Cronaca Nera

Il pentito Benito Natale spara i fuochi artificiali in aula: "Alessandro Zagaria convinse Nicola Di Muro a candidare il figlio, garantendo l'appoggio economico di Michele Zagaria. La sala giochi ceduta ad Alfonso Salzillo"

Biagio Di Muro, Benito Natale, Alessandro Zagaria, Alfonso Salzillo e Nicola Di Muro

Nell'interrogatorio di ieri, il collaboratore di giustizia ha parlato anche dell'appoggio a Grazzanise, per Enrico Parente e dei fratelli Madonna


SANTA MARIA CAPUA VETERE - (Iris Persico) Il pentito Benito Natale, assistito dall’avvocato Giuseppe Tessitore, ieri mattina al processo che si sta celebrando dinanzi al presidente Carotenuto e al pm D’Alessio, a carico di Alessandro Zagaria, dei fratelli Madonna e di Biagio Di Muro, ha sparato a zero contro gli imputati.

Non ha risparmiato nessuno, neppure i parenti dell’ex primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere e neppure il defunto e sindaco di Grazzanise. Natale ha risposto alle domande dell’avvocato Abet e su Di Muro ha detto: “Così come mi fu raccontato da Alessandro Zagaria. Il garante dell’elezione di Biagio Di Muro è stato Michele Zagaria. Perché Santa Maria Capua Vetere essendo una città grande e il clan ha avuto sempre interesse a stringere contatti su quel Comune. E siccome l’unica persona contraria alla candidatura a sindaco del Di Muro era proprio il padre di Biagio, Alessandro Zagaria, così come mi raccontò, si recò da Nicola Di Muro e lo convinse a far accettare il figlio e gli mise sul tavolo anche le garanzie economiche di Michele Zagaria nel caso avessero avuto problemi di soldi”.

Su queste dichiarazioni è intervenuto Nicola Garofalo, avvocato di Biagio Di Muro, quest'ultimo presente in aula, attualmente libero con obbligo di firma dai carabinieri, che ha chiesto al pentito su eventuali suoi coinvolgimenti diretti nella campagna elettorale di Santa Maria Capua Vetere.

Il collaboratore gli ha risposto: “Di non aver avuto nessun interessamento alla campagna elettorale." Natale ha ulteriormente precisato che i suoi interessi su Santa Maria capua Vetere erano di natura economica e riguardavano una sala giochi "che andava benissimo".

Un'attività che Benito Natale ha venduto, successivamente ad un altro nome noto della politica locale, già implicato in inchieste di camorra, cioè Alfonso Salzillo ex consigliere comunale.

Su Grazzanise invece ha parlato di “appoggio elettorale del clan alla famiglia Parente, soprattutto ad Enrico Parente", più volte sindaco e ora defunto. L'interesse del clan riguardava, per quanto riguarda gli appalti pubblici, i lavori da affidare ai fratelli Madonna.

Il processo è stato aggiornato al 28 novembre quando sarà ascoltato Massimiliano Caterino.