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GUARDA IL VIDEO. Magliocca fa il maramaldo sul cadavere di Marino e gli dice: "Guarda che non ti hanno votato nemmeno i sindaci dei comuni di fascia E"

Sorprendente dichiarazione durante la conferenza stampa di stamane del neo presidente della provincia


CASERTA (g.g.) - Di solito non ci occupiamo di conferenze stampa e guardiamo "di sguincio" i comunicati stampa. La politica, in questi frangenti, dà infatti il suo peggio. Da un comunicato stampa o da una conferenza stampa di un politico qualsiasi non emerge una sillaba di verità, nel senso che tutto ciò che viene scritto o pronunciato è ascrivibile alle necessità della tattica e degli itneressi personali o di un gruppo. Interessi che non collimano mai con quelli dei cittadini i quali, colpevoli pure loro perchè nell'urna continuano a votare sempre le stesse persone, si mostrano totalmente disinteressati rispetto ai temi trattati in queste messe cantate che dunque, anche per un motivo meramente commerciale teniamo ben lontane dalle nostre trattazioni.

Però ci sono delle eccezioni. Per esempio, stamattina, osservando da lontano la conferenza stampa del presidente della provincia Giorgio Magliocca, abbiamo notato la sua originale attitudine a soffermarsi sui demeriti del proprio competitor, forse per una lodevole professione di modestia. Come a dire, non ho vinto solo per merito mio ma anche per gli errori di Carlo Marino.

Ebbene tra questi errori ravvisati ci sarebbe quello dell'assoluta assenza, della decisione del candidato di centrosinistra di non spendere una sola telefonata e di non costruire nessun contatto diretto con quelli che avrebbero dovuto essere i suoi grandi elettori, cioè i sindaci e i consiglieri comunali.

Se Magliocca ha potuto assumere il concetto generale, leggendo CasertaCe che, in questi giorni, ha più volte sottolineato questo errore esiziale compiuto dal sindaco di Caserta, non ha letto certo da noi il fatto che a lamentarsi della totale assenza di contatto umano, da parte del candidato alla presidenza della provincia indicato dal centrosinistra, sarebbero stati anche i consiglieri comunali dei comuni grandi. Siccome Magliocca si riferisce sicuramente a quelli di fascia E dato che fa precedere il suo ragionamento dalla illustrazione del dato riportato in questa specifica sezione di espressione elettorale, allora il fatto diventa molto interessante. Oltre a Carlo Marino, erano solo 3 gli altri sindaci di fascia E e 3 i consigli comunali: quello di Aversa, quello di Marcianise e quello di Santa Maria Capua Vetere.

Aversa lo scartiamo perchè Enrico De Cristofaro è un sindaco del centrodestra e quindi non può essersi lamentato del fatto che Marino non l'abbia contattato. Rimangono gli altri due, cioè Antonello Velardi e Antonio Mirra i quali, evidentemente si sono lamentati con Giorgio Magliocca (e allora capiremmo anche perchè Gibi Valentino è stato il primo a saltare al collo del neo presidente della provincia subito dopo la sua vittoria) di quella che loro ritenevano la strafottente freddezza di Carlo Marino.

A questo punto, in molti, a partire da Mirabelli e dallo stesso Marino, hanno equivocato intorno alla vicenda dell'assegnazione, pardon lottizzazione, delle poltrone al vertice degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche di questa provincia. Velardi e Mirra, infatti, non si sono mai sentiti parte integrante di un accordo lottizzatorio ma hanno ritenuto di aver diritto a quelle poltrone in quanto nettamente più bravi e capaci di ogni altro concorrente. Deve essere per forza così, perchè altrimenti non si può spiegare, come abbiamo più volte scritto in questi giorni, per quale motivo l'uno e l'altro non abbiamo votato neppure il pd alle elezioni provinciali, schierandosi Antonio Mirra con la lista Campania libera di Luigi Bosco, e Antonello Velardi con la lista i Moderati di Giovanni Zannini, Riccardo Ventre, i Socialisti e compagnia.

Sì, deve essere andata così. Ce lo conceda, Carlo Marino, ma la colpa è sua che aveva capito male. Questa storia del volpino o volpone della politica casertana diventa sempre meno credibile. La vicenda di queste elezioni provinciali dimostra, infatti, che Carlo Marino è proprio un gran fesso.