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LA FOTO CASERTA. Siringa ritrovata fuori alla scuola elementare Ruggiero. L'allarme sui social e le parole di Benedetto Casillo

La scuola elementare Ruggiero e la siringa ritrovata fuori al plesso scolastico

Inammissibile, al giorno d'oggi, il ritorno in auge di allucinogeni che andavano per la maggiore nelle discoteche negli anni 70-80


CASERTA (adp) - Sta già facendo il giro di Facebook, da questa mattina, la foto di una siringa ritrovata fuori la scuola elementare Ruggiero in via Montale a Caserta. La siringa è del tipo per somministrare l'insulina ed è anche quella tipica utilizzata da tossicodipedenti per iniettarsi sostanze stupefacenti come la cocaina. L'allarme è scattato subito, soprattutto per la presenza massiccia di bambini che frequentano il terzo plesso scolastico. Ma tralasciando quella che è la notizia di cronaca, che è già di per se gravissima, ci vorremmo soffermare su ciò che induce, ancora oggi, i giovani a provare, in prima persona, gli effetti devastanti di un allucinogeno. Se è vero che le generazioni passate, quelle a cavallo degli anni '70 e '80, per intenderci, non erano informate su quali che fossero gli effetti collaterali dell'assunzione di tali sostanze, è anche vero che, dopo anni di focus, progetti d'informazione e quant'altro, riteniamo sia davvero assurdo che, al giorno d'oggi, anche con i potenti mezzi di comunicazione e diffusione di massa (tv, pc, smartphone, tablet), ci siano orde di ragazzini che continuano ad "entrare nel tunnel", sia della droga che dell'alcool, quasi per gioco. E allora, andiamoli a rinfrescare quali sono questi effetti collaterali. Partiamo dalla dose letale: bastano circa 1-1,2 grammi per restarci secchi, e già questo dovrebbe far pensare. Tradizionalmente, invece, gli effetti psichici della cocaina sono stati riassunti in quattro stadi di diversa gravità in dipendenza dalla dose e dalla frequenza d'uso. E sono: l'eurofia, la disforia, la paranoia e la psicosi, insomma, roba da mandare in pappa il cervello. A livello periferico, invece, l'aumentata liberazione di dopamina e adrenalina, scatena, nell'organismo, una reazione di allarme con attivazione del sistema cardiovascolare e risultante tachicardia e d ipertensione. Seguiranno poi tremori, contrazioni muscolari, flushing cutaneo, il tutto, accompagnato, come se non bastasse, da un ritardato svuotamento vescicale ed intestinale. Il desiderio di riprovare il piacere iniziale e di sfuggire all’ansia conduce all’uso compulsivo della sostanza, arrivando a vere e proprie abbuffate, che in gergo vengono chiamate binges, durante le quali il soggetto non si alimenta, non dorme, diviene sempre meno euforico, più disforico, agitato ed aggressivo.
Queste binges durano in genere 2 o 3 giorni e si interrompono per un crollo psicofisico del soggetto che piomba in uno stato di torpore-apatia o per l’insorgenza di uno stato psicotico vero e proprio. Un quadro davvero poco confortante, che ci lascia pensare a quanto siano vere e sanguigne le parole di Benedetto Casillo il quale, nel film Così parlò Bellavista, esortava i ragazzi a fuggire dalle illusorie virtù della cocaina per affrancarsi ai benefici effetti di un abbonamento da una tal Natasha. Meditate ragazzi, meditate.