SCANDALO A SERAPO. Due notissimi imprenditori di CASAL DI PRINCIPE e S.CIPRIANO hanno scansato (per ora) l’arresto ma sono a un passo dal processo

CASAL DI PRINCIPE(g.g.) Tempo fa abbiamo scritto di una vasta indagine su concessioni edilizie “facili” rilasciate dal comune di Gaeta per la costruzione di nuovi appartamenti, precisamente 20, nella zona del lungomare di Serapo. In quella vicenda erano coinvolti due imprenditori, Arcangelo Purgato di Casal di Principe, Carmine Di Caterino di San Cipriano.

Per quell’ipotesi di reato, la procura di Cassino aveva chiesto, addirittura l’arresto per gli indagati. Istanza rigettata dal gip, in quanto, a suo avviso, era venuto meno il requisito di attualità che è alla base di ogni misura cautelare di restrizione della libertà personale.

Ma lo stesso gip aveva affermato che gli elementi portati dalla procura erano validi e solidi. Una risposta che non ha convinto la procura che ha presentato appello, prima al Riesame e ora, riteniamo, anche alla Corte di Cassazione.

Insomma, già da allora si era capito che agli 11 indagati il processo non glielo levava nessuno.

A maggior ragione oggi che la stessa procura di Cassino ha concluso le sua indagini notificando il provvedimento a tutti gli indagati che ora avranno 20 giorni per chiedere di essere ascoltati o per presentare documenti o elementi che possano convincere l’autorità inquirente della loro estraneità.

Ma al 99,99%, ammesso e non concesso che questo avverrà, per gli 11, di qui a un mese, massimo un mese e mezzo, la procura formulerà, al gip del tribunale di Cassino, la richiesta di rinvio a giudizio.

Arcangelo Purgato è titolare di un’azienda edile molto conosciuta nella zona dell’agro aversano e anche nel sud pontino, la A&PP Group srl, in quanto proprietario della società che stava eseguendo i lavori di quel cantiere, sequestrato dai carabinieri. Per quanto riguarda Carmine Di Caterino, il suo status di indagato che di qui a poco diventerà quasi sicuramente, al pari di quello di Arcangelo Purgato, di imputato, è il titolare della società alla quale la A&PP aveva assegnato alcuni lavori, o tutti i lavori, questo non è specificato nei documenti in nostro possesso, in subappalto.

Purgato imparentato con l’ingegnere di Casapesenna Antonio Magliulo, si è aggiudicato molti lavori dell’amministrazione provinciale, quando Magliulo, poi finito in molte inchieste di camorra, in quanto considerato tecnico organico agli interessi del boss Michele Zagaria, era consigliere provinciale.

Gli altri 9 coinvolti in questa vicenda sono Cristofaro Accetta, tecnico del settore urbanistica, Lilia Maria Pelliccia, funzionaria del settore urbanistica del Comune di Gaeta, Salvatore Tallaro, Silvestro De Pasquale (proprietario dell’area), Fulvia Marciano di Formia, Alessandro Cifra di Latina, e Gennaro Grieco, di Cassino, Alessandro Liberace, geometra di Formia, Andrea Criscuolo di Latina.

Per tutti l’ipotesi dei reati formulata è quella di corruzione, abuso d’ufficio, danneggiamento, falso ideologico e altre violazioni del Testo Unico in materia edilizia o codice degli appalti che dir si voglia. Ovviamente tutte queste condotte sono ipotizzate ai sensi dall’articolo 110 del codice penale, in concorso tra gli ipotetici rei.