L’INCHIESTA. Un viceprefetto in pensione e il noto Ferriello hanno fatto una variante al Prg, “regalando” 250mila metri quadri al solito Canciello

15 Maggio 2019 - 21:00

CARINARO (Gianluigi Guarino) – Ignoranti non lo siamo, provinciali sì. Nel senso che la necessità di lavorare intensamente alla fattura di un quotidiano locale ci fa perdere di vista, molto spesso, quello che accade sul pianerottolo del nostro stesso condominio.

Canciello: fino a quando il nostro amico Nicola Turco non ne ha scritto o fatto scrivere su uno dei suoi siti, questo cognome per noi di Casertace era del tutto insignificante, ancor di più di quanto lo fosse il filosofo di terza fascia Carneade per il noto prete lombardo.

Provinciali e atavicamente in difficoltà a sintonizzarci con quelli che in dialetto napoletano chiamano “uommene e’ denaro“, questo lo sappiamo: un DNA sorprendente, anticiclico, ci ha indotti a vivere un’esistenza da incompresi che non comprendono.

Oggi Casertace si sforza e pubblica tanti articoli che parlano delle magagne degli uomini di denaro.

Ma lo fa per esperienza, per una sorta di esercizio mnemonico cucito addosso dai molti anni che, per raccontare le storie di questa provincia, hanno dovuto necessariamente incrociare tanti uomini e tante donne di denari.

Ma non siamo portati, come dimostra il fatto che non sapevamo chi fossero questi Canciello che, badate bene, non sono di Viggiù, ma di Frattamaggiore, una cittadina in pratica attaccata, palazzo dopo palazzo, alla provincia di Caserta in zona atellana.

Quegli articoli di “Notix” e “Casertaprimapagina” ci hanno incuriositi perché parlavano di una tracimante, ridondante presenza degli interessi dei Canciello all’interno dell’Asi di Caserta che noi, com’è noto, da dieci anni a questa parte, consideriamo e non lo mandiamo certo a dire, uno dei luoghi in cui si condensano le maggiori perversioni che sublimano la congiunzione diabolica tra politica, impresa legata alla politica e colletti bianchi.

Canciello: ma hai capito questi qua? Al loro confronto, quel cazzaro di Ricucci, all’epoca dei “furbetti del quartierino” sarebbe diventato, anche nell’estensione della sua apparenza di piatto vuoto, una nullità.

I Canciello sono tra gli immobiliaristi più ricchi d’Italia. Partendo da Frattamaggiore, partendo dalla conoscenza intensa, esperta, di tutto il paesaggio e l’ecosistema dei territori in cui sono nati, hanno spiccato letteralmente il volto.

 

MA È UNA ASI O UNA IMMOBILIARE?

Non ci siamo fidati dei racconti e con un esperto di trastole Asi abbiamo compiuto un giro panoramico in auto in certe zone, in quelle più dense di insediamenti industriali.

Il sottoscritto non vede, per una seria malattia, a un palmo dal suo naso. Ma l’insegna “Marican Vega 32” che campeggiava su decine di capannoni era talmente grande da illuminare la visione di un ipovedente.

Se c’è l’insegna, ho pensato, non è possibile che questi di Marican tengano in attività questi immobili, dato che loro sono un colosso dei servizi e non svolgono alcuna attività nel settore secondario o industriale che dir si voglia.

Dal nulla, dall’ignoranza totale, quel poco di esperienza che ci siamo fatti e una fortunosa illuminazione intuitiva mi hanno permesso di capire molto: l’Asi di Caserta è un consorzio intercomunale per lo sviluppo industriale, ma per modo di dire.

In realtà svolge un’attività di promozione immobiliare. Ma attenzione. Non in proprio, ma alle dipendenze di un grande immobiliarista privato, il quale costruisce, mette gli annunci dove li deve mettere, si relaziona legittimamente con un’attività di lobbying a certi poteri economici, e poi vende o affitta.

Che razza di Asi è mai questa? Ci dicono che l’andazzo è iniziato dai tempi della gestione di Piero Cappello, di cui ci occupammo tantissimo, senza affrontare, però, questo aspetto ancor più importante di tutti gli altri: quante concessioni ha avuto il signor Canciello da Frattamaggiore dall’Asi di Caserta?

Bella domanda, a cui cercheremo di dare una risposta, perché la risposta è importante.

Se un imprenditore, infatti, sfrutta le aree che i Comuni devolvono all’Asi per arrivare ad una fase produttiva attraverso il business di un immobiliarista, allora ci chiediamo: ma l’Asi che ci sta a fare? Qual è la sua mission?

Tema ampio e complesso, su cui sicuramente torneremo.

Ma Canciello ormai ritiene il territorio dell’agro aversano una sorta di dependance delle proprie case o delle proprie ville.

 

CANCIELLO IL PESCECANE

Per cui, quando non ci riesce con quelle dell’Asi, cannibalizza le aree industriali dei Comuni. E si ferma qui? Seh, te lo sogni!

