Soldi falsi per acquistare droga e investimenti in Africa: le nuove strategie mafiose del Clan dei Casalesi con il ritorno di Pasquale Apicella

9 Gennaio 2026 - 09:34

Per l’accusa non si tratta di una semplice chiacchiera, ma di un indizio che segnala l’esistenza di relazioni operative e di progetti che superano il contesto locale, collocando Pasquale Apicella, ‘o bellomm, in una rete criminale più organizzata

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CASAL DI PRINCIPE – Dalle indagini della DDA, Direzione Distrettuale Antimafia, emerge la presenza di canali per procurarsi denaro contraffatto, da impiegare sia nell’acquisto di droga sia in iniziative economiche da avviare in Africa. Questo è uno degli aspetti che ha riportato sotto i riflettori Pasquale Apicella, detto ’o bellomm, tornato a muoversi nello scenario criminale poco dopo la scarcerazione. L’inchiesta, articolata e di ampio respiro, delinea la ripresa delle sue attività e coinvolge complessivamente 29 indagati. In tale cornice gli investigatori collocano una serie di episodi ritenuti significativi per delinearne il peso e il profilo criminale,


Tra gli elementi raccolti figura una conversazione intercettata in cui Apicella, parlando con Domenico Galasso, sostiene di aver individuato un fornitore di banconote false nella zona di Afragola. Secondo quanto risulta dalle intercettazioni, quel denaro sarebbe servito tanto per l’approvvigionamento di stupefacenti quanto per operazioni da sviluppare in Africa. Per l’accusa non si tratta di una semplice chiacchiera, ma di un indizio che segnala l’esistenza di relazioni operative e di progetti che superano il contesto locale, collocando Apicella in una rete criminale più organizzata.


Il rientro sulla scena di Apicella si inserisce, secondo gli inquirenti, in una dinamica già nota: l’avanzamento di ruolo legato all’anzianità mafiosa e le opportunità create dagli arresti dei vertici storici, che lasciano spazio a chi per anni è rimasto in secondo piano. Quando il clan dei Casalesi era guidato da uomini formatisi all’ombra di Antonio Bardellino, Apicella non occupava posizioni apicali. Oggi, dopo un lungo periodo di carcere e il ritorno a Casal di Principe, sarebbe invece diventato – nell’ipotesi accusatoria – un riferimento per soggetti interni o contigui all’ambiente criminale.