Cronaca Nera

CASERTA. I conti della monnezza. Nei cinque anni della premiata ditta Carmine Sorbo & Franceso Iavazzi, la Impresud ha incassato 7 milioni e mezzo di euro dalle tasche dei casertani

Abbiamo considerato i numeri dell'ordinanza da un'altra prospettiva


CASERTA (g.g.) - Bisogna dare atto ad Antonio Scialdone che dal primo momento in cui ha deciso di denunciare la tangentopoli maddalonese di aver avuto fin dal primo momento un comportamento collaborativo fino a trasformarsi da testimone a una sorta di perito, di Ctu della procura di Santa Maria Capua Vetere.

Esaurito il filone di Maddaloni, Scialdone, infatti, ha contribuito in maniera importante alla ricostruzione minuziosa delle modalità attraverso cui la Impresud falsificava, taroccava, il peso della frazione umida dei rifiuti che di notte arrivava presso la sua piattaforma, insieme anche ad altre forniture provenienti da Maddaloni e San Nicola a Strada. Nell'interrogatorio del 2 dicembre 2015 un rapporto dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) relativo ai dati della raccolta differenziata della provincia di Caserta. Insieme a questo rapporto Scialdone reca con sé anche un volantino del comune di Bellona nel quale si magnifica, in maniera propagandistica, il raggiungimento di una quota del 67.54% di raccolta differenziata. In pratica un paese che non aveva più bisogno quasi di nulla e che sulla raccolta rifiuti ci guadagnava e non ci perdeva. In realtà Scialdone fa notare che, in questo volantino, non viene evidenziato che la quota di rifiuti organici in quel 67% è oltre la metà (54%) di fronte a una media nazionale del 34%, la percentuale, quindi, è sicuramente alterata.

E' chiaro che con un testimone come questo si fa prima a compiere le verifiche, potrebbero rischiare anche altri comuni che non siano quelli già coinvolti di Caserta, Maddaloni e San Nicola.

 Detto questo, qualche numero importante riguardante moneta sonante. Nell'ordinanza che ha portato al sequestri di beni per oltre 2 milioni di euro a Francesco Iavazzi di Impresud, i magistrati stimano il valore della "cresta" e cioè delle false pesate, cioè delle cifre "pezzottate" scritte su i formulari in circa 1.2 milioni di euro circa, e per questo sono pesantemente indagati lo stesso Iavazzi e lo stesso dirigente del comune di Caserta Carmine Sorbo. Ma Impresud ha operato a Caserta dal 2011, nell'ordinanza mancano i dati di questo anno (2011) e dell'anno successivo. Il dato rguarda solo il periodo 2013 - 2015. C'è da pensare che la cresta sia superiore al milione e che si sia avvcinata ai 2 milioni. Questa è una semplice deduzione logica che non possiamo confutare con i dati a disposizione. Quelli certi, invece, sono gli incassi dei cinque anni, basta fare cinque moltiplicazioni tra il peso dichiarato e i circa 160€ a tonnellata pagati dal comune di Caserta e poi un'addizione finale di tutti i prodotti.

 

Nel 2013 sono state dichiarate più di mille tonnellate, nel 2014 circa novecentocinquanta, nel 2015 poco più di novecento, per poi scendere a settecento quando poi è arrivata la Gesia al posto di Impresud, ma soprattutto erano arrivati decine e decine di articoli che CasertaCe aveva dedicato a questa vicenda. Aggiungendoci anche gli anni 2011 e 2012, sena esagerare e mantenendosi sulle novecento tonnellate, la somma complessiva arriva a oltre 7 milioni e mezzo di euro.

Quanti soldi, 'sta monnezza. Perciò tutti gli imprenditori di un certo tipo e con un certo carattere la volevano "fare".