“Avvocati accattoni”, il perché di un titolo forte e la maledizione che fa riflettere speditaci da uno di loro

AVERSA (G.G.) – Dopo la pubblicazione dei nomi dei 101 avvocati indagati per la questione delle presunte marche contraffatte (presunte fino a un certo punto, perché sulla contraffazione non ci piove, essendo documentale e documentata) abbiamo dovuto registrare le comprensibili reazioni di qualcuno di loro che si è sentito colpito da quel nostro articolo.

Emotivamente possiamo anche comprendere la scaricata di insulti e di minacce di azioni giudiziarie nei nostri confronti confezionate dall’avvocato Giovanna Sabatino. L’unica cosa che abbiamo da dire, che ci ha colpiti in termini di riflessione sociologica, è l’affermazione formulata dalla Sabatino, che ha scritto testualmente: “Siete indescrivibili. Che il Signore vi perdoni per tutto il male che avete fatto a tutti noi!”

Al di là dell’istanza al giudizio di Dio, che ci pare eccessiva rispetto alla questione delle marche da bollo, visto che con ogni probabilità il padreterno, che tutto vede e a tutto provvede, ha qualche priorità un grammo più importante di quella che è la priorità attuale dell’avvocato Sabatino, suscita pensieri amari il fatto che noi di Casertace avremmo fatto del male, avremmo provocato dolore nel momento in cui ci siamo limitati a pubblicare, per diritto e dovere di cronaca, i nomi di 101 indagati a cui formalmente una Procura dello Stato Italiano, della Repubblica Italiana, ha ufficialmente notificato un provvedimento di chiusura delle indagini, che – basta consultare gli annuari dei procedimenti giudiziari – è il viatico pressoché certo di una richiesta di rinvio a giudizio che trasformerà lo status dei 101 da quello di indagati a quello di imputati.

Per carità, non vogliamo eludere la piena assunzione di responsabilità rispetto al titolo, indubbiamente provocatorio, che abbiamo confezionato per presentare la notizia: “avvocati accattoni”.

È chiaro che ci riferivamo all’ampiezza del fenomeno dell’utilizzo di marche da bollo false.

Un’ampiezza che non può non attivare la consapevolezza di un costume diffuso, di un’illegalità che si trasforma in normalità, che viene sanata nell’antica citazione mozartiana del “così fan tutti”.

Una consuetudine che nella testa e nel cuore dell’avvocato Sabatino finisce per certificare un vero e proprio stravolgimento valoriale: noi indagati e presto imputati per truffa e falso siamo le vittime, voi che state appresso a queste sciocchezzuole, a queste facezie impresse su un foglio di carta in cui campeggia quel simbolo strano con scritto “Repubblica Italiana”, siete i malvagi, quelli che infliggono il male a chi svolge la propria professione nel rispetto di una anti-legge trasformata in legge.

Si potrebbe scrivere tanto su questo tema che rappresenta la questione delle questioni dei tanti ritardi economici, ma prima ancora culturale, morali, italiani, di un sottosviluppo raccapricciante e irreversibile del meridione d’Italia, che espone come sua rappresentanza una classe dirigente, perché 101 avvocati sono un pezzo di classe dirigente, che lucra anche sulle marche da bollo, assumendo un atteggiamento che al di là della sua rilevanza penale, che verrà stabilita nell’udienza preliminare e poi nel processo, è sintomatica di un modo di agire che si esplica nella professione, ma che non può non trovare coerenza tossica anche al di fuori della professione, in quello che dovrebbe essere lo svolgimento della funzione di cittadino.

Quanta attitudine ha uno che compra una marca da bollo falsa per utilizzarla su un atto giudiziario, a non fermarsi al semaforo rosso, a non rispettare la precedenza, a mettersi in fila alla cassa di un supermercato o davanti alla biglietteria di un cinema?

Queste sono le domande rispetto alle quali nessuno può permettersi di tacciarci quali cultori dei sociologismi che ci pone la vicenda dei 101 avvocati, ma soprattutto l’anatema sul male scrittoci dall’avvocato Sabatino.

Un anatema che non va semplicemente condannato, che non va liquidato con un’alzata di spalle ma va colpito e replicato condannandolo al vaglio di una riflessione.

Per il resto, rivendicando ancora una volta la serietà di un titolo volutamente provocatorio finalizzato a smuovere qualche coscienza interna all’Ordine degli Avvocati, che invece di prendersela con i giornalisti dovrebbe fare pulizia al suo interno, ci vediamo costretti a pubblicare qui sotto le 38 pagine dell’avviso di conclusione delle indagini notificato ai 101 indagati dalla Procura della Repubblica di Aversa-Napoli Nord.

Lo facciamo perché va a finire che a colpi di moti di indignazione e di maledizioni millenariste qualcuno può pensare che noi la notizia ce la siamo inventata.

E mica siamo degli accattoni!

 

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