L’INCHIESTA. I Canciello, l’ennesima operazione immobiliare, Fecondo e il Consiglio di Stato “Fai da Te”. Ovvero L’INSUFFICIENTE leggerezza dell’essere

23 Giugno 2020 - 18:30

CARINARO (g.g.) – Facciamo nostro un commento divertente, sicuramente urticante ma non aggressivo, benché meno volgare, che un nostro amico ha fatto sull’ingegnere Davide Ferriello, dirigente dell’area Lavori Pubblici al comune di Carinaro e autentico artefice, assieme all’allora commissario prefettizio Luigi Palmieri, di un vero e proprio nuovo piano regolatore della città, perché modificare un’area di 250 mila metri quadri, che equivalgono a circa 25 ettari, da agricola ad abilitata ad ospitare attività produttive, rappresenta in un comune tutto sommato di piccole dimensioni, qual è Carinaro, una forma surrettizia per sostituire il Prg vigente, attraverso quella che viene definita variante, approvata incredibilmente da un solo uomo, cioè il citato commissario prefettizio, assumendo i poteri, mai come in questo caso tracimanti, del consiglio comunale.

GOD SAVE THE FERRIELL

Davide Ferriello, lo scorso due luglio, quindi poco meno di un anno fa, in una relazione scrisse, mettendolo in pratica nero su bianco, che la famosa Conferenza dei Servizi, cioè il chiavistello servito per realizzare l’operazione dei 250 mila metri quadrati a favore di Ferdinando Canciello e Family, fu avviata, mica per favorire chicchessia, per carità, ma per non incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio, oggi rientrante nel perimetro più ampio di quello di abuso d’ufficio, articolo 323 del codice penale.

Avete capito? Davide Ferriello, il cocco della famiglia Cesaro, l’uomo individuato da tutti i commissari prefettizi, ultimo della serie Aldo Aldi in quel di Grazzanise, come dominus e riferimento degli uffici tecnici dei comuni da loro amministrati, è un vero e proprio santo, meritevole del premio della Legalità.

Ed ecco la battuta: Sul professionista e sul come svolge le sue funzioni, si può dire quel che si vuole, ma nessuno tocchi l’uomo. Perché una persona con questo senso dell’umorismo non si trova da nessuna parte.

GLI INTRIGHI SULLA CONFERENZA DEI SERVIZI

Questo inizio leggero serve ad introdurre la terza puntata del nostro focus su questa purulenta, puzzolente, mefitica, fetente vicenda. L’ultimo articolo della serie (LEGGI QUI), lo abbiamo dedicato proprio alla Conferenza dei servizi, spiegando che questa era stata convocata a causa delle tante canagliate che il legislatore nazionale, quasi sempre amico e promotore delle trastole, ha perpetrato all’interno dell’articolo 8 del Dpr 160 del 2010, nel quale è scritto che la Conferenza dei servizi, cioè il modo per ottenere una Variante al piano regolatore che poi apra la strada ad un permesso a costruire in tempi rapidi, si può chiedere quando il Prg vigente di un comune non preveda l’esistenza di aree destinate ad attività produttive, o le preveda in misure insufficiente. Canaglie e ancora canaglie. Perché quest’aggettivo apre la strada a tutti quelli che intendono realizzare certe operazioni speculative, manipolando in maniera discrezionale il significato di questa parola. Sarebbe bastato che la legge prevedesse con precisione il parametro dell’insufficienza, definendone l’oggetto. Non l’ha fatto, aprendo la strada ad una defatigante produzione giurisprudenziale dei tribunali amministrativi.

Sul piano logico, di un’etica che potremmo definire del buon senso, della buona creanza, di un collegamento tra la missione di governo e il bene comune, ci siamo pronunciati ampiamente, bollando la modalità con cui l’istanza dei Canciello acquisisce, anche attraverso un’incontrollabile e non verificabile promessa di un numero dato di posti di lavoro, la possibilità di appellarsi al requisito dell'”insufficienza” così come questo è contenuto nell’articolo 8.

“L’INSUFFICIENTE” LEGGEREZZA DELL’ESSERE. IL CONSIGLIO DI STATO INTERPRETATO A “CAZZI LORO”

Ma siccome noi siamo abituati a fornire ai lettori tutti gli elementi di conoscenza di un fatto, colmeremo oggi quell’unica falla dell’ultimo nostro lavoro, andando a citare testualmente le fondamentali pronunce giurisprudenziali che il Consiglio di Stato, cioè il massimo organo della giurisdizione amministrativa, ha espresso su questo che noi continueremo a considerare l’aggettivo della vergogna.

