Politica

S. MARIA C.V. Una tal Lisa Leone (Uno non bastava?), già addetta stampa dei Bosco, in odore di assessorato. Il sindaco Mirra, per durare o per governare?

Da sinistra Antonio Mirra, Luigi Bosco e Elisabetta Leone, detta Lisa

Questa accreditata indiscrezione stimola una breve riflessione, che diventa anche sintesi del primo anno di questa nuova amministrazione


SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il sindaco Antonio Mirra si accontenta di sopravvivere, di durare o anche ha anche voglia di imprimere la sua orma nella storia di questa città, lasciando qualcosa di tangibile, di concreto all'utilizzo materiale o anche morale dei sammaritani?

Stando a quello che apprendiamo ogni giorno, ci sembra che Antonio Mirra si accontenti; ci sembri che Antonio Mirra abbia realizzato pienamente l'obiettivo prefissato: mettersi la fascia, dire a se stesso e far dire agli altri che lui, l'avvocato Antonio Mirra, è il sindaco di Santa Maria Capua Vetere. Tutto il resto non conta. Questo risulta evidente nel momento in cui siamo qui a raccontare l'ennesimo episodio di politica politicante, alla quale Mirra sottende a ragioni di governo, le ragioni di governo valide, fattive, innovative e creative della propria città.

Quando Santa Maria Capua Vetere era nelle mani di Enzo Iodice, di Giovanni Campochiaro, le ragioni di questa politica politicante portarono a nomine di governo a dir poco stravaganti. O meglio, questa parola assunse un valore di eufemismo perchè quelle nomine stravaganti erano peggio, visto che rispondevano ad una logica di totale sottomissione della domanda di governo e di sviluppo alle ragioni della partitocrazia più deteriore ed umiliante. Pensate un po', chi fu nominato segretario dell'allora partito socialista? Il buon Mimmo Dell'Aquila, che con la città del Foro non c'azzeccava proprio nulla, dato che era un casertano e, per di più, abituato a svolgere funzioni politiche, non certo di governo.

Non fu difficile associare a quella nomina e anche a quella di un tal Stocchetti la necessità di attribuire, naturalmente a carico dei cittadini, una remunerazione mensile ad esponenti di partito. In qualche modo, bisognava, infatti, dentro a quella logica partitocratica a cui facevamo riferimento prima, pur ripagarli per quello che esprimevano, in termini di tempo e di disponibilità, per l'esercizio di azioni utili a tenere in vita delle bandiere elettorali e che di autotenticamente politico non avevano più nulla, se non una onomastica fastosa solo in ricordo della loro storia.

Dopo diversi anni e dopo che tanto è successo in Italia, nella produzione di un problema serio qual è l'antipolitica, scritto proprio di operazioni come quella che abbiamo appena raccontato, succede che una ragazza, una donna, una professionista, una persona che non conosciamo, ma che, in teoria, la diamo per buona, è anche capace, si appresti ad arrivare a Santa Maria Capua Vetere per assumere il ruolo di assessore.

Si chiama Elisabetta Leone, detta Lisa. Abita a San Nicola la Strada, è coniugata ad un meglio identificato signor Arizzi, ma soprattutto per molti anni è stata nell'orbita della famiglia Bosco, per la quale ha anche svolta la funzione di addetta stampa nonchè di corrispondente in giornali locali, all'inizio di questo secolo; fa parte dell'associazione fondata da quel Girfatti, il quale, con la stessa logica integralisticamente lottizzatoria è diventato, da Sessa Aurunca, e per volere del consigliere regionale Luigi Bosco, assessore comunale di Caserta.

E torniamo ad Antonio Mirra. Se coltiva, con il suo unico obiettivo, quello di durare e di tirare a campare, allora fa bene ad obbedire a Bosco e a nominare una sconociuta di San Nicola la Strada assessora a Santa Maria Capua Vetere, solo in quanto amica sua ed amica di Girfatti. Questo perchè Bosco gli garantisce dei numeri sicuri e comodi in consiglio comunale, almeno per ora. Questo perchè Bosco ha rimesso in riga Franco Merola, il quale è rientrato nei ranghi del gruppo consiliare di "Terra Libera", guarda caso in coincidenza con la nomina di Pasquale Trepiccione, nel cui studio di commercialista Franco Merola lavora, a revisore dei conti dell'Adisu, per volere del presidente del consiglio regionale Rosa D'Amelio. Fa bene, Antonio Mirra, se il suo obiettivo è solo quello di galleggiare, a nominare assessore questa signora o signorina, avrebbe detto Mike Bongiorno, di San Nicola la Strada, perchè Bosco ha calmato i bollenti spiriti di Baldassarre, promettendogli una candidatura e l'appoggio al consiglio provinciale, alle prossime elezioni del 12 ottobre; fa bene, Antonio Mirra, se il suo obiettivo è solo quello di indossare la fascia e di guardarsi allo specchio, ad assecondare i voleri di un giovane che fa politica come si faceva negli anni 50, che, all'altro consigliere Gabriella Santillo, ha già promesso una candidatura alla Regione, al punto da renderla tanto gaia, da attivarle l'estro di organizzare anche le selezioni di Miss Italia, come quella che si terrà, a quanto pare, tra qualche settimana, proprio a Santa Maria Capua Vetere.

Non sappiamo se Antonio Mirra sarà in grado di stupirci e di stupire coloro che l'hanno votato, dicendo al giovane, ma allo stesso tempo anzianissimamente laurino, Luigi Bosco che, se è legittima la rivendicazione di Terra Libera di esprimere un assessore, è anche legittima, anzi doverosa, la richiesta di un primo cittadino di avere al proprio fianco persone preparate, spendibili e che, soprattutto, conoscano bene, per averci vissuto, possibilmente per esserci nate, la città che vanno ad amministrare. 

Sarebbe un atto da vero sindaco. Uno dei pochi. Forse il primo atto di leadership di Antonio Mirra, in questo primo anno, durante il quale ha trascorso il suo tempo, prezioso per la sua città e per le sue sorti, solo ed esclusivamente a correre appresso ai consiglieri e agli azionisti di riferimento della sua maggioranza, in un'azione defatigante, servita, per l'appunto, alla ragione della sopravvivenza, non certo a quella di una nuova vita di quella che fu, ormai solo fu, la città del Foro.

Gianluigi Guarino