UN BUSINESS DA MILIARDI DI EURO. Non è stata la Marican Vega a comprare i 2/3 dei 250 mila mq per Amazon, ma un’altra società. Se è così, il permesso a costruire va cancellato

5 Agosto 2019 - 09:40

CARINARO (g.g.) – Era dal tempo della fondamentale scoperta, fatta da Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, che la gallina è, in realtà, contrariamente a tutti i luoghi comuni, un animale intelligente, che non si arrivava ad una definizione così precisa definita e irrevocabile sull’identità del melone.

Sì, d’accordo, se navighi su Wikipedia già te lo dice che non appartiene a quella che comunemente viene definita “frutta”, ma ora che l’abbiamo letto nella ragione sociale di una delle 40 e più della famiglia Canciello, precisamente nella Marican Agriculture, la partita è chiusa.

Il dominus di famiglia, il genio della Bentley cabriolet, Nando Canciello, da noi chiamato simpaticamente e senza acrimonia “Gallo Cedrone”, avendo colto da certi segnali, tipo il boulevard delle palme nell’Asi di Teverola, tipo i lampadari del bar Luxury, tipo ancora gli accessori della citata Bentley, un tratto grosseur che rimanda il nostro pensiero al famoso archetipo del simpaticissimo coatto rappresentato in diversi film dal grande Carlo Verdone.

Recita l’oggetto sociale della Marican Agriculture: “coltivazione di ortaggi (inclusi i meloni)“. Comprende bene il Canciello, che non abbandona mai il primo amore dell’agricoltura, della coltivazione degli asparagi, che la gente, il consumatore, è fondamentalmente ignorante. per cui, estrapola il melone, citandolo a parte, e immediatamente dopo lo include nella categoria degli ortaggi. Dunque, la gallina è un animale intelligente che, quando fa coccodè, razzola gaia, come canta Battisti e il melone è ineluttabilmente un ortaggio. Parola di Nando Canciello il cedrone.

La profondità del contributo divulgativo di tipo scientifico, contenuto nell’oggetto sociale appena citato spiega probabilmente questa abnorme, incredibile cifra delle società, tutte ubicate tra Teverola e Frattamaggiore, con il marchio di fabbrica Marican. Non c’è solo Marican Vega 1, Marican Vega 10 ma altre 20 Marican Vega. Perché, evidentemente, ognuna di queste si occupa di ogni singolo dettaglio dell’attività di costruzione dei capannoni industriali e della loro vendita. Siccome a Gallo Cedrone piace fare le cose per bene e siccome lui è un imprenditore trasparente, ha costituito 40 Marican perché nessuno gli possa rimproverare di aver scritto dieci o venti pagine di oggetto sociale. Il melone è un ortaggio e per quanto riguarda Marican Agricolture ci si ferma qui. La vita di questa impresa sarà missionariamente legata a far capire all’homo erectus, ma fino a un certo punto che, assaggiando un’anguria o ma anche un melone bianco o giallo, oppure il cantalupo, assapori lo zucchero, il fruttosio ma sempre di un fratellino del citrullo si tratta, perché di ortaggi e dunque anche di citrulli, Gallo Cedrone se ne intende. D’altronde tutto è iniziato da lì per poi finire alle 40 società, al bar della lussuria, alle palme del tipo Washington da 1200 euro l’una, delle Ferrari, delle Lamborghini e delle Bentley, fino al fiore all’occhiello che dovrebbe essere un nuovo super albergo a 5 Stelle chiamato Luxor, per rimanere in tema di sobrietà, e che dovrebbe ergersi dominando quella meravigliosa zona di alto pregio naturalistico rappresentata dalle aree industriali di Gricignano, Teverola e Carinaro. E chi afferma che si tratti di una cosa incomprensibile, di una roba fuori tema vuol dire che è un grande ignorante. Se fosse stato veramente così, non sarebbe esistita Las Vegas, incardinata completamente in un deserto. A proposito, c’è già la società per l’hotel Luxor, si chiama Marican Resort, con sede, manco a dirlo, a Teverola, zona Asi, in uno dei 5000 capannoni (è un’iperbole, non più di tanto però) costruiti dai Canciello.

Volevamo soffermarci su alcuni contenuti del ricorso al Tar presentato da una delle co-proprietarie degli ormai famosissimi 250 mila (quasi) metri quadrati che, incredibilmente, con un atto senza precedenti, il commissario prefettizio Luigi Palmieri, utilizzando i poteri del consiglio comunale, ha trasformato con una variante al piano regolatore, in luoghi destinati ad accogliere un polo della logistica. Ma non potremmo farlo, perché questa storia delle 40 società ci ha sorpresi, riuscendo nell’impresa di rendere increduli, gente come noi che, raccontando questa provincia da 20 anni, non dovrebbe sorprendersi più di nulla.

Però due cose veloci ve le diciamo.  Il ricorso, dopo che il presidente del Tar non ha ritenuto che esistessero le condizioni per una decisione urgente di tipo monocratico, in inaudita altera parteè stato clamorosamente ritirato proprio alla vigilia della data in cui uno dei collegi del Tar Campania si sarebbe dovuto pronunciare sulla richiesta di sospensiva di tutti gli atti amministrativi che hanno consentito a Canciello di ottenere questo permesso a costruire unico nel suo genere. Cosa è successo dal momento in cui il ricorso della signora Argo Eleonora, proprietaria del 13,20% del suolo in questione, è stato avviato al collegio del Tar, dopo il comprensibile e prevedibile diniego a produrre la super decisione straordinaria di tipo monocratico? Come mai un ricorso così ben articolato, circostanziato, è stato tolto di mezzo?

La seconda e ultima cosa riguarda il titolo attivo che permette al soggetto, persona fisica o giuridica, di chiedere ad un organismo della Pubblica amministrazione un permesso a costruire. Si può nutrire un brandello di dubbio sul fatto che il 24 dicembre quando al comune di Carinaro non c’era nessuno o quasi, sia stata la Marican Vega 32 a presentare l’istanza per ottenere il permesso a costruire? No, le carte parlano chiaro. E d’altronde, anche nel ricorso al Tar questo è esplicitato con chiarezza. A quanto risulta ci sarebbe qualche situazione anomala perché i 2/3 di quei terreni, ammesso e non concesso che essere proprietario dei 3/3 di autorizzi a chiedere un permesso come se fossi proprietario del 100%, non sono stati acquistati dalla Marican Vega 32 ma da una delle altre 39 dei Canciello. probabilmente si sono mbriacati anche loro e l’atto d’acquisto, le cui coordinate sono note come l’identità dello studio notarile in cui è stato perfezionato, ha espresso la firma di stipula della Marican Agriculture società agricola.

Approfondiremo nei prossimi giorni le questioni fondamentali. Ma se queste informazioni fossero reali, e lo sono, quel permesso a costruire sarebbe ancora valido? E ancora, fermo restando l’assoluta e totale non colpevolezza degli attori principali di questa storia, esisterebbero le condizioni perché venga attivata una forma d’indagine? Esistono le condizioni, insomma, perché ricorra il principio costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale?

Secondo noi, sì. Ma questo è un punto di vista che ci piacerebbe che qualcuno ci opinasse con chiare e approfondite argomentazioni.