Cronaca Bianca

Prefettura di CASERTA, solita bancarella del torrone. La viceprefetto denuncia il candidato alle elezioni per dichiarazioni mendaci, suo marito lo difende in tribunale. Dottore Ruberto, come hanno fatto i suoi colleghi, insabbierà anche questa?

La viceprefetto Immacolata Fedele e il prefetto Raffaele Ruberto

Ne abbiamo scritte di tante in questi anni, ma nulla è cambiato perchè CasertaCe è un brand di popolo e non di apparato. E allora...


CASERTA - (Gianluigi Guarino) Il guaio dei poteri forti non è solamente rappresentato dal tappo che inseriscono asfissiando il sistema sociale del nostro territorio in modo da evitare che le energie migliori, quelle non legate agli interessi consolidati, possano liberarsi, manifestarsi nella loro purezza iniziale di chi vorrebbe giocarsi la partita dell'affermazione civile, sociale, professionale collegandola esclusivamente, come succede in democrazie avanzate tipo Stati Uniti e Gran Bretagna e non corrotte come quella italiana, al discrimine della meritocrazia, che è capacità, freschezza d'iniziativa, amore per la conoscenza e non certo sudditanza a forme ampie e diffuse di clientelismo che consentono a questi poteri forti di mantenere il controllo della società, decretandone, attraverso l'affermazione dell'immeritocrazia, una sua post feudale arretratezza in peritura.

Il guaio, infatti, è anche un altro: se stamattina CasertaCe, giornale outsider, corsaro, che non partecipa ai duegiugni, alle cerimonie quattronovembrine e a tutte le messe cantate dell'ipocrisia di regime; se CasertaCe, con quel direttore un pò, anzi un bel pò matto, perchè così i poteri forti e il conformismo, riescono, magari appioppandogli addosso l'etichetta di camorrista e cocainomane, lanciando un messaggio superficiale, a ridimensionare il problema della nostra esistenza nel panorama dei giornali, scrive l'ennesimo articolo sulle cose vergognose che si verificano dentro e attorno alla prefettura di Caserta, il prefetto pro tempore, esattamente come hanno fatto i suoi predecessori, si sentirà rinfrancato al pensiero che la notizia è stata pubblicata da CasertaCe, non dal Mappino o dalla rai o dal Corriere della Sera. In poche parole, il chiavistello dei poteri forti resterà chiuso a tripla mandata visto che Mappino, Rai e Corriere della Sera anche avendola questa notizia, non l'avrebbero pubblicata mai, soffocandola nella loro palude che assassina diabolicamente la verità e visto anche che il prefetto pro tempore, considerando importante il mittente dell'informazione e non il contenuto della stessa, si sentirà più tranquillo nell'insabbiare il tutto.

Ora, noi non sappiamo se questo Raffaele Ruberto è diverso da chi lo ha preceduto. Ce lo auguriamo vivamente. Ma quante volte abbiamo auspicato un'operazione di pulizia nella prefettura di Caserta e quante volte abbiamo dovuto realizzare che lo stato italiano, che in un prefetto si esplica, non ha alcuna intenzione di debellare le turpitudini che si verificano da almeno 30 anni nel palazzo di governo di piazza Vanvitelli?

E veniamo al fatto: può darsi che si sia trattato di un semplice misunderstandig, di un equivoco. Ma benedetto Iddio, viceprefetto Immacolata Fedele, è mai possibile che lei, presiedendo la commissione prefettizia che, giustamente, ha denunciato Mario Molitierno, candidato alle ultime elezioni comunali di Aversa, in quanto ha espresso dichiarazioni mendaci, nascondendo precedenti penali che invece esistevano, sui requisiti richiesti dalla legge per la sua candidabilità, dicevamo, è mai possibile che lei è comparsa davanti al tribunale di Napoli nord-Aversa dove il caso è arrivato, ponendosi, in quanto guida di questa commissione, quale elemento solidale con l'azione penale fatta partire dalla procura della repubblica della città normanna e contemporaneamente suo marito, Rodolfo Banaio, che di professione fa l'avvocato penalista, è il difensore di Mario Molitierno?

Il caso è esploso nei giorni scorsi quando gli altri 3 componenti della commissione sono stati ascoltati dal tribunale. E lì si è scoperto questo fatto incredibile.

E non è possibile che la Fedele non se ne sia accorta. Lo sa, lo sa bene, ma attualmente continua a presiedere la commissione prefettizia e il marito a difendere in giudizio il Molitierno. Per cui, anche la possibilità che si sia trattato di uno spiacevole equivoco, sembra, in tutta evidenza, sfumare.

Vorremmo capire se la prefettura di Caserta è il luogo supremo dove si esprime la potestà dello stato che discende dalla legge e nient'altro, dunque l'agenzia delle ragioni supreme a cui tutti i cittadini devono credere e in cui tutti i cittadini devono aver fiducia, riconoscendovisi pienamente o se è la bancarella del torrone. Interrogativo retorico visto che la prefettura di Caserta è, e non solo per questo caso, ma per le decine e decine di fatti raccontati, argomentati negli ultimi anni da CasertaCe, e mai smentiti, la bancarella del torrone.