Cronaca Nera

Altro che fiction, la verità sulla latitanza di Zagaria. 'Il Codice da Vinci' visto nel bunker insieme al suo angelo custode e una valigetta alla James Bond dove teneva nascosti i documenti più riservati

Michele Zagaria e la locandina del film

Racconto col copyright di Anna Aversano, al tempo moglie di Generoso Restina. Insieme ospitarono a lungo il super boss


CASAPESENNA - Non sappiamo se i produttori della fiction che andrà in onda lunedì sulle reti Rai abbiamo avuto la possibilità di leggere le dichiarazioni di chi ha avuto custodia della latitanza di Michele Zagaria. Se l'avessero fatto, probabilmente l'aspetto
accattivante, con attitudine ad essere romanzato, sarebbe stato ulteriormente rafforzato. Perchè gli autori di una fiction su un capo camorra quale Michele Zagaria non avrebbero potuto trascurare racconti come quelli formulati da Anna Aversano, al tempo moglie, oggi pare ex moglie, di Generoso Restina.

Durante il periodo in cui Zagaria era a casa loro, i coniugi si recarono al Medì di Teverola e comprarono una strana borsa, forse una valigetta. Qualche giorno dopo, Restina portò nel bunker un dvd e con Michele Zagaria guardò "Il Codice da Vinci", famoso film sulle misteriosissime riletture bibliche, divenute una sorta di mantra per tutti i cultori degli intrighi, delle deviazioni, dei complotti orditi da poteri oscuri e irrintracciabili. Subito dopo la visione del film, Zagaria prese la valigetta che era già predisposta per essere aperta con una combinazione numerica e la fece diventare la custodia delle carte più delicate e forse più compromettenti da cui non si separava mai.

Non solo. Ma la conseguenza emotiva della visione del "Codice da Vinci" probabilmente entra nella decisione di aggiungere un marchingegno a questa borsa. "La sua intenzione (di Zagaria, n.d.r.) era quella di collocarvi all'interno una fialetta di acido o una ampolla di inchiostro, questo non lo ricordo bene - così racconta la Aversano nel suo interrogatorio depositato. "L'acido o l'inchiostro sarebbero fuoriusciti qualora qualcuno avesse aperto quella valigetta senza utilizzare la combinazione."

Vedete che anche un boss realista e razionale qual è stato sicuramente Michele Zagaria, cede, comprensibilmente in considerazione di quella che è stata la sua vita di latitante, quasi perenne, alla tentazione delle tecniche di para spionaggio.

 

 

QUI SOTTO LO STRALCIO DELL'INTERROGATORIO DI ANNA AVERSANO