CASERTA ELEZIONI. Nelle liste di Carlo Marino anche il braccio destro di Nicola Ferraro. L’elicottero di Froncillo, la Seproter, Terra di Lavoro Spa e la memoria corta di Magliocca

26 Settembre 2021 - 12:33

 

Scorrendo le liste ci siamo imbattuti in una vecchia conoscenza di CasertaC’è. Nei banchi del Consiglio comunale di Marcianise e poi nella società mista delle caldaie….

 

CASERTA (g.g.) – Correva l’anno 2008 e un molto combattivo consigliere di opposizione, che di nome faceva Giorgio e di cognome Magliocca , enfant prodige di Alleanza Nazionale, presentava un esposto di fuoco alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere contro l’impressionante infornata di parenti, amici, amici degli amici ad altissima concentrazione Pd, al tempo neo costituito, nella sede “psicologica” del Lingotto di Torino, con Walter Veltroni gran maestro di cerimonie. I primi vagiti del Pd casertano furono affidati a Sandro De Franciscis, che, di lì a poco, inseguito dalle ombre delle inchieste giornalistiche di Casertace, sarebbe stato costretto alle dimissioni dalla carica di presidente della Provincia e al conseguente esilio in quel di Lourdes. Magliocca fece nonni e cognomi dei privilegiati di quell’ autentica beneficiata, di quelle assunzioni dirette in Terra di Lavoro Spa, società con capitale interamente nelle mani della Provincia. Effettivamente, non c’ era uno solo di quei nomi che non suscitasse scandalo nel momento in cui si constatasse la sua identità e la si andasse a relazionare alla spregevole pratica di un meccanismo chiuso, per il quale erano i soli padroni del vapore, De Feanciscis ma non solo, a decidere chi avrebbe dovuto lavorare e chi no. Il tutto senza bandire uno straccio di concorso, che desse ai giovani casertani senza padrini la possibilità di una giusta e meritata collocazione professionale. Di quella empia infornata, denunciata da Magliocca, faceva parte anche Cosimo Cecere, ex consigliere comunale di Marcianise e per molto tempo, fino alla sopraggiunta assoluzione, sulla graticola per l’accusa, formulata ai suoi danni, dalla Dda, di essere stato l’artefice o il co-artefice della scena che attestò plasticamente, nel 2004, la forza, la potenza della camorra marcianisana: l’arrivo in elicottero dello sposo Franco Froncillo, in occasione del proprio matrimonio. Franco Froncillo era ed è il fratello di quel Michele Froncillo, al tempo uomo di prima fascia del clan Belforte, posizione che ricoprì fino a quando non decise di “ricollocarsi” come collaboratore di giustizia. Cosimo Cecere, nel Consiglio comunale di Marcianise, sindacatura Fecondo, rappresentava l’Udeur, partito in cui militava ancora De Franciscis, ma in cui stava, da vero mattatore, benedetto e protetto da Clemente Mastella e gentile signora, Nicola Ferraro, super imprenditore, patron dei rifiuti casertani con Ecocampania, fondatore della Teleservizi, divenuta poi Publiservizi – Publiparking e titolare del controllo della Seproter, società a capitale misto, nella quale la Provincia coabitava giuridicamente con il il socio privato Nicola Ferraro, che ne curava la gestione operativa, esplicitata nell’attività del controllo tecnico e dell’ esercizio della parte tributaria, degli impianti di riscaldamento domestico, leggasi caldaie, nella maggior parte dei Comuni della provincia di Caserta. Cosimo Cecere, quello stesso Cosimo Cecere che l’Udeur di De Franciscis, Ferraro e Mastella aveva rappresentato nel Consiglio comunale di Marcianise, era stato per anni ospite fisso di Casertace in quanto proprio Ferraro lo aveva individuato come il suo plenipotenziario, il suo uomo di fiducia nella Seproter. Erano gli anni in cui Ferraro era al massimo del suo fulgore. Consigliere regionale e uomo di fiducia dell’allora presidentessa del Consiglio Sandra Leonardo Mastella, dentro a una fase che cominciò a declinare con gli arresti di entrambi, ad esito della famosa inchiesta sulle presunte pressioni consumate ai danni del direttore generale dell’ospedale civile di Caserta Luigi Annunziata. La storia di dopo è arcinota: quella Seproter di Nicola Ferraro e Cosimo Cecere, crollò e fu sommersa dai debiti. La gestione delle caldaie confluì in. Terra di Lavoro Spa, dalla quale Cecere fu assunto a tempo indeterminato, seppur in posizione più defilata, visto quello che era successe in Seproter. Una posizione che si fece ancora più defilata quando, di lì a un anno e mezzo, Nicola Ferraro fu travolto dalle inchieste dell’Antinafia, che avrebbero fatto crollare il suo impero economico e gli avrebbero inflitto il peso di durissime condanne carcerarie per gravissimi reati di camorra, una delle quali divenuta definitiva. Sa l’attuale presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, che dovrebbe essere la stessa persona, che si manifestava in quel battagliero consigliere provinciale del 2008, che Cosimo Cecere, dipendente di Terra di Lavoro e dunque, seppur indirettamente, dipendente della Provincia, si è candidato alle elezioni comunali di Caserta con la lista Noi Campani, in appoggio al centrosinistra e a Carlo Marino, cioè con il marchio elettorale pro tempore di Clemente Mastella e al tempo bersaglio dell’attività di denuncia di Magliocca che scriveva alla procura anche dell’assunzione senza concorso del braccio destro di Nicola Ferraro? Beh, orali sa di sicuro. Ma se lo sapeva prima che la candidatura fosse improvvisamente propiziata e ratificata dalla consigliera regionale di Marcianise, Maria Luigia Iodice e dall’ex consigliere regionale, oggi vicesegretario regionale vicario di Noi Campani, Luigi Bosco, e non l’ha sconsigliata, sottolineandone l’inopportunità, allora, questo Magliocca a trazione zanniniana,, è un’altra persona. Una persona che, al tempo di De Franciscis, avrebbe seduti nei banchi della maggioranza e non certo in quelli dell’opposizione.