Maxi frode da 77MILIONI: BONUS FACCIATE nel mirino della guardia di finanza, sigilli anche nel casertano

11 Febbraio 2026 - 10:21

Secondo quanto emerso, i lavori per i quali erano stati richiesti i crediti d’imposta non sarebbero mai stati realizzati, per importi pari a milioni di euro

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CASERTA – La Procura della Repubblica di Venezia ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza, anche per equivalente, per un valore complessivo di 76,9 milioni di euro. Il provvedimento, eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri del Comando Provinciale di Venezia e convalidato dal Giudice per le indagini preliminari, riguarda crediti giacenti nei cassetti fiscali e somme ritenute indebitamente ottenute.

Il sequestro rappresenta l’esito di una lunga e articolata indagine su una vasta frode legata al cosiddetto Bonus Facciate, l’agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio per interventi edilizi di ristrutturazione. Secondo quanto emerso, i lavori per i quali erano stati richiesti i crediti d’imposta non sarebbero mai stati realizzati, per importi pari a milioni di euro.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia su delega della Procura, hanno permesso di individuare un sodalizio guidato da un ragioniere padovano con studio nel Trevigiano, ritenuto l’ideatore del meccanismo fraudolento. L’uomo, anche attraverso l’accesso abusivo ai cassetti fiscali di soggetti ignari e tramite società appositamente costituite e intestate a prestanome, avrebbe creato artificialmente i presupposti per l’emissione dei crediti fiscali, successivamente oggetto di plurime cessioni.

Al centro dell’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Venezia, emerge la figura di un ragioniere patavino con studio nel trevigiano. Secondo gli inquirenti, sarebbe lui la mente dietro un meccanismo tanto sofisticato quanto spregiudicato: l’uomo riusciva ad accedere abusivamente ai cassetti fiscali di ignari cittadini, creando i presupposti legali per l’emissione di crediti d’imposta relativi a lavori edilizi mai avvenuti. I reati contestati a vario titolo sono pesanti: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione e riciclaggio.

Sono 33 le persone fisiche colpite dal provvedimento, alcune delle quali avrebbero beneficiato del sistema anche inconsapevolmente, 19 risultano ufficialmente indagate e 23 le società coinvolte su tutto il territorio nazionale.

Per far girare il denaro e i crediti, il sodalizio utilizzava una rete di società create ad hoc e intestate a vari prestanome, attraverso le quali i crediti venivano ceduti più volte per farne perdere le tracce.

Le operazioni di sequestro hanno interessato abitazioni, sedi legali e operative nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Udine, Milano, Pavia, Mantova, Roma, Napoli, Caserta e Catania. Finora sono stati sequestrati 24 immobili, liquidità su conti correnti per circa 3,6 milioni di euro e crediti d’imposta ancora giacenti nei cassetti fiscali per 34,5 milioni di euro.

A questi si aggiungono ulteriori sequestri preventivi eseguiti nel corso dell’indagine per un totale di 5,8 milioni di euro di somme depositate su conti correnti.

L’operazione conferma l’impegno della Procura di Venezia e della Guardia di Finanza nel contrasto alle più gravi forme di evasione e frode ai danni dello Stato, a tutela della corretta gestione delle risorse pubbliche destinate alla ripresa economica e all’ammodernamento del Paese.