Editoriale

L'EDITORIALE. Le elezioni all'Ordine degli Ingegneri. Con qualche figlio di....si ripropone lo stesso Consiglio, produttore delle commissioni che hanno truccato decine di gare d'appalto. La base dimostri di non esser fatta di pecoroni

Nelle foto da sinistra, Guglielmo La Regina, capo del sistema degli appalti truccati, il presidente uscente dell'Ordine degli Ingegneri Severino e l'imprenditore di Casapesenna Piccolo, uno dei beneficiari del sistema

Il presidente uscente Vittorio Severino non potrà ricandidarsi ma ieri è stato presente per ore attorno al seggio per blindare una successione in stretta continuità. Ecco i nomi dei parenti. Nel segno di un'oligarchia che ha un sito internet talmente da t


Vittorio Severino non è più candidabile avendo svolto due mandati da presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta. Eppure ieri, è il caso di dire, batteva, in lungo e in largo, l'area adibita a seggio elettorale, dove gli ingegneri casertani si sono recati, o meglio, hanno cominciato a recarsi visto che si voterà anche domani, lunedì 15 maggio, per selezionare, nell'urna, il nuovo Consiglio dell'Ordine, che, a sua volta, eleggerà il presidente e le altre cariche statutarie. 

La presenza di Vittorio Severino non è stata nè rituale, nè istituzionale. Al contrario, si è materialmente configurata, anzi raffigurata, quale stabile e politica. Ore e ore davanti al seggio come l'ultimo dei supporters, come l'ultimo dei militanti. Questo fa capire chiaramente che negli ultimi anni l'Ordine degli Ingegneri ha avuto un presidente di parte, nell'accezione letterale di questo termine. Severino, dunque, è stato lì e sarà, presumibilmente, lì anche domani per fare ciò che nelle elezioni generali, quelle a suffragio universale che riguardano gli organi elettivi dello stato, delle regioni o degli enti locali di derivazione statale, non è consentito, neppure per legge: far propaganda ad un passo dal seggio per una parte, a favore di una parte in causa, a favore di una proposta piuttosto che di un'altra.

Questa regola, evidentemente, non è presente negli statuti degli Ordini degli Ingegneri e, dunque, Severino non fa nulla di realmente illegale. 

Ma, a pensarci bene, l'Ordine degli Ingegneri di Caserta è un esempio vivente di degerulation universale. Nel senso che tutto ciò che è dovuto, minimamente rispettato per un fatto di "mera creanza", per salvare almeno la faccia, qui non è dovuto e rispettato. Ansi, qui non esiste neppure. Scompare materialmente, passando dal concetto di lettera morta a quello di totale assenza, anche visiva di supporti informativi che dovrebbero garantire quella trasparenza, che l'Ordine casertano applica in termini rigorosissimi, al punto che nella sede di via G.M.Bosco la trasparenza significa inesistenza.

E d'altronde quale può essere la riflessione su un tema come questo, sul fatto che l'Ordine degli Ingegneri di Caserta ha un sito istituzionale assolutamente ridicolo, senza un solo atto pubblicato, che viola (in questo caso, sì, viola) tutte le raccomandazioni e tutte le direttive dell'Authority nazionale anticorruzione, se ci troviamo di fronte ad un'organizzazione, a un corpo intermedio che, pur essendo riconosciuto dallo stato, pur avendo uno statuto che dovrebbe essere in linea con i principi cardinali delle norme di ogni rango, dalle costituzionali in giù, non ha speso una parola su se stesso, sulla propria esperienza di governo, di gestione, di mera relazione tra i corpi dirigenti e i suoi associati nel momento in cui, non giornalisti tendenziosi, maliziosi e malevolenti hanno avanzato dubbi sugli standards di legalità e di ampia garanzia del rispetto delle regole, operanti all'interno dell'Ordine degli Ingegneri di Caserta, ma procuratori della Repubblica, loro sostituti, giudici requirenti dello stato hanno scritto quello che hanno scritto, intorno al modo, a dir poco scandaloso, vergognoso, con cui per anni, negli anni del presidente Vittorio Severino sono stati selezionati i componenti, spesso determinanti, delle commissioni che hanno aggiudicato gare di appalto per decine e decine addirittura, in misura complessiva, per centinaia e centinaia di milioni di euro, tutti naturalmente usciti dalle casse pubbliche e quindi dalla sanguinosa pratica vampira, consumata a danno dei contribuenti del Paese con una delle pressioni fiscali, non a caso, più alte del mondo. 

In quelle carte giudiziarie non viene fotografato alcun reato a carico di chi ha governato l'Ordine degli Ingegneri a Caserta negli ultimi anni. Ma viene sancita, senza se e senza ma, quale presupposto, ma anche quale effetto dell'attività criminale delle combriccole, meglio sarebbe dire, dalle solite combriccole, formate da professionisti della corruzione, imprese ad essi collegate in una sorta di congrega criminale, e burocrazie ladrone operanti nei comuni, coperte da politici a loro volta corrotti e consenzienti rispetto al sistemico ed eternizzato metodo della turbativa d'asta. 

Questo ci hanno raccontato le ultime indagini della dda di Napoli (CLICCA QUI PER LEGGERE UNO DEI TANTI ARTICOLI DA NOI PUBBLICATI IN CUI COMMENTIAMO PROPRIO LE COSE DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI).

