Cronaca Nera

Zagaria fece un super paliatone a Nicola Inquieto che girava armato prima di spedirlo in Romania

Inquieto, Santamaria, Zagaria

Nell'incrociare le dichiarazioni dei pentiti sulla famosa casa di via Po, emerge, da parte di Restina...


CASAPESENNA - Michele Zagaria, se è riuscito a sfuggire per decenni alla caccia dello Stato, è perché è stato uno dei criminali più intelligenti e scaltri che la storiografia noir del nostro Paese ricorda.

Lui puntava molto sul fatto psicologico. Ma soprattutto era, almeno negli anni più lontani da quello in cui fu catturato, talmente prudente da evitare, per esempio, di recarsi a visitare il bunker fatto costruire in una traversa di via Po in San Cipriano. Forse quella mattina ebbe una percezione. Doveva andarci lui del resto, ma siccome si fidava molto del fratello Carmine, ci mandò quest'ultimo con Massimiliano Caterino che controllava a distanza. Quella mattina arrivarono i carabinieri e in carcere ci finì Carmine Zagaria e non Michele. Successivamente dicono concordemente i pentiti, dopo aver tentato, poi vedremo come, di allontanare da Nicola Inquieto i sospetti delle autorità inquirenti, Zagaria capì che quest'ultimo era bruciato nell'agro aversano e lo spedì a far fortuna in Romania, dove già era stato e dove già aveva contratto il primo dei suoi tre matrimoni.

La fortuna, Nicola Inquieto la fece e ne fece anche tanta. Zagaria, come dicevamo, prima tentò di aggiustare le cose dopo il blitz in via Po. Disse a Massimiliano Caterino di organizzare un attentato ai danni di Nicola Inquieto in modo da farlo sembrare una vittima. E questo avvenne. Caterino assegnò questa incombenza ad Antonio Santamaria e Gino Inuario: una sventagliata di proiettili contro la saracinesca d'ingresso al negozio di telefonia di Nicola Inquieto. Zagaria subito dopo disse a quest'ultimo di presentare una denuncia contro ignoti.

Ma il quadro non si ridefinì. Qui, della ricostruzione, c'è una sola testimonianza, quella di Generoso Restina che aggiunge un episodio di cui gli altri pentiti non raccontano. Ma Restina era uno che stava con Zagaria ore e ore al giorno, dato che per molto l'ha ospitato nella sua casa, dunque ha un dato di credibilità evidente soprattutto nella conoscenza di particolari. Nicola Inquieto avrebbe sparato ad un'altra persona suscitando le ire di Michele Zagaria il quale non voleva assolutamente che coloro i quali stavano attorno a lui per proteggerne la latitanza fossero persone coinvolte, anche lontanamente in atti di violenza. E men che meno - racconta Restina - dovevano possedere un'arma. Insomma, l'esilio di Nicola Inquieto in Romania, sempre secondo il citato Restina, fu preceduto da un solenne paliatone.