Economia e Territorio

CASERTA. I veri conti del Comune, quelli che nessuno vi racconta. Quarantacinque milioni di euro di debiti reali e...

Una prima, rapida scorsa alla delibera, che pubblichiamo integralmente in calce, con cui la Giunta comunale ha approvato, in ritardo, martedì scorso, il conto consuntivo


CASERTA - Martedì scorso (ci arriviamo solo ora, perché purtroppo, il numero enormemente elevato, rispetto alle esigue forze disponibili, di cui ci occupiamo, non ci consente di essere tempestivi quanto vorremmo su argomenti a noi cari come questi), la Giunta del Comune di Caserta ha approvato, accomulando un ritardo finanche maggiore del nostro, in questo caso però non rispetto alla decenza giornalistica, ma ai termini che il legislatore ha previsto, il conto consuntivo relativo all'anno 2016. 
La palla, adesso, passa ai revisori dei conti. Si fa per dire, perché oggi il collegio di controllo non è neppure lontano parente dei professionisti che lo hanno composto, rigorosamente e casualmente sorteggiati dalla prefettura, ai tempi dell'amministrazione Del Gaudio. Nemmeno una pallida imitazione di quel gruppo di revisori che si sono mossi con autentica indipendenza, con profondità di analisi e con un'equità di giudizio totalmente sconosciuta ai componenti attuali di un collegio, letteralmente steso a teppetino, così come accadeva ai bei tempi che furono, ai piedi del potere politico di turno, in questo caso quello espresso dall'amministrazione Marino.
A dispetto dello scontatissimo parere positivo e di qualche critica di pura maniera che verrà scritta sul documento dei citati revisori, la situazione dei conti di Caserta è difficilissima, complicata, precaria, indubbiamente deficitaria. 
Al 1 gennaio 2017, stando a quel che risulta dalla delibera, che pubblichiamo in calce nella sua interezza, il disavanzo di amministrazione è superiore ai 21 milioni di euro. 
Inutile dire che siccome la delibera del 9 maggio è un documento di 334 pagine, gli elementi da approfondire sarebbero decine e decine. Sicuramente, nei prossimi giorni, non mancheranno dei nostri focus. Oggi, partiamo, però, da alcuni dati fondamentali. Quello che risalta subito agli occhi è la percentuale carente e inquietantemente in declino delle entrate correnti. Altro elemento fondamentale del consuntivo che fa accendere una spia di acuto allarme, risiede nella percentuale di pagamenti effettuati a fronte delle spese, appena appena superiore alla metà delle medesime. Ciò inocula nel sistema, i virus di una spirale pericolosissima con debiti che, come tali, sono destinati a produrre altri debiti legati agli interessi e all'odore di decreti ingiuntivi che già si fiuta da lontano. Insomma, una vera e propria spirale tossica. Per quanto riguarda il disavanzo, solo gli ingenui possono pensare che questo ammonti solo (si fa per dire) a 21.659.317,94 così come indicato dal conto consuntivo. In realtà i debiti effettivi, cioè il disavanzo reale è ben più alto, precisamente 45.125.517,60 di euro. Ciò perché, vanno computati i 23 milioni e passa che il Comune dovrà pagare, spalmati in 30 anni. Precisamente dalle casse della città di Caserta, per i prossimi 3 decenni dovranno uscire 842.584,39 ogni 12 mesi, contraendo significamente la capacità di spesa dell'ente. Il che, paradossalmente, nell'ambito di un unicum solo casertano, potrebbe anche non essere un male vista e considerata quella che è stata la conformazione della spesa comunale dall'amministrazione Falco in poi. Una vera e propria orgia tra gli incarichi esterni, appalti a perdere, cottimi di fiduciari e somme urgenze a fiumi pagate da tutti i cittadini di Caserta con un sanguinoso dissesto finanziario e con l'aumento di tutte le tasse comunali all'aliquota massima prevista per legge. Un disastro firmato dai politici che hanno amministrato questa città negli ultimi 20 anni e da un manipolo di dirigenti che, a metterli insieme avrebbe costituito opera impossibile anche per un dittatore-scialacquatore di una repubblica centro americana degli anni 70, che avrebbe sicuramente guardato con grande ammirazione a un gruppetto di specialisti quali sono stati e sono tuttora, purtroppo, per quanto riguarda alcuni sopravvissuti, i vari Carmine Sorbo, Franco Biondi, Giovanni Natale, il defunto Piscitelli, Marcello Iovino e la relativa new entry Girolamo Santonastaso.
G.G.