Cronaca Nera

L'INCHIESTA. Le procure e Cantone indagano su Eco.Car e gli appalti dei rifiuti di CASERTA e MARCIANISE

Sotto la lente di ingrandimento anche diversi episodi a latere, come ad esempio, il trasferimento di sede nell'immobile di Tartaglione Emanuele. Grande attenzione sulle zone grige e su possibili infiltrazioni camorristiche


CASERTA/MARCIANISE - Monnezzopoli. Scatta una mega inchiesta giudiziaria.

Le Procure di Santa Maria Capua Vetere, di Napoli, Roma, ma anche l'Autorità Nazionale Anti Corruzione, presieduta da Raffaele Cantone, indagano in “due città gemelle”, Caserta e Marcianise, accomunate da alcune cose positive, ma anche da tante negative, a partire dall'identità tossica delle radici di gruppi camorristici che vi hanno operato.

Un gemellaggio che trova riscontro oggi in una speculare gestione, da parte della nota impresa Eco.car, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Per il momento non possiamo annoverare questa particolare comunanza tra le cose positive, ma neppure tra le cose negative. Dovrà essere proprio l'inchiesta giudiziaria di cui ci occupiamo in questo articolo, a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall'altro. Perchè l'indagine, che coinvolge, ricordiamo, tre Procure, intende stabilire proprio questo; vuol capire, insomma, se, sull'asse Caserta - Marcianise, al di là delle pesanti vicessitudini che hanno attraversato negli anni l'Ati Caserta Ambiente, con la eliminazione per effetto di interdittiva antimafia definitiva, di due delle tre gambe dell'associazione temporanea di imprese, cioè la Ipi e l'Alba Paciello, si sia registrata una mala gestione da parte di queste aziende, ma anche di quella sopravvissuta alle purghe dell'antimafia amministrativa, dunque la citata Eco.car.

A indagare è soprattutto la Guardia di Finanza del comando provinciale di Caserta, che sta monitorando ed esaminando, naturalamente insieme ai pm della Procura di Santa Maria C.V., tantissimi atti e tantissimi fatti allo scopo di comprendere se esista o meno un possibile sistema illecito,ben collaudato,operante già da anni e che avrebbe determinato un grave danno erariale per una cattiva aggiudicazione di appalti, nonché gravi inadempimenti contrattuali.

Un lungo elenco di punti considerati oscuri che starebbero, stando a qualche indiscrezione proveninte da fonti investigative, letteralmente facendo saltare dalle sedie gli 007. Alcuni anni fa si è parlato di accordi segreti, addirittura di rapporti
Stato-camorra, per la gestione dei rifiuti a Caserta, Marcianise, Gaeta e dintorni. Ma si è parlato anche di una regia comune nell'assegnazione degli appalti dei rifiuti a Caserta e Marcianise. Una regia comune, attivata attraverso personaggi, anche
politici, che avrebbero messo a frutto le loro antiche conoscenze della camorra marcianisana, partendo da ruoli, seppur ausiliari, svolti al fianco dei vicerè di Caserta, al servizio dei Belforte.

Ora però, ci sarebbe molto di più. Anche se i luoghi e i nomi dorati nella regia del sistema corrotto si ripetono, sembra che gli investigatori siano a buon punto per tirare il velo che ha coperto i veri volti del sodalizio criminale, persone per lo
più insospettabili.

Eco.Car in versione Caserta

Le indagini, iniziate già da qualche tempo, sono alimentate da molti esposti e da molte denunce che, con una certa continuità, giungono sui tavoli della Procura e della stessa Guardia di Finanza. L'ultimo esposto della serie, firmato dal sindacato Confail, contiene denunce su presunti casi di maltrattamento e di discriminazione ai danni di quei dipendienti che, ad avviso del sindacato, sarebbero stati colpiti in quanto si sarebbero ribellati al sistema interno, imperneato sulle figure fondamentali del direttore generale, il ben noto, ai lettori di Caserta ce, Silvio Vallarelli e al dirigente di cantiere, l'ancor più noto a tutte le cronache,siano esse bianche, nere, rosa o turchine, Peppe "'a porchetta", al secolo Giuseppe Zampella.

Sempre nella denuncia della Confail vengono raccontate anche le presunte cattive condizioni igieniche della sede dell’autoparco, legate a pure presunti sversamenti temporanei. Una situazione aggravata da quella che sarebbe la sistematica
perdida di percolatao dagli automezzi adibiti al trasporto della frazione umida dei rifiuti, per non parlare di una dubbia sicurezza degli stessi automezzi nonostante i "rocamboleschi" placet ricevuti dopo le fasi del collaudo operate da un azienda
dell'agro aversano, che sarebbe pure ora, dopo qualche anno, che fornisse informazioni serie sulle modalità con la quale vengono svolti i controlli e su come questi trovano poi riscontro nei documenti rilasciati a supporto della regolarità dei mezzi.

