici. E' disposto dal coordinatore sanitario dell'Asl sui cadaveri di persone decedute a domicilio quando la morte sia dovuta a malattia infettiva e diffusiva o sospetta di esserlo, o a richiesta del medico curante quando sussista il dubbio sulla causa della morte. Nessuno si può opporre al riscontro diagnostico". Nel caso specifico il riscontro è stato eseguito dall'anatomo-patologo ospedaliero per la individuazione delle cause del decesso ed e' stata  redatta un'apposita relazione. A differenza di quest'ultimo, l'autopsia è l'attività "settoria" che viene  eseguita per disposizione dell'autorità giudiziaria. Nel caso specifico l'esame, disposto dal pm Alessandro Di Vico, verrà eseguito nei prossimi giorni e si differenzia dal riscontro diagnostico perchè non ha lo specifico fine di riscontrare l'esattezza della diagnosi clinica, nè è soggetta alle limitazioni vigenti per i riscontri diagnostici che vietano le operazioni settorie non necessarie ad accertare la causa della morte. "Alla luce di ciò - rimarca l'avvocato Crisileo - ritengo che la Direzione Sanitaria dell'Azienda Ospedaliera di Caserta abbia operato correttamente nel disporre il riscontro diagnostico, accertamento assolutamente compatibile con l'autopsia". 

Queste le tesi del difensore che giustamente pone la questione in termini seri e in punto di diritto. Ma il caso resto lo stessa misterioso, perché, a nostra memoria, non è mai accaduto che una morte come quella di Roviello sia stata chiusa "aumm aumm" con un'autopsia che ha tagliato fuori completamente l'autorità inquirente, facendogli perdere l'occasione di acquisire quegli elementi irripetibili fondamentali per stabilire se esistano o meno delle responsabilità nell'assistenza del paziente. 

Non infondato, dunque, il sospetto che giornalisticamente rivendichiamo non come accusa ai medici coinvolti, ma come fatto di logica collegato all'assunto appena esplicitato e all'assoluta originalità del fatto che possa essere subentrata l'idea di chiudere la partita senza che gli inquirenti potessero svolgere la loro funzione.

G.G.