Cronaca Bianca

S. MARIA C.V. Mettiamo che l'urologo Simone sia un premio Nobel: lo stesso non potrà fittare il teatro Garibaldi per il suo compleanno. Ecco perché il sindaco Mirra viola la legge

Articolo 2 del regolamento comunale per la concessione in uso a terzi del massimo teatro cittadino


SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – Com’era largamente prevedibile quelli della famiglia dell’urologo Simone l’hanno presa come un fatto personale, dispensando, attraverso lo strumento di facebook, commenti impropri, sterilmente indirizzati a scaricare livore nei confronti di questo giornale e di chi lo dirige, rinnovando una pratica a cui siamo tanto abituati da non badarci più di tanto, anche perché, essendo di dottrina liberale, riteniamo che ognuno abbia il diritto di esprimere il proprio pensiero, anche quando questo è costituito da stupidaggini assortite.

Noi avremmo scritto lo stesso articolo se una qualsiasi altra persona avesse fittato il teatro Garibaldi, l’intero teatro Garibaldi per festeggiarvi il proprio compleanno. L’avremmo fatto perché la nota di biasimo tocca non tanto chi si è reso protagonista di questa stravaganza quanto chi, tutore e custode della pubblica proprietà, l’ha presa tanto sul serio, da dare addirittura il proprio placet.

Niente di personale, dunque, per cui da questo momento in poi il signor Simone lo chiameremo signor Procopio.

Dunque, il signor Procopio ha chiesto il teatro Garibaldi per il suo compleanno, fissato per sabato 30 settembre. Come ogni altro bene pubblico, l’utilizzo e la possibilità di metterlo a disposizione di chi ne fa richiesta sono legati alle norme costitutive di un regolamento comunale, altrimenti non parleremmo di bene pubblico ma di bene nella disponibilità diretta e personale di ogni sindaco pro tempore, spostandoci significativamente al di fuori dal perimetro della democrazia.

Non dobbiamo certo insegnare al sindaco Antonio Mirra, che di professione fa l’avvocato, che quel regolamento è fonte normativa e la sua violazione rappresenta un fatto grave, in quanto si infrange quella che, a tutti gli effetti, è una norma del diritto.

Art. 2 del citato regolamento: Il teatro può essere utilizzato per manifestazioni di elevato interesse culturale, sociale, istituzionale e di alto prestigio per la Città.

Anche se l’urologo Procopio fosse stato un premio Nobel, avrebbe potuto chiedere, ai sensi di questo regolamento, l’uso del teatro Garibaldi solo per una manifestazione pubblica di chiara valenza culturale e sociale. Anche se l’urologo Procopio fosse un Nobel, e non possiamo escludere che in età matura lo possa conquistare, lo stesso, fino a quando sarà in vigore questo regolamento, non potrà utilizzare il teatro Garibaldi per il suo compleanno, che, per definizione, è ricorrenza collegata all’intima identità di una persona e, almeno in partenza, fuori dalla sua eventuale estensione pubblica.

Lo capiranno i parenti del signor Procopio? Dal tenore dei loro commenti al primo articolo riteniamo di no e tutto sommato non è grave. Mentre è molto grave che il Comune e chi lo guida oggi non si rendano conto che le regole, le norme, di qualsiasi rango esse siano, si rispettano senza se e senza alcuna caduta relativista, anche quando si avverte la necessità di avere un occhio di riguardo per un politico o per un consigliere o consigliera comunale amica tua.