Cronaca Bianca

12:05 ESCLUSIVA MADDALONI. E ora, 'Report' e 'L'Espresso', copiatevi anche questo: VILLAGGIO DEI RAGAZZI, l'elenco completo di politici, dirigenti, alti funzionari e giornalisti gratificati dai costosi regali, pagati dai cittadini, dei Legionari di Cristo

In calce, l'elenco completo dei destinatari dei regali di Natale


MADDALONI - Come si suol dire, se ci "sfruguliate" con la scorrettezza arrogante tipica di certi potentati della sedicente comunicazione e del sedicente giornalismo d'inchiesta (il programma "Report", ma oggi anche "L'Espresso"), copiando a man bassa da Casertace senza avere neanche la creanza di citare la fonte, allora noi ci divertiamo un po'.

E sulla gestione del Villaggio dei Ragazzi da parte dei Legionari di Cristo, che noi definimmo "Legionari del diavolo", ci mettiamo a cercare in giro, andando ad approfondire ulteriormente ciò che citammo solo schematicamente in una delle DIECI PUNTATE della nostra inchiesta, precisamente l'ottava:

"I REGALI DI NATALE - Prima che i debiti della fondazione, come abbiamo scritto con chirurgica precisione nella settima puntata della nostra inchiesta, debordassero e indicassero incrementi esponenziali da un anno all%u2019altro, i politici, a partire da quelli della Regione, ma anche quelli dell%u2019amministrazione provinciale, alcuni nazionali, fino ad arrivare ai dirigenti degli uffici preposti alle relazioni istituzionali tra enti e fondazione, venivano gratificati di regali non certo peregrini.


Oddio, non a tutti veniva riservato lo stesso trattamento. E la cosa non era nemmeno gestita in maniera discreta, dato che dalle parti dell%u2019economato si parlava esplicitamente di regali di seria A, di serie B e pare anche di serie C. Tonnellate di argenti confluivano verso le stanze, sulla carta chiuse, inespugnabili, ma in realtà ampiamente espugnate (come dimostreremo nella decima ed ultima puntata di questa inchiesta) della clausura dei Legionari di Cristo.

C%u2019era un fiduciario di don Cavallè, il solerte signor Del Prete, un nome, una garanzia, che, diligentemente, all%u2019interno della clausura, smistava i regali, naturalmente previa classificazione di quelli da spedire ai vip, ai vippini, ai galoppini e, infine, a qualche schiavo o servo della gleba affrancato, che i romani chiamavano liberti.

Giusto per fare un esempio tra i tanti possibli, a una persona di riguardo come Sandra Lonardo Mastella, la quale, fino al 2010, è stata anche presidente del Consiglio regionale, arrivava nel suo ufficio in Regione un centrotavola in argento cesellato di un chiletto buono . Mentre a un semplice dirigente di distretto Asl, o a uno del banco alimentare, spedivano un gingillino di pochi grammi."

Quattro anni fa decidemmo di lasciare in sospeso questa storia perchè ritenemmo che ce ne fossero altre più importanti da raccontare.

Ma siccome qua ci sono i censori dell'ultima ora, i giornalisti che un tempo prendevano regale da don Cavallè e oggi fanno finta di indignarsi davanti alla copia fotostatica effettuata da Report, allora è opportuno chiudere quella partita specificando chi fossero i politici e le altre autorità che questi regali ricevevano.

Non bazzecole, visto che in una botta sola, e riteniamo che questo accadde in più occasioni, l'acquisto di questi regali pesò sulle casse della Fondazione, finanziate dal danaro pubblico, per cifre esorbitanti, nell'ordine di decine e decine di migliaia di euro.

Nemmeno la distruzione delle casse della stessa Fondazione, divenuta palmare dal 2011 in poi, fermò i Legionari.

I regali più costosi e più preziosi, cioè gli argenti pregiati, furono depennati dalla lista, ma comunque si mantenne in vita questa inutile e inopportuna usanza, spendendo non meno di 15mila euro a botta.

Questi regali meno costosi erano rappresentati dai calendari del defunto Papa Giovanni Paolo II (visto che il commissariatore dei Legionari, Benedetto XVI, non era gradito nemmeno in foto, essendo stato l'inquisitore giusto e implacabile del fondatore dei Legionari di Cristo, il religioso pedofilo messicano) ordinati e chissà se pagati all'Osservatore Romano e artistici "bambinelli" dei maestri presepisti di San Gregorio Armeno.

Nell'elenco ci sono i nomi di buona parte della giunta regionale e di metà dei consiglieri, oltre a personaggi come Cosentino e Pasquale De Lucia, coinvolti poi nelle note vicende giudiziare, ma anche tanti funzionari in ruoli chiave per la vita della Fondazione sia in Regione, sia in Provincia; poi militari, forze dell'ordine, e anche due giornalisti di spicco (l'allora direttore del TGR Campania Massimo Milone e il giornalista Rai Pasquale Piscitelli) oltre ad altri 10 a scelta dell'ufficio "veline" del Villaggio che si dovettero accontentare del regalo più economico.

Ciò che meraviglia, in una lista così lunga, è leggere i nomi di appena due ecclesiastici (il defunto vescovo di Caserta Pietro Farina e l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe) tra i destinatari di un ente gestito da sacerdoti che, evidentemente, sceglievano i loro "amici" più in politica che nella Chiesa. 

 

G.G.

 

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