Papà poliziotto casertano fa la scorta a Giorgia Meloni, ma vuole tornare dalla sua bambina. LA DECISIONE DEI GIUDICI
22 Marzo 2026 - 09:30
Chiedeva di essere trasferito temporaneamente più vicino a casa,, per seguire la crescita della piccola e aiutare la moglie che lavora
CASERTA – Alla fine ha vinto lui, un agente della Polizia di Stato in forza alla scorta della Presidenta del Consiglio, Giorgia Meloni. Ma soprattutto ha vinto sua figlia, una bimba di nemmeno tre anni. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha infatti dato ragione a un poliziotto che chiedeva di essere trasferito temporaneamente più vicino a casa, a Caserta, per poter seguire la crescita della piccola e aiutare la moglie, che lavora.
Lo scorso ottobre aveva presentato domanda per usufruire di un permesso speciale, il cosiddetto “42 bis” che permette ai genitori di bambini sotto i tre anni di chiedere un avvicinamento alla residenza familiare. La risposta del Ministero dell’Interno, però, era stata un “no”. Il motivo si lega alla posizione dell’uomo, il quale si occupa della protezione della Presidenta del Consiglio, Giorgia Meloni. Un ufficio dove la sua presenza era considerata fondamentale.
La sua richiesta di andare in qualsiasi commissariato della provincia di Caserta, secondo l’amministrazione, avrebbe creato un vuoto in organico difficile da colmare. A quel punto l’agente ha deciso di portare la questione in tribunale, al Tar del Lazio, competente rispetto ai provvedimenti ministeriali.
I giudici, inizialmente, hanno chiesto all’amministrazione di fornire dati precisi sui dati di Caserta, visto che si segnalava la presenza di abbastanza poliziotti nel l’area della nostra provincia. Dai documenti, però, è emerso che in alcuni uffici della provincia campana, come la Polstrada di Caserta, la scopertura di organico era altissima, superando il 50%. In pratica, di agenti ce n’era bisogno eccome.
A quel punto, il Tribunale ha accolto la richiesta di urgenza del poliziotto, ordinando al Ministero di riconsiderare la sua posizione. E così, lo scorso ottobre, l’amministrazione ha fatto marcia indietro, assegnandolo temporaneamente alla sottosezione autostradale di Caserta Nord, in attesa del giudizio definitivo.
Che è arrivato nei giorni scorsi. Nella sentenza, i giudici spiegano in modo semplice una cosa importante: quando c’è di mezzo un bambino piccolo, il suo interesse deve venire prima di tutto. Lo dice la Costituzione, lo dice una Convenzione internazionale di New York, e lo dice anche una direttiva europea sulla conciliazione tra vita e lavoro. Il diritto del papà a fare il papà non è un capriccio, ma un bene da proteggere.
Certo, anche le esigenze della Polizia di Stato sono importanti. Ma per negare un trasferimento, spiegano i magistrati, l’amministrazione non può limitarsi a dire “manca personale”. Deve dimostrarlo, con numeri e fatti precisi, spiegando perché quel singolo agente è insostituibile e perché non si può trovare una soluzione.
