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RAPPORTI CON IL CLAN DEI CASALESI. Il TAR ha deciso: resta interdittiva antimafia per la società di tre noti imprenditori di CASAPESENNA

Oggi la decisione dei giudici amministrativi


CASAPESENNA - È andato male il primo round del ricorso presentato dalla Pica Holding S.r.l. degli imprenditori Raffaele Piccolo, Francesco Piccolo e Raffaele Cantile i quali dopo la bocciatura della Prefettura di Modena che non li ha inseriti nella white list, consegnandoli in pratica ad uno status che gli impedisce di partecipare a gare pubbliche in quanto colpiti da interdittiva antimafia, avevano presentato ricorso al TAR emiliano. 
Ma il verdetto è stato negativo.
A questo punto, si dovrà vedere se l'azienda, con cuore e cervello a Casapesenna, ma con sede a Milano, si rivolgerà al Consiglio di Stato.
La motivazione fondamentale alla base della interdizione è legata ai rapporti dei tre imprenditori con Pino Fontana, personaggio fondamentale della famosa ordinanza Medea del 14 luglio 2015, oggi alla sbarra e per il quale il PM della DDA Maurizio Giordano ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione.
Secondo il TAR "infondate" sono le ragioni esplicitate nel ricorso della Pica Holding S.r.l.. Questo perché la decisione assunta dalla Prefettura si fonda "su plurimi indizi di evidente permeabilità della società ricorrente, tutti correlati a fatti documentati".