SOLO A CASERTA…Le due vite di Mastroianni: coordinatore provinciale della Lega, nell’Asi di Graziano-Pignetti e Canciello e consigliere comunale a più di 1000€ al mese in appoggio al PD

12 Novembre 2019 - 17:05

CASERTA (g.g.) – A noi un po’ dispiace quando dobbiamo scrivere, non in termini lusinghieri, di Salvatore Mastroianni. Problemi non ce ne sono stati negli anni, perché ha sempre svolto una funzione politica fondamentalmente limitata al perimetro di Santa Maria Capua Vetere. E in quel contesto, diversamente dai tanti, anzi dai tantissimi, che come lui campano di politica e con la politica, ha sempre dimostrato grande cortesia e una disponibilità al lavoro sugli atti amministrativi, risultata preziosa sia per noi che abbiamo pubblicato notizie interessanti, sia per lui che, tutto sommato, era interessato a farle pubblicare. Il problema è cominciato a sorgere quando Mastroianni è divenuto coordinatore provinciale della Lega di Salvini. In verità, all’inizio, non un gran problema. Alla fine, siamo riusciti a superare anche il fatto che questa nomina fosse un prodotto della potestà di Enzo Nespoli che, diciamocela tutta, è un politicante su cui pende ancora oggi una condanna in secondo grado annullata, ma solo con rinvio, dalla Corte di cassazione, per bancarotta fraudolenta, perché è rimasta sempre la qualità del rapporto umano, personale. Poi, la Lega era andata bene alle elezioni del 4 marzo 2018, ma in provincia di Caserta il dato, seppur rilevante rispetto all’irrilevanza del passato, era lontano dalle cifre del nord e pure da quella rappresentativa della media nazionale.

Poi è successo che la Lega è diventata il primo partito italiano e anche in Campania e a Caserta ha cominciato a raccogliere rilevantissime percentuali. In poche parole, Salvatore Mastroianni si è trovato, in breve tempo, a diventare il politico con la carica di maggior rilievo nella Terra di lavoro.

E lì, Salvatore mio, col bene che ti voglio, esiste un’etica professionale, una nitidezza della nostra coscienza che non può continuare, anche in nome di una stima personale che rimane intatta, a far sconto delle pratiche politicanti. In un articolo di qualche mese fa, scritto con i guanti di velluto, abbiamo posto per la prima volta il problema del ruolo che Mastroianni svolge all’interno della maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale capitanata, a Santa Maria Capua Vetere, dal sindaco Antonio Mirra e fino a qualche giorno, fino a quando non è stato indagato per fatti di camorra, dal super-assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica Nicola Leone.

Con garbo, non abbiamo posto la questione della famigerata prima commissione che sulla carta si riunirebbe 26/27 volte al mese e che ai suoi partecipanti dà 1000 euro ogni 30 giorni, abbiamo cercato, al contrario, di affrontare il problema da un’angolazione esclusivamente politica. L’abbiamo fatto nell’interesse di Salvatore Mastroianni, affinché quell’articolo determinasse in lui una riflessione logica, alimentata dal nostro tono evidentemente. Lui rappresenta, infatti, da segretario provinciale della Lega, il puntello di un’amministrazione comunale connotata dalle insegne del Pd e del centro-sinistra. Il fatto che Mastroianni sia stato eletto nella coalizione di Mirra non sposta di un centimetro il problema. Perché al tempo lui militava in un’area civica, la lista si chiamava “Ora”, che pur collegandosi alle posizioni di Paolo Romano e quindi a un esponente storico del centro-destra, poteva collegarsi a qualsiasi programma di tipo civico. E il fatto che che Mastroianni, a sua volta, proveniva da una solida esperienza sempre vissuta a destra, veniva compensato da una condizione che in quel momento non lo vedeva impegnato all’interno di alcun partito. C’è voluta veramente una grande azione di autocontrollo da parte nostra e di considerazione del rapporto personale per non contro-replicare alla replica che Mastroianni ha fatto a quel nostro articolo, affermando che il Pd a Santa Maria Capua Vetere sta all’opposizione con le sue insegne ufficiali e che, quella al potere, è una coalizione solo civica.

No, non lo è. Non lo è da quando Antonio Mirra è diventato presidente dell’Ato Rifiuti, da candidato ufficiale di una delle componenti del Partito Democratico; non lo è perché in giunta  c’è Rosida Baia, limpidamente legata alle posizioni dell’europarlamentare del Partito Democratico Pina Picierno, di cui è stata anche collaboratrice di segreteria negli anni scorsi e che l’ha voluta all’interno dell’esecutivo di santa maria Capua Vetere come sua rappresentante; non lo è, a maggior ragione, in questo momento perché Carlo Russo, consigliere comunale di maggioranza che appartiene proprio al gruppo di Nicola Leone, è diventato il capogruppo del Pd in consiglio provinciale, per effetto di una mossa che Zingaretti non ha certo revocato, realizzata da Gennaro Oliviero, che fino a prova contraria non è un consigliere regionale indipendente, ma è un componente in tutto e per tutto del gruppo del Partito Democratico in seno al consiglio regionale.

