IL FOCUS. “Questi qua” sono diabolici (perché impuniti). Leggete come i Canciello, il commissario Luigi Palmieri, Ferriello e Fecondo hanno perculato le leggi pur di papparsi 250 mila metri quadri con pazzesca variante al Prg

18 Giugno 2020 - 17:21

Datevi dieci minuti e concentratevi un poco, perché una persona di normale onestà non potrà non indignarsi davanti ad una normale procedura che forse in nessuna altra parte del mondo avrebbero osato di compiere. Giorgio Napolitano firmò un Dpr letteralmente sbeffeggiato

CARINARO (g.g.)Mannaggia la bubbazza, anzi mannaggia Jeppson, che non si capisce perché sia diventato oggetto di citazione lasciva, dato che quando arrivò al Napoli, comprato dal presidente Achille Lauro per la cifra record del tempo di 105 milioni di lire, fu idolatrato, come poi lo furono in seguito i vari Altafini, Savoldi, mentre Maradona non lo citiamo neanche, dato che è tutta un’altra storia.

Mannaggia la bubbazza, la bubbazzella e visto che ci troviamo, perdindirindina! Questi qua sono proprio terribili. I questi qua di cui scriviamo nella seconda puntata (CLICCA QUI PER LEGGERE LA PRIMA) della seconda edizione del nostro focus sulla pazzesca vicenda dei 250 mila metri quadrati trasformati da aree agricole ad insediamenti industriali da un solo uomo, cioè l’allora commissario prefettizio Luigi Palmieri, sono sempre quelli la, cioè la Famiglia Canciello, l’ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, firmatario del progetto e che ora si appresta a scendere in campo per le elezioni regionali, storicamente le più dispendiose per chi vi si cimenta, il già citato Luigi Palmieri e mister Davide Ferriello, amico della famiglia Cesaro, il professionista, non c’è che dire, un vero professionista, di gran lunga più amato dai prefettizi della Fraternità casertana.

A differenza dell’inchiesta giornalistica dello scorso anno, qui dobbiamo limitarci ad affrontare una situazione alla volta, altrimenti la complessità tecnica della materia e la fluvialità degli scritti già di per sé difficili da contenere nella loro estensione (perché comunque le cose bisogna spiegarle bene) disincentiva la gente comune a leggere questi articoli, che diventano carne gettata tra le fauci degli “addetti ai lavori”.

L’operazione dei 250 mila metri quadrati ha un architrave: l’articolo 8 del Dpr 160 del 2010. E’ il chiavistello, il passeportout utilizzato da Ferriello e Palmieri per scardinare quella che si configurava al tempo, ma anche oggi, come una cassaforte contenente una montagna enorme di quattrini. Cosa dice l’articolo 8?Nei comuni in cui lo strumento urbanistico non individua aree destinate all’insediamento di impianti produttivi o individua aree insufficienti, fatta salva l’applicazione della relativa disciplina regionale, l’interessato può richiedere al responsabile del SUAP la convocazione della conferenza di servizi“. E qui comincia un vero e proprio film dell’orrore e dell’interpretazione ipercreativa della norma. Il Puc, nel caso di specie il Prg vigente all’epoca del governo (si fa per dire) del commissario Palmieri al comune di Carinaro, non individuava aree sufficienti all’insediamento di impianti produttivi? Domanda oziosa, al limite dell’inesistente, considerato che Carinaro è uno dei comuni del comparto di Aversa Nord, che noi abbiamo definito da tempo ironicamente, il quadrilatero industriale della provincia di Caserta. Quindi, siamo tutti d’accordo sul fatto che non sussista la prima condizione che giustifichi la convocazione della Conferenza dei servizi, l’unico modo in cui l’attore privato, cioè i Canciello, potevano avere in mano il pallino, l’inerzia delle cose, pianificando e modulando i termini di questa operazione senza precedenti, in modo tale che si esaurisse senza che un vero consiglio comunale tornasse ad insediarsi? Riteniamo di sì. Carinaro vanta milioni di metri quadrati di territorio da decenni utilizzati per insediamenti produttivi.

