Cronaca Nera

CAMORRA E PIP DI LUSCIANO. Processo a rischio prescrizione. I Cesaro e tanti altri politici attendono

Nelle foto da sinistra Aniello Cesaro e Isidoro Verolla

Stamattina vivace contraddittorio tra accusa e difesa. Il giudice deciderà il...


LUSCIANO - (Iris Persico) Processo Pip Lusciano a rischio prescrizione. Braccio di ferro tra difesa e accusa. Questa mattina dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è tenuta la prima udienza del processo che portò in cella diverse persone per il PIP di Lusciano dopo le dichiarazioni di Luigi Guida detto o'drink, l'ex boss dell'ala Bidognetti originario dei quartieri napoletani, divenuto collaboratore di giustizia. Le sue accuse su appalti truccati al Comune di Lusciano coinvolsero anche il deputato Luigi Cesaro e i suoi fratelli, ma sulla posizione del parlamentare è stata chiesta e ottenuta l’archiviazione dai pubblici ministeri della Dda di Napoli. A  tre  anni e mezzo di distanza dall’emissione della misura cautelare, però, si rischia la prescrizione perché per la difesa i fatti sono antecedenti al 2006 mentre per l'accusa ci sarebbe continuazione anche dopo questa data e quindi non ci sarebbe la prescrizione prevista dopo dieci anni. Il giudice scioglierà la riserva il 16 novembre prossimo.  Sotto accusa i fratelli del deputato campano, Aniello e Raffaele Cesaro, l’ex sindaco luscianese Isidoro Verolla, l’ex consigliere Vincenzo Salernitano, Francesco Pezzella, Salvatore Spenuso, Immacolata Verde, Nicola Mottola e Raffaele Vassallo. Dovranno difendersi, i fratelli Cesaro e Verolla dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e per aver «pilotato» la gara d’appalto per la costruzione di alcune strutture nell’ex zona Pip a Lusciano. Tutti, sono stati prosciolti dalla concorrenza illecita e turbativa d’asta per l’appalto della costruzione di piscine. Il filone investigativo, nato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Guida, era stato chiuso nell’estate del 2014, quando i pm della procura Antimafia di Napoli, Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Cesare Sirignano e Marco Del Gaudio, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, ordinarono l’arresto di ex politici, funzionari ed ex amministratori del Comune di Lusciano. Nel collegio difensivo gli avvocati Paolo Caterino Mario Griffo e Giovanni Cantelli.