Cronaca Nera

LA CASSAZIONE. Narcotraffico e armi. Processo da rifare per 'o' cervinarese'. Ecco com'è andata a Manola Del Gaudio, Pimpinella, Setaro e altri 21

La decisione della Suprema Corte sull'iter processuale partito dal maxi blitz dell'aprile 2013


CASERTA - Raffaele Piscitelli soprannominato “u cervinarese” non è un nome qualsiasi, ma è uno dei maggiori organizzatori di ampie associazioni a delinquere, formate da decine e decine di persone, dedite al traffico di stupefacenti nell'ambito dell'intera Campania e anche al di fuori di essa.

In passato ha incassato una pesante condanna a 18 anni e 4 mesi di reclusione come conseguenza di un'ordinanza, risalente all'aprile 2016, in cui rimase coinvolto insieme ad altre organizzazioni territoriali, specificatamente quella riferibile alla famiglia Del Gaudio di Santa Maria Capua vetere e a quella, attiva a San Felice a Cancello, collegata all'attività di Clementina Barberino.

Raffaele Piscitelli, noto come il cervinarese si rese protagonista, nell'occasione appena citata, di una rocambolesca fuga a bordo di una moto di grossa cilindrata, sfuggendo in questo modo all'esecuzione della ordinanza di custodia cautelare. Una fuga a cui seguì una lunga latitanza, che si concluse nella frazione impervia di Casanova di Durazzano (Benevento) dove il latitante fu catturato.

La notizia del giorno è che, grazie anche al lavoro dei suoi avvocati difensori Dario Vannetiello del Foro di Napoli e Renato Iappelli del Foro di S. Maria C.V., la sesta sezione penale della Corte di Cassazione, presidente Rotundo, relatore Gianesini, ha annullato con rinvio la sentenza di Appello a carico di Raffaele Piscitelli.

Questo nonostante il procuratore generale avesse chiesto la conferma della stessa e dunque l'esecuzione definitiva della pena di 18 anni e 4 mesi. Dopo quel verdetto, pronunciato a Napoli il 17 marzo 2016, il processo, per quanto riguarda la parte relativa all'imputazione di Raffaele Piscitelli, si rifarà presso un'altra sezione della corte di appello del capoluogo partenopeo.

Nei contenuti della ordinanza del 2013, venivano contestati, oltre al reato di traffico di stupefacenti, anche quelli di porto e detenzione di armi da fuoco e intestazione fittizia di denaro pari a oltre 1.500.000 euro. Il Piscitelli è accusato tra le altre cose di aver distribuito soldi tra una moltitudine di persone a lui legate da rapporti di amicizia per evitarne il sequestro.

La strategia processuale di Raffaele Piscitelli è stata sempre quella di non ammettere alcun addebito, e di non limitarsi a chiedere dunque uno sconto di pena. Si è dichairato innocente e su questa innocenza dichiarata che si contrappone alla convinzione di colpevolezza, da parte degli inquirenti che hanno indagato a suo tempo, ci si confronterà in un nuovo dibattimento presso la corte di appello. 

Detto di Piscitelli, andiamo ad esaminare ora gli esiti della Cassazione per quanto riguarda gli altri imputati di questa vicenda. 

E' andata male a De Lucia Antonio, Piscitelli Enzo, Basilicato Mario, Costantino Angelo, Del Gaudio Manola, Barbarino Angelo e Setaro Pietro. Per loro la Cassazione ha sancito l'inammissibilità dei ricorsi per questi. Dunque la loro pena diventa definitiva ed esecutiva.

Per quanto riguarda invece Piscitelli Filippo, Piscitelli Antonio, Costantino Giuseppe, Costantino Giovanni, Pascarella Davide, Esposito Pietro, Pimpinella Giuseppe, Palmieri Vincenzo, Pimpinella Giovanni, Barbarino Clementina, Barbarino Clemente Giuseppe, Barbarino Marco, D’Addio Nicolino, Cappiello Antonio, Casapulla Giuseppe e Berni Luigi, la Corte di Cassazione, pur confermando la penale responsabilità di costoro per tutti i reati a loro ascritti, ha deciso per un parziale annullamento della sentenza limitatamente alla eventuale concedibilità delle attenuanti generiche. Per cui anche in questo caso bisognerà tornare in corte di appello sempre in una sezione diversa da quella che ha emesso il verdetto di secondo grado, ma solo limitatamente alla decisione relativa alla consistenza della pena e ad un eventuale applicazione delle attenuanti generiche che la possano ridurre.

In conclusione, per Lorenzo Angela annullamento solo per quanto riguarda il mancato riconoscimento dello spaccio di lieve entità.

I difensori di Piscitelli Dario Vannetiello e Renato Iappelli dichiarano di essere già al lavoro onde studiare le prossime mosse alla luce della complessa posizione giuridica che lo riguarda, essendo costui stato raggiunto nel corso di questi ultimi anni da ben tre ordinanze di custodia cautelare per reati di traffico di droga.