Ma questi qua la Conferenza dei servizi l’hanno fatta lo stesso. E certo che l’hanno fatta. Trovando l’appiglio in un’interpretazione a dir poco beffarda, in realtà vergognosa perché questa cose si possono fare solo in un contesto di impunità, di un aggettivo: “insufficiente“. L’anno scorso già ne scrivemmo, ma, siccome abbiamo la testa dura, ribadiamo il concetto.

Dunque, massima concentration, a me gli occhi, please: nell’articolo 8 viene indicata quale condizione necessaria per la richiesta del privato della Convocazione della conferenza dei servizi l’inadempienza formale e di fatto del comune, manchevole nella sua azione promotrice delle attività economiche e dunque del lavoro, non solo quando il suo Puc o Prg non individua sul territorio aree per l’insediamento produttivo, ma anche quando le individua, ma in misura insufficiente. Ma insufficiente rispetto a cosa? Per caso, rispetto ai milioni e rotti di metri quadri che il comune di Carinaro ha inserito, a suo tempo, nel Prg vigente quali aree per lo sviluppo produttivo, consorziando larga parte delle stesse all’interno dell’Asi e mantenendone comunque una parte al di fuori dell’ente? Insufficiente significa questo e non altro. La formulazione della legge non lascia adito a dubbi. E invece, questi qua, cioè quelli là, hanno disegnato un intero mondo, il pianeta Terra come un’entità, la cui esistenza dipende esclusivamente dal grado di soddisfazione economica raggiunta dalla famiglia Canciello. E allora, l’insufficienza diventa una grandezza commisurata alle necessità dei medesimi.

I Canciello avevano bisogno dei 250 mila metri quadrati. Tutti insieme. Il comune di Carinaro non li aveva a disposizione. L’Asi ha dichiarato di non averli a disposizione, superando a nostro avviso, in maniera discutibilissima, la condizione iniziale posta dall’articolo 67, comma 1, delle norme di attuazione del Ptcp. E allora, ecco che l’insufficienza diventa una categoria commisurata solo e solamente alle necessità di una famiglia. Ergo: siccome il comune di Carinaro, sia per quello che riguarda i terreni extra Asi, sia per quanto riguarda i terreni suoi e di altri comuni all’interno dell’Asi (scusate, ma perché il Consorzio non ha considerato terreni che pure ha a disposizione in altre aree della provincia, vedi Pignataro?) merita di essere appeso al muro, di essere esposto al pubblico ludibrio, avendo dimostrato la sua inadempienza, la sua inconsistenza, la sua incapacità di governo, altra parola, governo, che da quelle parti esaurisce l’intero suo significato con la possibilità di consentire ai Canciello di fare quello che gli pare, va quantomeno affiancato. Il privato, dunque, può convocare la Conferenza dei servizi. In cima ai loro atti, la coppia Palmieri-Ferriello attiva tutto l’ambaradan in base a questa pazzesca interpretazione di un aggettivo che, a nostro avviso, non sta né in cielo, né in terra.

Domani, dopo aver dedicato spazio ad un aggettivo, allargheremo ai nostri orizzonti, su un inciso di tre parole, che è sempre una roba più grande rispetto ad un termine unico che monopolizza una trattazione: “fatta salva l’applicazione della relativa disciplina regionale“. E invece, questi qua non l’hanno salvata, ma l’hanno uccisa, matata, ammazzata. E vi dimostreremo il perché. Un’altra mandrakata del commissario Palmieri che poi, vedrete, diventa un essere trascendente, uno e trino, sbertucciando letteralmente la seconda parte del comma 1 dell’ormai famigerato articolo 8 del Dpr 2010.

Avete visto? Questi compiono atti illegittimi per ogni sillaba delle leggi e delle norme. Per dirla alla Felice Caccamo, storico personaggio della Gialappa’s interpretato da Teo Teocoli, questi qua sono una vera e propria trastola “globale”.