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LA NOTA. Carlo Marino non si sente più sicuro della vittoria. Franchi tiratori, guerre intestine, bacchette, contro bacchette. Ecco quello che il sindaco di Caserta dovrebbe fare, ma forse è già un pò tardi

Nelle foto da sinistra Carlo Marino, Gennaro Oliviero e Giorgio Magliocca

C'è un clima stranissimo. Noi non riteniamo che cambierà l'esito finale delle elezioni, ma sicuramente ci sarà differenza tra il verdetto per il consiglio e quello per il presidente della provincia.


CASERTA (g.g)- Carlo Marino ha ben donde di preoccuparsi. A fronte di un pronostico che, mutuato dalla mappatura delle amministrazioni comunali della provincia di Caserta, tutte orientate verso il centro sinistra soprattutto perchè alla Regione ha vinto De Luca e qui da noi i sindaci, gli assessori e i consiglieri, più della questua accattona ed assistenziale (la chiamano filiera istituzionale, ma è un grande imbroglio) non sanno fare, e scodinzolano oggi attorno ai consiglieri regionali del centro sinistra così come ieri scodinzolavano attorno a quelli del centro destra, dicevamo, a fronte di un connotato della mappatura dei rapporti di forza che gli darebbe circa l'80% dei consensi, esiste una condizione reale che si va configurando con sempre maggior chiarezza nelle ultime ore, di evidente difficoltà e di ancor più evidente rischio per il sindaco di Caserta, le cui prospettive sono condizionate dal fatto che alle elezioni provinciali di dopodomani, Giovedì 12 Ottobre, si voterà su due schede, una contenente solo in nomi dei due candidati alla presidenza, quello di Carlo Marino e di Giorgio Magliocca, l'altra contenente le liste per l'elezione del nuovo consiglio provinciale.

Marino avrebbe bisogno, dunque, dell'appoggio impegnato dei consiglieri regionali che però per un motivo o per l'altro questo appoggio non glielo stanno dando. O meglio se si eccettua Zannini che è riuscito a forzare la mano e ad ottenere l'ingresso di Camillo Federico nel consiglio comunale del capoluogo prima delle elezioni e che dunque qualche parola la sta spendendo a favore del candidato presidente del centro sinistra, gli altri cioè Graziano, in misura crescente Bosco, e in misura ancora maggiore Gennaro Oliviero lavorono come se Giovedì si dovesse votare solo per il consiglio provinciale. Sostengono i loro candidati nelle liste e nulla in più aggiungono per alimentare il livello di impegno e una tensione al proselitismo per il voto sul presidente.

Marino se ne è accorto, forse troppo tardi, e si è accorto anche le guerre intestine all'interno del Pd, legate al lungo commissariamento imposto da Renzi e avallato dalla coppia Graziano-Picierno, rappresentano un ulteriore complicazione visto e considerato che le elezioni provinciali vengono viste anche come una misurazione dei rapporti di forza tra le varie componenti.

Diciamocela tutta, per Bosco sarebbe irrilevante la vittoria di Marino piuttosto che quella di Magliocca mentre per Oliviero è probabile che sia più utile addirittura che Marino perda per poter infliggere un colpo durissimo all'immagine del comissario Mirabelli e a chi lo copre politicamnete a Caserta.

In questa ottica di allarme rosso va letto uno strano comunicato di appoggio e sostegno (come se la cosa fosse in discussione) diramato ieri dal Pd provinciale e la chiamata a rapporto dei consiglieri regionali e dei sindaci, fatta dal governatore De Luca attraverso il suo fedelissimo Bonavitacola, il quale, con un metodo irrituale, convoca i quadri del centro sinistra per perorare in queste ultime ore un impegno forte a favore del candidato presidente che di questo evento non è l'organizzatore, come capita sempre quando ci si muove in un contesto pre elettorale, ma un comprimario da sostenere nel momento della difficoltà.

Ce'è chi scommette addirittura su un arrivo a testa a testa tra Marino e Magliocca. Quest'ultimo è facilitato, tutto sommato, dall'avere una sola lista a proprio sostegno. Ciò loo sgrava dal fastidio, dal disturbo della campagna elettorale per i consiglieri provinciali. Magliocca lavora solo per il voto al presidente, non interferendo in alcun modo su quello ai consiglieri, anzi contribuendo alla scalata di qualche candidato nelle liste del centro sinistra che in cambio gli darà il proprio voto sull'altra scheda.

Carlo Marino farebbe bene, dunque anche se pure in questo caso sembra un pò tardi, a prendersi gli elenchi dei mille e passa consiglieri comunali che avranno diritto al voto e contattarne direttamente e singolarmente il numero più alto possibile, assumendo lui stresso l'onere della relazione faccia a faccia non mediata dall'inaffidabilità conclamata dei cosidetti livelli istiruzionali del partito e della coalizione.