MADDALONI. Signor Carmine Esposito, stavolta gliela diamo la soddisfazione: sulla visita dei Carabinieri nella sua azienda ha ragione lei e torto noi

12 Dicembre 2018 - 18:15

VALLE DI MADDALONI – Gentile signor Esposito, ho apprezzato molto la civiltà e la pacatezza con cui ha espresso le sue ragioni sull’articolo da noi pubblicato stamattina circa i controlli effettuati dalle forze dell’ordine nei locali della sua azienda.

Nulla le è stato risparmiato dal sottoscritto e dal giornale che dirigo. Critiche anche dure, indiscrezioni di cui rivendicavamo allora e rivendichiamo oggi la piena trasparenza e la piena rispondenza a realtà effettuali, che lei, d’altronde, non ha potuto mai smentire.

Dunque, Casertace non è stato indulgente con lei come non lo è stato e non lo è con i politici (lei l’ha fatta la politica, mischiando quello che mischiabile non era) e con una imprenditoria che vive in uno stato di sudditanza perpetua o, al meglio, in uno stato di funzionalità alla turpe politica locale.

Insomma,

siamo al di sopra di ogni sospetto nel momento in cui, questa volta, partendo dagli stessi presupposti logici e professionali che ci avevano ispirati quando la sfotticchiavamo di brutto, non abbiamo alcun problema, alcuna remora né artificiosa riserva, ad ammettere che questa volta abbiamo sbagliato.

E

quando uno sbaglia, non può accampare ragioni, che pur ci sono, in questi errori dovuti alla tossica necessità di contrastare le ricotte di un pessimo giornalismo che, abitando su Facebook, crea, per i meccanismi della relazione tra visite e incassi pubblicitari, una concorrenza sleale che si esplica attraverso la pubblicazione di notizie sbagliate come questa, che noi siamo purtroppo costretti a compensare per evitare che quella concorrenza sleale produca seri danni materiali al nostro indirizzo.

Però lei ha tutto il diritto, stavolta, di vedersi riconoscere la ragione rispetto ai contenuti di un ingresso di polizia giudiziaria all’interno della sua azienda.

Siamo stati anche un po’ fessi, glielo dico con franchezza, perché quando abbiamo letto nella rete che nell’operazione erano coinvolti anche militari dell’Esercito, questa non poteva che essere collegata esclusivamente all’azione di controllo e repressione sulla Terra dei Fuochi.

L’Esercito, infatti, ha soprattutto questa delega. Poi viene utilizzato anche per posti di blocco in zone delicate, ma se entra in una azienda con poteri di polizia giudiziaria, supportando, come in questo caso, i Carabinieri, lo può fare solo nel perimetro chiaramente definito delle indagini sui sistemi di sversamento e di smaltimento dei rifiuti civili e dei rifiuti industriali.

Per cui, le scuse sono dovute e, ripetiamo, non abbiamo difficoltà perché noi ci scusiamo partendo da quella mentalità, da quel modo di valutare le notizie, da quel respiro ideale e mai ideologico, da quella serietà che non ci porta mai a utilizzare il nostro lavoro per attaccare una persona, che in passato ci ha indotti non per divertimento ma per dovere professionale e di cronaca a scrivere articoli che certo non la esaltavano.

 

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