I NOMI. Rapina a mano armata al supermercato di MARCIANISE e carabinieri feriti. I due restano in carcere. IL RACCONTO COMPLETO DEL BLITZ

25 Febbraio 2026 - 10:45

MARCIANISE – Un’auto rubata per non essere rintracciati, il travisamento, un coltello con lama da 21 centimetri. Poi l’irruzione nel negozio “Pro Shop” di via Veneto, la minaccia alla cassiera, la fuga. E, quando i Carabinieri li hanno bloccati, non hanno esitato a reagire con violenza, ferendo tre militari.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, ha convalidato l’arresto di Michele Della Medaglia, 57 anni, di Capodrise, e Carmine Di Saverio, 35 anni, di Marcianise, difesi dagli avvocato Vincenzo Alesi e Orlando Sgambati, e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere. Per entrambi il giudice parla di “personalità allarmante” e di “elevato, concreto e attuale pericolo di recidiva”.

TUTTA LA DINAMICA, PASSO PASSO

Erano circa le 19:30 del 21 febbraio quando i due, a bordo di una Fiat 500 risultata rubata a Macerata Campania lo scorso dicembre, sono arrivati davanti al negozio di articoli per la casa. Di Saverio, con il volto travisato e armato di un grosso coltello da cucina, è entrato minacciando la cassiera, P.P,., e si è fatto consegnare l’incasso: 395 euro in banconote di vario taglio.

All’esterno, Della Medaglia attendeva al volante. Ma una pattuglia dei Carabinieri del nucleo radiomobile di Marcianise, in abiti civili e con auto di copertura, li aveva già notati. Quando i militari sono intervenuti, è scattata la reazione. Di Saverio è uscito dal negozio brandendo il coltello e ha sferrato fendenti contro il luogotenente Nicola Della Marca e il brigadiere Michele Di Matteo, riuscendo a guadagnare qualche metro di fuga.

Inseguito e bloccato in via Tagliamento, ha ingaggiato una colluttazione, ferendo Di Matteo alla mano destra con una profonda ferita al dito e Della Marca al secondo dito. Nel frattempo, il brigadiere capo Mauro Vigliotti aveva intimato a Della Medaglia di non muoversi, ma l’uomo lo ha aggredito con calci e pugni, procurandogli una contusione al ginocchio sinistro. Solo dopo una violenta colluttazione i militari sono riusciti a bloccarlo.

LA CASSIERA VITTIMA

La cassiera, P.P., ha riconosciuto senza esitazione il coltello sequestrato e gli scontrini ritrovati addosso a Di Saverio, che erano riposti sotto le banconote in cassa. Il titolare del negozio, M.B., ha confermato la somma mancante, corrispondente esattamente ai 395 euro recuperati dai Carabinieri. In sede di convalida, Di Saverio si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarare di essere stato lui a “prendere” l’auto, forse tentando di addossarsi il furto. Della Medaglia, invece, ha reso interrogatorio, ma il giudice lo ha ritenuto inattendibile,.

Per il GIP, i gravi indizi di colpevolezza sono evidenti: l’uso di un’auto rubata per eludere i controlli, il travisamento, il possesso di un’arma, la violenta resistenza e le lesioni ai militari. “L’utilizzo di un’automobile oggetto di furto denota l’intenzione e la scaltrezza di sottrarsi ai controlli – scrive il giudice –. La resistenza reiterata e le lesioni compiute rendono ben visibile che è propria degli indagati la recidivanza, arrivati sino al punto da cagionare malattie nelle vittime, piuttosto che arrendersi alla forza pubblica”.

LE ACCUSE E IL CARCERE


I due dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso, ricettazione (per l’auto rubata), resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Per Di Saverio, inoltre, c’è anche l’accusa di porto abusivo d’arma da taglio. Il GIP ha escluso l’aggravante delle “più persone riunite” (trattandosi di due soli soggetti), ma ha confermato tutte le altre. Per entrambi è scattata la custodia cautelare in carcere, con autorizzazione ai colloqui ordinari. Ora sono detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere,.