Ora, in un altro posto d'Europa e in altri luoghi del mondo in cui esiste un'etica pubblica, un senso dello stato e dunque delle regole intese come cemento di una convivenza civile votata all'uguaglianza, un presidente dell'Ordine degli Ingegneri e il suo Consiglio, di fronte a uno scandalo del genere, sarebbe saltati in 24 ore, perchè la base degli associati, sarebbe andata con i forconi sotto alla sede, presentando il conto di anni e anni di gestione familistica, particolaristica, oligarchica e puzzolente di zolfo corruttivo. 

Qui no. Qui esiste una controconvivenza civile, un modello di coesione sociale le cui regole sono legate, ma questo non vale solo per l'Ordine degli Ingegneri, al particulare. Qui ognuno vive sperando, un giorno o l'altro, di essere ammesso alla tavola della pagnotta, alla tavola in cui troneggia anche un enorme "ruoto", di cui la pagnotta è companatico, pieno di pezzi di capretto da inforchettare ognuno nella pura, eterna orgia della lottizzazione. 

E' questione di mentalità, di cultura e ci allungheremmo troppo, debordando dal tema scelto, se insistessimo su questo discorso socio-antropologico. 

Ma se, per questi motivi, non era sperabile nessun atto estremo, se non era nemmeno ipotizzabile che il presidente e il consiglio si dimettessero, quantomeno uno schifo di riflessione, un rigo di dichiarazione di fronte a quello che era emerso, avrebbe dovuto pur essere detto. Invece, nulla. Nulla perchè, il sistema criminale di questo territorio, regge anche grazie al fatto che il 99% di chi dice di fare informazione, naturalmente al netto di CasertaCe, condivide, aderisce e protegge attraverso una scelta di omertà che va in vacanza solo quando c'è da mazzoliare qualche giudice che essendo arrivato troppo vicino a Renzi va messo in croce o quando c'è da colpire il lavoro della dda che avendo coinvolto troppi papaveri e troppi colletti bianchi, con ampie sfumature di grigio, non è più una roba utile a chi governa, da editore e da super colletto bianco, giornali come il Mappino che, non a caso, ha messo una delle sue piante più forti a fare il sindaco di Marcianise, con l'imprimatur decisivo di Matteo Renzi, proprio nel giorno in cui questi, da presidente del consiglio, è andato a visitare la sede storica, ormai profanata, di via Chiatamone. 

E allora, nessuno fiata. I magistrati scrivono che l'Ordine degli Ingegneri era, almeno moralmente, dentro alla combriccola di La Regina, della Di Giovanni che governavano tutte le gare d'appalto finanziate dai soldi erogati dall'assessore Sommese, e nessuno ne scrive e ne parla. Risultato: a queste elezioni dell'Ordine degli Ingegneri, anche se Vittorio Severino non si può presentare è come se si fosse presentato, dunque, impegnatissimo a tutelare un modello, il suo modello, quello raccontato nelle ordinanze della magistratura, che deve sopravvivere anche a lui stesso attraverso la cordata dei candidati del suo Consiglio, di quel Consiglio da cui sono uscite le coppie e le terne di tanti commissari di gara sorteggiati (un participio passato giusto per ridere) da quel sistema ridicolo della casualità informatica che potrebbe essere manipolato anche da un bimbo abituato a smanettare su uno di quegli elementari giochini di iniziazione informatica.

Per cui, dopo 20 anni, questa classe dirigente, cioè quella che ha prodotto un sito internet in cui, ci piace ripeterlo, perchè è molto importante, non c'è scritto, anzi non ci deve essere scritto nulla, si avvia a prenotarsi altri 5 anni di potere indiscusso, incontrollabile, assoluto magari con un presidente in strettissima continuità con quello che è successo fino ad oggi, come sarebbe, per mentalità, per cultura, per condotta, per adesione a quel modello, vergato a lettere di fuoco nelle ordinanze giudiziarie, l'ingegnere Manzella. Un mondo, ripetiamo, un modello, di cui Manzella è stato, spesso e volentieri, beneficiario, quale componente di commissioni che hanno aggiudicato anche lavori di 5, 6 o 7 milioni di euro a botta ad imprese che, com'è buon uso in questa terra negletta, per aggiudicarsi il bottino si sarebbero venduti anche la madre e la moglie, ammesso e non concesso che non l'abbiano fatto.

E se, per un sussulto di identità statutaria, un presidente, un consigliere, non può andare oltre i due mandati, non c'è problema, ci mettiamo i figli e i parenti e così, potenti oligarchi come il Motti di Aversa e il Ranucci, hanno candidato i figli. L'ingegnera Suppa, il cognato, la Tecchia, il compagno. Il tutto con la benedizione di un professore emerito dell'ingegneria applicata agli uffici tecnici, l'ineffabile Carlo Raucci da Santa Maria Capua Vetere, storico "compagno di giochi" di un altro nome illustre della categoria, il parimenti sammaritano Maurizio Mazzotti. 

Vedete, queste elezioni dell'Ordine degli Ingegneri la cui trattazione, a causa dei nostri scarsissimi mezzi, recuperiamo in extremis, ad urne già aperte, è uno dei diversi fatti emblematici che dentro ad una vicenda specifica, riassumono in maniera geometrica, esattissima, senza alcuna sfumatura di differenza, l'andazzo generale della provincia di Caserta.

Un vero merdaio! 

Gianluigi Guarino