Cronaca Nera

Ucciso a sangue freddo con la fidanzata. Il 30enne ingegnere aerospaziale aveva trovato la felicità dopo la morte della madre

Stefano Perale, Anastasia Shakurova e Biagio Junior Buonomo

La comunità di Sant'Arpino sgomenta per il terribile duplice omicidio di Chirignano


SANT'ARPINO - Sbigottimento. Questo il sentimento che riassume tutto quello che la comunità di Sant'Arpino sta provando per la morte del giovane Biagio Junior Buonomo, figlio di un geometra del comune. 

La vicenda, nelle sue strettissime modalità cronistiche l'abbiamo già ampiamente raccontata nell'articolo pubblicato stamattina (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO). Resta ora da specificare pietosamente, in un momento in cui la morte di un ragazzo inviterebbe naturalmente a star zitti, le coordinate cronistiche che raccontano anche la vita di Biagio Junior Buonomo, nel Veneto dove operava da ingegnere aerospaziale, alle dipendenze dell'impresa napoletana Desà Engeneering al progetto di un aereo italo russo realizzato dalla Superjet International partecipata di Finmeccanica e Sukhoi. 

Dentro a questa attività aveva incrociato i passi di Anastasia Shakurova, bella trentenne di nazionalità russa impegnata a sua volta dentro alla  Superjet International dove lavorava con un'agenzia di vigilanza. 

Anastasia veniva da anni difficili. Un breve matrimonio fallito alle spalle e poi la relazione con colui che sarebbe diventato il suo carnefice, Stefano Perale, 50 anni, professore di inglese di cui la ragazza era stata allieva e con il quale aveva intessuto una relazione nonostante i 20 anni che li separavano.

La loro relazione era durata fino a un anno fa. Ma i rapporti tra i due non si erano mai interrotti del tutto. Lei era convinta che si fosse trasformata in una forte amicizia. Un errore fatale che l'ha portata ad accettare l'invito, da estendere al suo nuovo fidanzato, alla fatale serata conclusasi con il duplice ed efferato omicidio premeditato. 

Una storia terribile destinata a lasciare il segno a lungo nelle cronache nazionale. Se ne parlerà tanto tra Mestre e Chirignano, se ne parlerà ancora a Sant'Arpino dove la comunità si è stretta attorno alla famiglia di Biagio Junior. 

"La nostra comunità - ha dichiarato il sindaco Giuseppe Dell’Aversana a Raffaele Sardo di Repubblica – non riusciamo a credere a quello che è accaduto. Qui in paese lo conoscono tutti, così come anche il padre che lavora da più di trent’ani nell’ufficio Tecnico.  Si era trasferito al nord e lavorava al progetto di un Jet Russo. Lavorava in un’azienda del nord e aveva messo su anche un’attività propria, sempre nel settore aerospaziale. Aveva avuto un periodo difficile il ragazzo dopo la morte della mamma avvenuta qualche anno fa. Ma poi c’era stata la svolta e  la sua vita si era messa sui binari giusti. Una storia che sembra assurda – conclude il primo cittadino - ed è difficile riuscire anche ad immaginare che sia solo tragedia passionale."

La comunità di Sant'Arpino attende il ritorno della salma. Ci vorrà qualche giorno perchè prima dovranno essere effettuati tutti gli esami autoptici richiesti dall'autorità giudiziaria, titolare dell'indagine. L'assassino si è in pratica costituito, chiamando lui stesso la polizia nel cuore della notte. Dunque, è probabile che i giorni che ci separano dai funerali non siano tantissimi.

Red.Cro.