TUTTI I NOMI. Noleggio auto e soldi delle assicurazioni nelle mani del clan dei Casalesi: in 9 rischiano l’arresto
8 Gennaio 2026 - 10:01
CASAL DI PRINCIPE – Dopo l’operazione dei carabinieri dello scorso dicembre, che aveva portato solo a cinque arresti, la Direzione distrettuale Antimafia di Napoli non si arrende e chiede di estendere le misure cautelari ad altri indiziati ritenuti fondamentali nel clan dei Casalesi. Un appello presentato al Tribunale del Riesame, a firma dei pm Simona Belluccio e Vincenzo Ranieri, con il sostegno del procuratore capo Nicola Gratteri.
La Dda contesta in particolare il ruolo di nove persone – per lo più familiari o stretti collaboratori del boss Pasquale Apicella, detto ’o bellomm, già in carcere con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga. Secondo gli investigatori, il clan continua a operare attraverso una rete di sostegno logistico, gestione degli affari illeciti e riciclaggio di denaro sporco.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, racconta un salto di qualità nelle relazioni criminali campane: i due grandi gruppi mafiosi, il clan di Lauro e uomini un tempo di prim’ordine nella fazione Schiavone, da tempo su piazze diverse, avrebbero stretto un patto attraverso quattro intermediari per gestire insieme il traffico di droga. Nel corso delle indagini è stato sequestrato un chilogrammo di cocaina.
Ma non è solo droga. Le attività del clan spaziano in settori diversi e apparentemente legali. Emerge, tra le altre cose, una società di autonoleggio a Casal di Principe intestata a un prestanome, creata per sfuggire ai sequestri patrimoniali. Il gruppo era attivo anche nelle truffe assicurative, gonfiando sinistri automobilistici per rimpinguare le proprie casse.
Di seguito l’elenco degli indagati per i quali la Procura ha chiesto una nuova valutazione delle misure cautelari:
- Vincenzo Cantiello e la sorella Maria Giuseppa Cantiello (moglie di Apicella): accusati di aver materialmente gestito le attività illecite del clan, come estorsioni e spaccio.
- Salvatore Cantiello Carusiello e Anna Cerullo: a loro viene contestata la ricettazione aggravata, per aver ricevuto denaro e beni provenienti dal crimine.
- Augusto Bianco e Anna Cammisa: anch’essi sotto accusa per ricettazione mafiosa, legata ai versamenti periodici effettuati dal clan.
- Daniele Corvino e Silvana Panaro: inclusi nell’appello per il loro presunto coinvolgimento nel sistema di sostegno all’organizzazione.
- Luigi Corvino: accusato di tentata estorsione per aver chiesto l’intervento di Apicella nel recupero di un credito.
