Politica

I VIDEO E LE FOTO. Che incontro con Insigne e Callejon, nelle ore pre-juve di Matteo Salvini che poi ha parlato a decine di sindaci e consiglieri comunali della Campania

Nella hall del Golde Tulip. Pieno in sala. Soddisfazione il responsabile interegionale Valentino Grant


CASTEL VOLTURNO - "Sogno un'Italia senza le Prefetture o quanto meno, senza che queste trattino i sindaci e le popolazioni che hanno eletto i propri rapresentanti come degli scolaretti."
Il federalismo 2.0 di Matteo Salvini è sicuramente una cosa molto diversa da quello della Lega primordiale. Sicuramente molto più razionale e più ragionato rispetto a quello degli anni della canottiera di Umberto Bossi. Ma quel federalismo li era un urlo di protesta finalizzato a veicolare un consenso "contro" e antisistema. Matteo Salvini ha, invece, l'ambizione di costruire una Lega di governo e quindi deve far quadrare la necessità di fornire messaggi diretti, chiari, forti che colpiscano chi non ne può più di uno Stato centralista e sempre più vampiro con quella di operare in modo che la riforma delle autonomie, più attenta alle ragioni nobili della sussidiarietà diventi effettivamente possibile perchè dentro ad una cornice costituzionale e, conseguentemente, legale.
È stato questo il primo passaggio dell'intervento del leader nella complicata Castel Volturno, un luogo in cui essendo più avvertita negli ultimi tempi la necessità di un guardare avanti, sfuggendo dalla trappola melmosa di un riverbero costante della retorica del "tutto va male", sfascista e utile solo ai personaggi che sull'anticamorrismo professionale ed ad ogni costo hanno costruito le loro carriere. NOn si può prescindere a meno che non si voglia tenere questo comune confinato in un medioevo della paura e nel regime che ruota alle solite parole d'ordine, dalla valorizzazione di un rapporto franco, trasparente, costruttivo, concreto tra istituzioni e un imprenditoria di grandi potenzalità già ampiamente dimostrate e si riassumono nella scelta, operata da un'eccellenza del calcio, cioè il Napoli capolista ha fatto, scegliendo proprio questo comune per impiantare il suo centro tecnico per gli allenamenti.
Un incrocio, una suggestione, una evocazione, quella del Napoli, apparentemente lontana dalla visita di Salvini inizata ieri sera. Ma galeotto fu il luogo fisico in cui si è svolto l'evento cioè il Golden Tulip dove l'evocazione è diventata realtà immortalata da centinaia e centinaia di scatti fotografici e festosi selfies.  Salvini ha incrociato nella hall nientepocodimenoche Lorenzo Insigne e Callejon, i due campioni del Napoli i quali si sono intrattenuti qualche minuto con lui dichiaratamente Milanista, ma dichiaratamente anche anti juventino e con il vice presidente Edoardo De Laurentis.

Non è stato un evento open ma il Golden Tulip è stato considerato la location ideale per accogliere l'incontro "chiuso" tra Salvini e tutti gli amministratori comunali campani che hanno scelto di credere in lui.

Non a caso non c'era nessun segno, nessuna efige, nessun cartello con scritto Lega, parola la quale, evidentemente, Salvini vuole mettere in soffitta perchè sa bene che al sud gli anni bossiani in cui i voti sono stati costruiti anche sulla discriminazione territoriale relativa all'interno ai confini nazionali, hanno lasciato il segno rendendola indigesta soprattutto a chi non ha la capacità d'informarsi approfonidtamente, soprattutto a chi non va per il sottile collegando, al contrario, la formazione del suo punto di vista agli slogan che passano nel setaccio a maglie larghe della grande comunicazione dozzinale. 

 

Salvini vuole che il Sud si concentri sui programmi, sulla richiesta che lui esprime affinchè una nuova classe dirigente guidi i processi di sviluppo.
"A me non frega un tubo di vincere le elezioni - ha detto ancora ieri sera - se questa vittoria non si tradurrà in una spinta reale, veramente unica nella storia di questo paese, verso una politica e verso programmi che mettano l'Italia e gli italiani al centro di ogni scelta e che riproducano anche al Sud modelli di governo vincenti come quello del Venento, regione in pratica con disoccupazione a zero."
La mattinata, di oggi, Salvini l'ha trascorsa nelle periferie più complesse a partire da destra volturno, autentico macro ghetto e plastica rappresentazione del fallimento, da parte di vari govern che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, di ogni processo di integrazione, visto che, li in quelle ampie pianure desalate, gli immigrati si sono concentrati e si sono stretti l'uno all'altro rifuitandosi di aderire sostanzialmente alle leggi dello Stato in cui abitano e sostenendo codici parallelli, fondati su leggi di solidarietà che spesso si traducono in violenza e attività crimnali.

 Ieri sera, il volto del "padrone di casa" Valentino Grant, responsabile interegionale del movimento "Noi con Salvini", era visibilmente soddisfatto. Il leader è stato presentato dal coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa e dalla deputata prima di "Alleanza Nazionale",ora transitata nella "Lega", Pina Castiello.

 

 

 

 

 

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