Quando non trova quello che cerca in Asi o nei Pip di un Comune, il problema non si pone. Qualsiasi brandello di terreno, qualsiasi pezzetto di sterpaglia è buono. Anzi, è meglio, perché da buon immobiliarista sa bene che il migliore affare è quello di comprare a 4-5 euro al metro quadro terreni agricoli e, attraverso una prodigiosa procedura, trovarseli modificati da un’altra destinazione d’uso, ovvero quella produttiva, che si per sé quadruplica o quintuplica il valore delle aree.

In poche parole, se Canciello comprasse da un proprietario privato un terreno nella zona industriale di un Comune o dell’Asi, spenderebbe 10. Comprando un terreno agricolo spende 2.

Domanda al signor, professor, commendator Luigi Palmieri, viceprefetto in pensione ma non tanto in pensione da rinunciare agli incarichi commissariali nei Comuni la cui amministrazione è stata sciolta: il Comune di Carinaro che lei sta governando da un po’ di tempo, cioè dalla caduta della sindaca Dell’Aprovitola, ha a disposizione, ai sensi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (redatto lodevolmente, nel 2012, dall’allora assessore provinciale Gianni Mancino) 250mila e rotti metri quadrati che potenzialmente possono ospitare aree di sviluppo produttivo.

Anzi, altre aree, perché 50mila metri quadrati di Pip già sono disponibili.

Signor, professor, commendator Luigi Palmieri, lei ha avviato il 24 dicembre scorso (ma guarda un po’ che data strana) una procedura a dir poco spericolata e che nulla ha a che vedere con l’ordinaria amministrazione di cui lei si dovrebbe occupare.

Una procedura che viene alimentata, nei suoi passaggi decisivi, dal pesante, quanto delicato ricorso, da parte sua, ai poteri del consiglio comunale.

Lei, Palmieri, sta procedendo a una modifica dello strumento urbanistico vigente nel Comune di Carinaro, cioè del Prg in vigore. Lo sta facendo in risposta ad una richiesta di permesso a costruire presentata da Canciello attraverso la Marican Vega 32 Srl.

L’imprenditore di Frattamaggiore deve essere abituato, evidentemente, a fare il bello e il cattivo tempo. È fortunato perché trova, negli Uffici Tecnici e nei Suap, persone che per mera coincidenza, per carità, sposano la sua stessa dottrina.

Ogni dottrina ha una sua bibbia. Quella di Canciello è rappresentata dall’articolo 8 comma 1 del DPR 160 del 2010, in pratica la legge di riforma che istituisce i Suap e negli altri enti pubblici territoriali.

Recita testualmente il citato comma 1: “Nei comuni in cui lo strumento urbanistico non individua aree destinate all’insediamento di impianti produttivi o individua aree insufficienti, fatta salva l’applicazione della relativa disciplina regionale, l’interessato può richiedere al responsabile del SUAP la convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e alle altre normative di settore, in seduta pubblica. Qualora l’esito della conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento urbanistico, ove sussista l’assenso della Regione espresso in quella  sede, il verbale è trasmesso al Sindaco ovvero al Presidente del Consiglio comunale, ove esistente, che lo sottopone alla votazione del Consiglio nella prima seduta utile. Gli interventi relativi al progetto, approvato secondo le modalità previste dal presente comma, sono avviati e conclusi dal richiedente secondo le modalità previste all’articolo 15 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380″.

 

CANCIELLO “SI PAPPA” TUTTO IL PTCP

Dunque, se un imprenditore vuole fare un investimento e ha bisogno di un tot estensione di terreno, può, nel caso in cui il Comune non sia provvisto di aree industriali o che queste siano insufficienti, chiedere al Suap l’attivazione di una conferenza di servizi finalizzata a ottenere il cambio di destinazione d’uso di un terreno non industriale.

Sapete di quanto ha bisogno Canciello per costruire capannoni e pertinenze? 248mila e rotti metri quadrati.

Dunque, è arrivato un imprenditore attivando un presunto interesse pubblico, presupposto fondamentale della modifica di destinazione d’uso rappresentato da una ricaduta occupazionale, dice lui, di 150 posti di lavoro; il commissario prefettizio, insieme al dirigente Suap, Davide Ferriello, personaggio noto a noi di Casertace (poi vi diremo), assumendo i poteri del consiglio comunale, concede tutta la dotazione disponibile a questo singolo imprenditore, lasciando praticamente gli amministratori che verranno, cioè quelli che saranno eletti il 26 maggio, nell’impossibilità di mettere scopa.

 

SCIPPO ALLA DEMOCRAZIA

Un vero esproprio di democrazia.

Poi, in questa merda d’Italia esiste sicuramente una norma che consente a Palmieri e a Ferriello di fare quello che stanno facendo e che già in parte è realizzato, visto che la modifica di destinazione d’uso è già stata pubblicata sul Burc, dunque, con tanto di Vas realizzata da un tal ingegnere Massaro, dirigente del Comune di Cesa scelto dalla premiata ditta Palmieri-Ferriello.

Domani, massimo dopodomani, la seconda e ultima puntata di questa storia emblematica di come funzioni la democrazia e la buona creanza istituzionale in provincia di Caserta grazie soprattutto a certi viceprefetti, sempre gli stessi.

 

Sapete chi sono i commissari? Palmieri a Carinaro e Gricignano, in splendida simbiosi con Ferriello, e mister Lubrano a Teverola.