Dunque, il coordinatore provinciale della Lega, che si chiama Salvatore Mastroianni ma che potrebbe anche chiamarsi in milioni di modi diversi, sostiene una giunta di centro-sinistra, di gente che appartiene in tutto e per tutto al Pd e che non innalza le insegne di questo partito in consiglio comunale solo perché Santa Maria Capua Vetere è l’epicentro della faida correntizia che vede l’ex deputata, oggi componente della segreteria nazionale, Camilla Sgambato e suo marito, l’avvocato Giuseppe Stellato, svolgere il ruolo di riferimenti di un’altra area oggi federata con quella di Stefano Graziano.

Dunque, siccome l’amico Mastroianni non vuole ascoltarci, perché gli amici servono a dare anche buoni consigli ( non solo a scrivere gli articoli quando, ripeto, serve che escano), allora come non mettere in evidenzia che questa autentica follia che vede il massimo vertice del primo partito della provincia sostenere una giunta in pratica monocolore di una corrente del Pd, può solo essere determinata da quei famosi mille euro al mese che Mastroianni, insieme ad altri, intasca nella prima commissione, che ad oggi sarà costata centinaia di migliaia di euro ai sammaritani, rispetto a una produzione di atti d’indirizzo pari a zero. E dato che ci siamo, siccome l’amico Salvatore non vuole capire che se fa il coordinatore provinciale della Lega non può non passare assolutamente all’opposizione, dentro o anche fuori al consiglio comunale, perché anche quest’ultima cosa potrebbe essere una soluzione, dobbiamo pubblicare un’altra notizia che un po’ penosamente abbiamo voluto nascondere dietro una foglia di fico, pur toccando, questa notizia, CasertaCE e personalmente chi lo dirige, colpiti da un’aggressione giudiziaria da parte della presidente dell’Asi Raffaela Pignetti, nominata dall’altra corrente del Pd, cioè da Stefano Graziano e da consiglieri ugualmente del centro-sinistra e del Pd, cofirmatari con la Pignetti delle delibere con le quali, follemente, la stessa Asi ha speso più di 60 mila euro per querelare il sottoscritto.

E quanto ho dimostrato di volerti bene, Salvatore, nel non evidenziare che tu, da componente dell’Organismo Interno di Valutazione, cioè il vecchio Nucleo di Valutazione, per intenderci, non hai battuto ciglio su queste vicende assurde e su questa gestione incredibile del pubblico denaro.

Ma come, il coordinatore provinciale della Lega sta in un Nucleo di valutazione di un ente di sottogoverno nominato dal Pd casertano? E qui torniamo al discorso dell’altra vita di Mastroianni, quella che, diciamocela tutta, un po’ per quel do ut des cronistico di cui abbiamo scritto all’inizio dell’articolo, noi abbiamo tollerato, facendogli sconti che ad altri politici di professione non abbiamo fatto. La matrice di questa Asi, la cui nascita è anche alla base della netta presa di distanza che questo giornale ha operato nei confronti di Stefano Graziano, è collegata quello che chiamammo “patto scellerato” tra lo stesso Graziano, Giggino la Porpetta e Paolo Romano, che si incontrarono, con noi di CasertaCE lì a raccontare l’evento secondo per secondo, nella sede di rappresentanza romana della Regione Campania, quando questa era governata da Stefano Caldoro.

Ricordate in contenuto di quell’accordo? Una spartizione scientifica fino all’ultima briciola. Un tizio di Torre del Greco a rappresentare i Cesaro e Sarro, con l’imprimatur dell’allora sindaco di Caserta Pio Del Gaudio; Salvatore Davidde di Mondragone a rappresentare l’allora sindaco Giovanni Schiappa, che al tempo militava nell’area di Paolo Romano, il sindaco di Villa Literno Nicola Tamburrino, messo da Stefano Graziano, Dario Di Matteo, che sarebbe diventato poi sindaco di Teverola, nominato proprio dalla Regione Campania, grazie all’input di Massimo Grimaldi, Biagio Lusini, che rappresentava il partito suo e di Gennaro Pitocchi (insomma, ci siamo spiegati) e poi la citata Pignetti, frutto di un’intesa politico imprenditoriale tra Graziano, Della Gatta, Pozzi e compagnia. Queste furono le poltrone principali. Tra le secondarie c’erano anche quelle del Nucleo di valutazione (o Oiv, che dir si voglia). Salvatore Mastroianni, sempre in quota Romano, vi entrò a far parte, intascando anche in questo caso, grazie ad un’intesa benedetta dal Pd e dal centro-sinistra, un’indennità mensile, o trimestrale, o annuale, fa poca differenza.

Non sappiamo se nell’anno 2019 Mastroianni, cioè il coordinatore provinciale della Lega, abbia lasciato doverosamente questo incarico, certo è che nel 2018, precisamente il 26 aprile, Mastroianni ha contribuito, da componente dell’Oiv, all’atto frutto di una procedura Asi, come risulta dal documento che pubblichiamo in calce all’articolo. A noi farebbe anche piacere che Mastroianni restasse coordinatore provinciale della Lega. Ma perché questo avvenga, non può continuare a supportare una maggioranza del Pd, seppur di una corrente, ma ufficialmente definita, presente, e non può continuare a essere membro del Nucleo di Valutazione di un ente gestito follemente dal Pd, un Asi diventata vero e proprio feudo di questi particolarissimi imprenditori nati dal nulla, parliamo dei Canciello di Frattamaggiore, i quali, in pochissimi anni, grazie a tutto quello che hanno combinato e che gli è stato consentito di combinare nell’area Asi di Aversa Nord, mai oggetto di contestazioni di Mastroianni e dell’Oiv, sono diventati una delle famiglie più ricche d’Italia.