I giudici di Palazzo Spada, nella sentenza numero 27 del 2016, pronunciata dalla quarta Sezione, sottolineano in maniera rigorosa “ il carattere eccezionale e derogatorio della procedura ” attivata dalla valutazione dell’esistenza del requisito dell’insufficienza, come elemento costitutivo per la richiesta di una Conferenza dei servizi. Attenzione, il Consiglio di Stato afferma con chiarezza che questa procedura non può essere “surrettiziamentetrasformata in una modalità ordinaria di variazione del Piano regolatore. In poche parole, tu, comune, non puoi, nel momento in cui accogli una richiesta di permesso a costruire tanto enorme, tanto ingombrante com’è stata senza ombra di dubbio quella presentata dai Canciello sui 250 mila mq di terreno agricolo da trasformare in aree da attività produttiva, considerare una roba del genere come una modalità attuabile. Ciò perché, mentre il riconoscimento della straordinarietà legata all’intervento proposto è meramente presunto, perché si basa su asserzioni dell’imprenditore privato, a partire da quella sulla ricaduta in posti di lavoro, la mutazione genetica del Piano regolatore vigente è nei fatti. E’ lì, evidente, oggettivamente disegnata.

Per cui, se la straordinarietà è un elemento presunto, il marchio dell’ordinarietà attraverso cui, surrettiziamente si modifica, si stravolge il Prg a Carinaro è sicuramente una realtà.Pertanto – scrive il Consiglio di Stato – perché a tale procedura possa legittimamente farsi luogo, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma“, cioè l’assenza di aree produttive nel Prg vigente o una loro insufficienza.

FIN DOVE ARRIVA LA DISCREZIONALITÀ DI UN COMUNE?

Ora, se è vero che il concetto di sufficienza o insufficienza delle aree esistenti va verificato “in relazione al progetto presentato“, il che certamente significa che esiste un margine di flessibilità e adattabilità, affinché il citato progetto possa essere inserito nel contesto risultante dal Prg, occorre che il parametro di riferimento sia lo strumento vigente, “il quale non può essere esso oggetto di modifiche per adeguarlo alle esigenze del proponente“. Questo è il principio che chiaramente emerge da una decisione del Consiglio di Stato del 2007.

E allora, quando affermiamo che la straordinarietà che giustificherebbe l’utilizzo del requisito delle insufficienze è un qualcosa di presunto, non diciamo niente di particolare. Questo è vero perché nel momento in cui, il sottoscritto, il solito parcheggiatore abusivo e il signor Bonaventura si mettono insieme, si fanno un bel carico di preliminari d’acquisto, scritture, non su 250 mila ma su 400 mila metri quadrati, presentando un progetto per una nuova Silicon Valley per la costruzione di androidi e sette milioni di posti di lavoro, ciò determinerà, in assenza dell’impresa che effettivamente si insedierà su quel territorio, a coronamento dell’ennesima operazione speculativa di integrale natura immobiliare dei Canciello (acquaiolo, l’acuqa è fresca?), una presunta condizione di straordinarietà, che poi è anche la condizione necessaria per far scattare il requisito dell’insufficienza e quindi la Conferenza dei servizi.

Ecco perché l’entità dell’intervento va oggettivamente configurata rispetto all’unitarietà, alla cifra complessiva del Piano regolatore vigente. Ed ecco perché, nel momento in cui l’intervento che si propone è abnorme rispetto alla struttura complessiva del Prg, siamo di fonte ad un surrettizio stravolgimento dello stesso, cioè proprio di fronte a quella situazione che il Consiglio di Stato esclude e proibisce.

FILIPPO FECONDO E’ INGAGGIATO DAI CANCIELLO, MENTRE PALMIERI & FERRIELLO IN TEORIA NON LO ERANO

Quando, dunque, mister Filippo Fecondo, ex sindaco di Marcianise e divenuto grande amico dei Canciello ai tempi della  Asi “sua” e di Piero Cappello, scrive da progettista di questa porcheria che la Conferenza dei servizi è convocata alla luce dell’articolo 8, comma 1, del Dpr 160 del 2010, non afferma il vero. O dà un’interpretazione partigiana, tutto sommato comprensibile, rispetto agli interessi del privato che lui rappresenta e che mai però avrebbe dovuto trovar riscontro (altro che omissione di atti d’ufficio, ingegner Ferriello) nella docile quanto sospetta disponibilità del commissario prefettizio Luigi Palmieri, dunque di un rappresentante della pubblica potestà, che nei giorni del 24 dicembre e del 31 dicembre, alla vigilia di Natale e di Capodanno, ha prodotto, al riparo dagli occhi indiscreti  e protetto dalla distrazione tipica di quelle giornate, gli atti che hanno dato la possibilità ai Canciello di ottenere un titolo. Atti  messi in discussione, oggi, solo perché questo giornale combatte con la piena consapevolezza che non basteranno 1, 2, 10 di questi articoli, ma ne occorrerà un numero pari a quello che consentirà di ripristinare uno stato di legalità ampiamente violato.

E noi abbiamo esattamente l’intenzione di scrivere tutti gli articoli che occorreranno, anche a costo di arrivare a quota mille.

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