Queste le ultime novità sul fronte-Caserta, che attenzione, sono solo le ultime che si aggiungono ad altre indagini importanti relative al sistema di stoccaggio delle frazioni umide nel vecchio centro trasferenza di Lo Uttaro con tante pesate sospette, come i lettori di Caserta Ce, hanno potuto apprendere da tantissimi articoli che a questa inchiesta, la quale probabilmente si andrà a saldare con quest'ultima che stiamo descrivendo, hanno dedicato la loro massima attenzione.

Eco.Car in versione Marcianise

Per quel che riguarda Marcianise, a stimolare gli interessi investigativi, è stata la determinazione mostrata dalle diverse ammistrazioni comunali succedutesi negli ultimissimi anni, che poi sono quella giuidata da Antonio De Angelis e quella
del sindaco Antonello Vilardi, anticipate entrambe da due parentesi commissariali, a continuare, anzi ad implementare e a pacificare, il rapporto con l'Eco.car o Marcianise servizi, che dir si voglia.

A riguardo, i lettori più attenti di Caserta Ce ricordano, un nostro articolo, il quale, al tempo, fu evidentemente attenzionato con cura dall'autorità giudiziaria. Correvano i primi tempi dell'amministrazione Velardi, in quel servizio giornalistico segnalavamo che la Marcianise Ambiente-Eco.car aveva cambiato sede: dai locali di via Torri, a quelli di piazza Principe di Napoli di proprietà di Emanuele Tartaglione candidato a consigliere comunale (ma non eletto) nelle liste dell’attuale sindaco Antonello Velardi.

L'interdittiva antimafia e il consorzio double face

La Guardia di Finanza indaga a 360° partendo dalla determina dirigenziale, quella datata dell'8 aprile 2013, scritta e firmata da un dirigente, ma sotto la responsabilità oggettiva del commissario prefettizio allora in carica.

La Guardia di Finanza, che per un cero tipo di indagini è altamente specializzata, ha cominciato a ragionare sulla legalità di certe relazioni codificate nelle associazioni temporanee di impresa, ma anche nel consorzio Marcianise servizi, costituto il 3 Aprile 2013,da Alba Paciello e Eco.Car, dunque dalle stesse società che avevano relazzato Ati. Questi intrecci, queste interrelazioni sono, oggi, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti.

Molti dubbi ha suscitato anche il cambio di assetto, a sospetto di arbitrarietà, della società consortile all'indomani dell'interdittiva antimafia, confermata anche dal Consiglio di Stato, che ha colpito la società capogruppo Alba Paciello. Oggi la società consortile è così formata: 91% Eco.Car, e l'altro 9% Ecologia e Autocarri s.r.l Roma. che riteniamo essere una società pure collegata alla società Malagrotta - Deodati.

La società consortile, radicalmente modificata nei suoi connotati essenziali, visto che a saltare è stata l'azienda capogruppo e mandataria Alba Paciello, nonostastante questo ha continuato a esercitare i servizi di raccolta di rifiuti a Marcianise senza possedere un titolo, l'autorizzazione da parte di un committente, cioè il comune di Marcinase, che non è che possa fare quello che gli pare e piace, visto che si muove dentro il solco tracciato da una gara d'appalto vinta da un soggeto giuridicamente definito, il cui venir meno determina a modesto avviso di chi scrive, la formale modifica dei fondamenti dell'atto di aggiudicazione. Stiamo ragionando, con noi anche gli inquirenti, su una norma ben conosciuta, che pur dovrà essere presa in considerazione dentro a questa vicenda: è vietata l'associzione in partecipazione. L’inosservanza dei divieti comporta l’annullamento dell'aggiudicazione o nullità del contratto e successive procedure di affidamento del medesimo appalto.

Questo articolo presenta ancora degli elemnti da chiarire,in virtù dell'estremo riserbo che circonda le indagini.

Un dato però è evidente e poco discutibile: la Marcianise Servizi ha inglobato una nuova ditta, Ecologia autocarri, che non centra assolutamente nulla con l'appalto aggiudicato a suo tempo a una Marcianise Ambiente che aveva in Alba Paciello la società capogruppo e mandataria.

Per cui...


Iris Persico