Cronaca Nera

Si cerca a CASTEL VOLTURNO il corpo di un 36enne scomparso nel nulla

Fuga, agguato o che altro?


CASTELVOLTURNO - (L.D.A.) Giallo sulla misteriosa scomparsa del 36enne Battista Riccio, di Giugliano. In queste ore sono a lavoro i carabinieri della locale Compagnia nei terreni di Castelvolturno, per cercare, si presume il corpo senza vita di Riccio, nella zona dove 15 giorni fa è stata trovata la sua auto, una Renault Clio.

Secondo gli inquirenti è verosimile che il 36enne sia stato ucciso quale atto di ritorsione in una guerra tra bande. Stando alle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, ad avallare questa ipotesi ci sarebbero le versioni fornite da testimoni o personaggi della mala, che avrebbero riferito di un ipotetico omicidio.

Ricordiamo che il 26 ottobre scorso, è stata ritrovata dai militari dell'arma, vicino ad un casolare dismesso, la Clio del 36enne, scomparso il 22 settembre. La vettura era stata data alle fiamme proprio in quei terreni di Castelvolturno. Non lontano dall'auto è stato trovato un paio di guanti.

L'uomo già noto alle forze dell'ordine, per reati contro il patrimonio, lo scorso 22 settembre era uscito di casa, per comprare le sigarette e non vi ha fatto più ritorno. I familiari hanno sporto denuncia e si sono rivolti anche alla trasmissione RAI "CHI L'HA VISTO?" per avere notizie sul proprio congiunto, affermando che Riccio, alto 1.82, occhi castani, capelli castani, al momento della sparizione indossava una camicia a maniche lunghe blu, pantaloncino di jeans e scarpe da ginnastica bianche e blu.

Il 36enne ha diversi tatuaggi, uno squalo con un'ancora al polpaccio destro, un ideogramma cinese al polso destro, un cuore con le iniziali della moglie e dei figli sull'avambraccio sinistro (B - G -M - M); ha una vistosa escoriazione al braccio destro.

I carabinieri stanno visionando tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza poste in zona, per capire se il rogo appiccato alla vettura sia stato opera dello stesso Riccio, per far perdere le proprie tracce oppure se si tratta dell'azione di personaggi legati alla malavita locale, che si volevano sbarazzare dell'auto.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono, dunque, diverse, non si esclude un regolamento di conti tra fazioni avverse o una scomparsa simulata, per nascondersi da eventuali ritorsioni.

Ricordiamo, che a marzo 2010 Riccio, latitante da 1 anno, fu scovato a casa dei suoi genitori, dagli agenti del Commissariato di Giugliano in via Sorbe Rosse. Era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli di una pena a 2 anni e 3 mesi di reclusione, poichè ritenuto responsabile delle rapine commesse tra la  provincia di Napoli e di Potenza. A questa condanna, andava aggiunta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte di Appello di Potenza a 5 anni e 4 mesi per una rapina in concorso. Nel 2007,  fu arrestato per il reato di detenzione illegale di munizioni da guerra. Nel mese di maggio del 2008 arrestato dagli agenti della  Questura di Potenza per una rapina mano armata a danno di una banca in complicità con altri per un bottino di 20mila euro e l’arma in dotazione alla Guardia Giurata.

Tanti i misteri attorno a questa strana scomparsa, momenti di ansia e tensioni quelli vissuti dai familiari dell'uomo, che attendono notizie su dove si trovi Riccio.