Imprenditore denunciato e una miriade di rifiuti accatasti: AZIENDA SEQUESTRATA

15 Marzo 2026 - 10:06

CASERTA Nel cuore dell’agro caleno, a Pignataro Maggiore, un’attività che avrebbe dovuto occuparsi di rifiuti si è trasformata in un vero e proprio fortino di irregolarità. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta durante un controllo a sorpresa che ha smascherato una situazione ben diversa da quella autorizzata.

Sono bastate poche ore di ispezione per far emergere un quadro a dir poco preoccupante. All’interno di un capannone di circa quattromila metri quadri, che secondo le carte doveva operare nel rispetto di precise regole per la gestione dei rifiuti, hanno trovato di tutto: cumuli di materiale accatastati senza criterio, quantità di scorie ben superiori a quelle consentite e una gestione che poco aveva a che fare con la legalità.

Ma non è finita qui. Quando gli agenti hanno fatto il loro ingresso nella struttura, alcuni dei presenti hanno tentato di dileguarsi, come se avessero qualcosa da nascondere. Un tentativo di fuga che si è rivelato vano: i militari li hanno bloccati quasi subito e hanno proceduto all’identificazione. È così che è saltato fuori un altro tassello del mosaico: alcuni lavoratori erano impiegati senza alcun contratto regolare, completamente in nero.

Il blitz, che si inserisce in una più ampia attività di monitoraggio del territorio, ha portato a un bilancio pesante. Sono state controllate una dozzina di veicoli e identificate cinquantadue persone. Alla fine, per il titolare dell’azienda è scattata una denuncia alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per violazioni della normativa ambientale. Le sanzioni amministrative ammontano a circa diecimila euro, ma la storia potrebbe non finire qui.

Ora l’azienda rischia di chiudere i battenti. Gli accertamenti svolti dagli agenti costituiranno la base per avviare il procedimento che potrebbe portare alla sospensione del titolo abilitativo. Di fatto, se le carte bollate seguiranno il corso previsto, il capannone potrebbe restare senza la possibilità di operare, proprio per quelle irregolarità che gli stessi titolari avrebbero l’obbligo di rispettare.