Politica

LE FOTO. ELEZIONI POLITICHE. Alla manifestazione di Liberi e Uguali l'ex vigile urbano presunto camorrista. E Dimitri Russo fa le 'corna' a Stefano Graziano

A sinistra in primo piano Lorenzo Vargas. A destra un momento del comizio

Liberi, uguali e anche molto disinibiti, ieri sera nell'appuntamento di Castel Volturno


CASTEL VOLTURNO (g.g.) - Liberi, uguali e anche un bel po' disinibiti. Ieri sera, a Castel Volturno era di scena l'evento del cartello elettorale (non definirlo ancora partito ci appare saggio e cauto) che ha nel presidente del Senato Piero Grasso il suo leader e in quello della Camera, Laura Boldrini la sua co-leader.

Liberi lo saranno anche diventati dal compulsivo egocentrismo del Fonzie fiorentino. Uguali è una categoria più spirituale che materiale e ci sta sempre bene quando si fa qualcosa di sinistra, soprattutto quando è associabile al concetto di libertà formando i 2/3 dell'aristocrazia giacobina che manovrò e in parte manipolò la "santa" rivoluzione francese. La terza parola, cioè quella della fratellanza, di questi tempi è proprio complicato da spendere e da utilizzare. Mentre quella della disinibizione, come si suol dire, calza a pennello.

Nella sede di Liberi e uguali di Castel Volturno, l'assessore comunale alle politiche sociali Rosa Scafuro ha organizzato il suo evento da candidato alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Con lui c'erano Carlo Corvino, grande amico del sindaco di Caserta Carlo Marino, per il quale costruì anche una lista civica alle comunali, ma stavolta impegnato molto più a sinistra rispetto a quanto non possa stare un ex forzista qual è Marino. Poi c'era Patalano, il torquemada di tutte le legalità confederate dell'universo. Poi, c'era l'evidentemente redento Lorenzo Vargas, l'ex vigile urbano di Castel Volturno, considerato, non da noi, per carità, Casertace lo incastra tra San Pietro e San Francesco, ma dalla Dda, che lo ritiene "affiliato al clan camorristico dei Casalesi". Nel 2014, raccontano le cronache dell'epoca, vi fu anche sequestrata una villa da 300mila euro.

Per completare al gruppetto dei disinibiti, aggiungiamo, per un altro verso, sicuramente differente da quello relativo a Lorenzo Vargas, anche il sindaco Dimitri Russo e l'assessora Concetta Anastasia Petrella, anche loro in prima fila ieri sera, dopo che il giorno prima erano stati al fianco di Stefano Graziano con il ministro dell'Interno Minniti, in quell'occasione, evidentemente, con la casacca del Pd.

Ora, è anche comprensibile che un sindaco possa seguire con premura, fin'anche con affetto lo sforzo elettorale di un proprio assessore che si va a candidare con un partito diverso dal suo. Può anche esserne preoccupato al punto da aumentare la dose di coccole propinate in privato, nei confronti del suddetto assessore in modo che questa scelta non vada a pregiudicare poi gli equilibri della maggioranza, già di per se numericamente barcollante, che regge le sorti di Castel Volturno. Ma mettersi in prima fila in una manifestazione elettorale di un partito, pardon di un cartello che si è posto come primo obiettivo quello di far perdere Matteo Renzi, non sembra proprio essere una grande idea. Perché un sindaco non potrà mai affermare di essere presente ad un comizio, ad una manifestazione finalizzata legittimamente a chiedere i voti per un partito senza che questo lo impegni e impegni la sua funzione da un punto di vista politico. Non è che ci vuole un politologo per affermare ciò; per affermare cioè che è quasi impossibile tracciare un solco di discrimine tra la persona e il sindaco, quando la persona e il sindaco appaiono in avvenimenti pubblici, per giunta in questo caso elettorali.

Dimitri Russo ci è pure simpatico per i suoi atteggiamenti libertari, quand'anche stralunati perché semmai noi a mignotte ci andiamo con l'auto nostra non con quella appartenente alla comunità e pagata con i soldi dei cittadini. Dicevamo, ci è pure simpatico ma quando gli spieghiamo determinate cose, ci dà la sensazione di essere un po' duro di comprendonio.


Mah, si farà. Col tempo capirà. O no?