Politica

CASERTA. Carlo Marino prepara la rivoluzione dopo il tradimento del Pd e dei consiglieri regionali: 4 assessori stanno per essere messi alla porta

Da sinistra: De Michele, Pica, Borrelli, Girfatti

Il sindaco, ha dichiarato che da oggi in poi parlerà solo con i consiglieri comunali e deciderà con loro gli assetti dell'esecutivo


CASERTA (g.g.) - Quello meditato, in queste ore, da Carlo Marino da sindaco di Caserta, non è un pensiero di rivalsa, di vendetta nei confronti di chi ha tanto promesso e non ha mantenuto. Non è un regolamento di conti nei confronti dei consiglieri regionali che gli sono stati alle calcagna per mesi e mesi chiedendogli di tutto e di più, ma soprattutto, spingendo per nominare, all'interno della giunta comunale, persone di propria stretta osservanza.
Non rivalsa, ma necessità di esperire quanto meno il tentativo di dare un senso a una consiliatura che per un anno e mezzo è stata fortemente condizionata e orientata ad obiettivi che Marino riteneva di meritare, a questo punto del suo percorso di vita. Ora dopo la cocente delusione delle elezioni provinciali, che ne blocca per il momento anche l'ascesa verso i nuovi orizzonti da lui agognati, occorre consolidare la maggioranza ma soprattutto riprendere il filo interrotto dei rapporti politici, ma anche personali, con la maggior parte dei consiglieri che in teoria stanno ancora dalla sua parte. Insomma, l'idea è quella di ripulire il governo della città dalle ipoteche di chi, a tutto ha pensato, fuorché a impegnarsi per far votare Marino a Presidente della Provincia, orientando, invece, ogni propria energia a una guerricciola tra piccoli vassalli di De Luca i quali ritengono che una supremazia politica sia rappresentata dal numero di consiglieri comunali arruolati e diciamocela tutta, anche assoldati perché nessuno di quelli che oggi si dichiarano a questo o a quell'altro consigliere regionale, hanno deciso di posizionarsi in tal modo in base ad una valutazione politica o di apprezzamento personale, aspettando, al contrario, che le vagonate di cambiali sottoscritte dai citati consiglieri, vengano scontate con il riscontro delle promesse fatte.
Dunque, da 24 ore, Carlo Marino ha interrotto ogni forma di contatto, sia col proprio partito, sia con i suoi cosiddetti livelli istituzionali. E considera del tutto irrilevante la guerra scatenata da Graziano e dalla Picierno contro Oliviero, dato che lui, tutto sommato, di aiuto concreto, di azioni reali, finalizzate a far concentrare i tanti consiglieri comunali sparsi sul territorio e dentro a maggioranze nominalmente di centrosinistra, a votare prima di tutto Carlo Marino e successivamente ad occuparsi della concorrenza tra i vari candidati delle liste per il consiglio provinciale, non ne ha avuti da nessuno, a partire dai suoi colleghi sindaci che si sono pappati le poltrone ai vertici degli Ato e poi hanno consentito che i propri accoliti votassero per Magliocca.
Non ci appassione Marino, alle intemerate, alle invettive della Picieno e di Grazuiano nei confronti di Oliviero, perché sa bene che non sono finalizzate a difendere la sua dignità politica offesa, ma a utilizzare le sue spoglie di politico sconfitto quale strumento per giocare partite interne che hanno a che fare solo e solamente con gli interessi personali dei singoli attori delle stesse.

Ritornando a quello che si preannuncia come il nuovo metodo-Marino, alla fine di questa consultazione in cui i consiglieri saranno ascoltati uno per uno, il sindaco annuncia di voler realizzare una sintesi dei problemi e delle valutazioni raccolte durante questi faccia a faccia.
Oddio, già immaginiamo i primi minuti di questi colloqui con alcuni di questi consiglieri. Si risolveranno in un reciproco leccarsi le ferite, visto che se Marino le ha prese di brutto il 12 ottobre, gli inquilini della sua maggioranza non sono stati da meno visto che l'unico eletto è stato Dello Stritto che milita nell'opposizione.
Ricapitolando, in parole povere, figure evanescenti, ectoplasmatiche come quelle di Girfatti, come quella di Pica, come quella di Daniela Borrelli, rischiano seriamente di essere avvicendate da altri assessori, espressi non dai consiglieri regionali, dai parlamentari, dall'establishment di De Luca, ma frutto di una convergenza e di un accordo diretti tra il sindaco e i consiglieri comunali.
Siamo alle prime battute di questa nuova fase, che studieremo con molta attenzione.