ZANNINI da paura. Amico Giovanni, tra poco ci sono le elezioni, ti fai ringrazia dal tuo sodale Colombiano per i test rapidi. In foto ti metti con un vice sindaco dipendente dei Canciello e per di più ti assembri

14 Maggio 2020 - 16:47

Sarebbe utile, e il sottoscritto glielo consiglia, che si prendesse un periodo di pausa per darsi una calmata e per riflettere. La sua esuberanza lo sta portando finanche al di là del perimetro già inquinato della politica politicante

giovanni zannini con a destra nicola esposito e l’assessore grimaldi e a sinistra mario moretti

 

SAN MARCELLINO…e dintorni (g.g.) – Si dirà: ma i test rapidi li hanno fatti fare anche altri sindaci, come ad esempio Luigi Pellegrino a Parete. Al signor “si dirà” rispondiamo: sì, ma quella era un’iniziativa unilaterale del comune che evidentemente ha acquistato con fondi propri i dispositivi, incontrando anche ostacoli da parte dell’Asl Caserta, rimossi casualmente dopo un paio di articoli pubblicati da questo giornale (CLICCA QUI PER LEGGERNE UNO).

Nel caso che trattiamo oggi, invece, riguardante San Marcellino, il sindaco Anacleto Colombiano mette nero su bianco il fatto che i test rapidi sono stati gentilmente messi a disposizione proprio dall’Asl, cioè dalla Regione Campania. E proprio per questo motivo ringrazia, manco a dirlo, il consigliere regionale Giovanni Zannini. In pratica, una copia a cui i mitici Wess e Dori Ghezzi avrebbero dedicato il loro antico brano Un corpo e un’anima. Quello tra Zannini e Colombiano è un sodalizio che va anche oltre l’ordinaria relazione tra un sindaco e un consigliere regionale che si scelgono, mettendo a fattor comune i reciproci interessi politici-elettorali. Va al di là perché Colombiano, che di professione fa l’imprenditore edile, ha incassato direttamente e non per interposta persona, come avemmo modo di scrivere a suo tempo, un super appalto stradale dalle parti di Mondragone.

Insomma, il post del primo cittadino non lascia adito a dubbi: i dipendenti del comune di San Marcellino si sono sottoposti al test per l’accertamento, aggiungiamo noi, dell’eventuale presenza degli anticorpi IgG e IgM, spie asimmetriche del passaggio del coronavirus, a spese della Regione Campania, dell’Asl. E se il sindaco ringrazia il consigliere Zannini, ciò significa che l’operazione non è avvenuto dentro ad un meccanismo di equità, attraverso cui i dipendenti più esposti dei comuni casertani e campani sono stati sottoposti o verranno sottoposti a test rapidi, ma attraverso la solita corsia preferenziale, perché qui il meccanismo clientelare è un virus molto più resistente (vabbè, ci vogliamo rovinare, mettiamo anche un “resiliente” che fa tanto trend) del covid-19, non con due involucri contenenti la proteina killer, ma con strutture in acciaio che nessuno vaccino potrà mai neppure scalfire. Quindi, se uno conosce un consigliere regionale fa i test rapidi immediatamente, se non lo conosce o ha un credo politico pro tempore diverso da quello di De Luca e dei suoi amici si attacca al tram, pardon, si attacca al…covid.

All’amico Giovanni, mi riferisco naturalmente a Zannini, che un po’, anzi un bel po’, del suo successo politico deve a questo giornale, mi limito a dire: se questo è il registro della polita in provincia di Caserta e se quasi nessuno se la sente di lavorare ad un nuovo modello, perché costa fatica, ore di studio e di applicazione; se, dunque, Zannini si comporta, applicando uno schema iniziale, come la gran parte degli altri politici casertani e campani, è anche vero che, per carattere, per esuberanza, lui esagera, rendendo gioioso il suo viso quando lo associa a personaggi, i quali gli stanno vicini solo e solamente perché alimentati e gratificati dalla logica appena citata, da quel clientelismo straccione e gattopardesco vero cancro del Meridione d’Italia, il vero motivo per cui le regioni del Sud, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, sono cresciute 10 volte in meno rispetto a quelle che si trovano dal Garigliano in su, non parliamo proprio rispetto a quelle geograficamente attestate al di là o nei dintorni del Po.

Esagera, l’amico Giovanni. Perché ai nostri occhi è inquietante una fotografia come quella in alto, che lo ritrae con un gruppetto di persone tra cui spicca, prima di tutte, il faccione del sindaco di Lusciano Nicola Esposito, la cui colpa non è quella di essere stato indagato, cosa che può capitare a tutti, ma è costituita dall’atteggiamento, dalle modalità delle azioni, chiaramente emerse dalle pagine dell’ordinanza penale del dicembre scorso, che hanno contraddistinto il suo ruolo nella nota vicenda delle carte false, degli atti taroccati nel comune di Lusciano e in quello di Villa Literno per ottenere lauti finanziamenti regionali per la rete fognaria e per altre opere.

Tra le altre persone in foto c’è anche il vicesindaco di Carinaro Mario Moretti. E mo’ questo chi è? In effetti, se non avete letto le prime due puntate del nostro focus su quella storiaccia dei 250 mila metri quadri che un commissario prefettizio, assieme ad un ingegnere movimentista, trasformò da zona agricola a zona per insediamenti produttivi, approvando con i poteri del consiglio comunale una variante al Piano regolatore, non lo potete sapere e questo nome non vi dirà nulla, o quasi. In realtà, Mario Moretti, omonimo di quello che fu il capo delle Brigate Rosse e anche l’organizzatore, il regista e il partecipante principale del sequestro Moro, non è un pinco pallo qualsiasi, ma è l’uomo all’interno dell’amministrazione comunale di Carinaro della famiglia Canciello, capitanata da Ferdinando Canciello, che ormai hanno venduto diversi centinaia di capannoni industriali, costruendo un patrimonio a dir poco chiacchierato, che a nostro avviso li pone tra le famiglie più ricche d’Italia. L’ha inserito e l’operazione ha avuto pieno successo. Visto che in questi giorni siamo stati costretti a intervenire di nuovo per denunciare, sulla scorta delle clamorose dimissioni dalla carica di capogruppo e dalla funzione di delegato all’Urbanistica di Stefano Masi, il vero e proprio insabbiamento che in maniera scientifica si è verificato in totale contraddizione con quello che lo stesso Masi era riuscito ad inserire nel programma elettorale: la revoca doverosa della porcata delle porcate, di quella convenzione stipulata tra il comune di Carinaro e i Canciello per l’utilizzo a scopi produttivi, da parte loro, dei 250 mila metri quadrati, che per magia l’allora commissario prefettizio Luigi Palmieri, affiancato dall’ingegnere Davide Ferriello, aveva trasformato da pascoli per le greggi, in una distesa di granelli d’oro con un aumento esponenziale del valore di ognuno dei 250 mila mq.

Per cui, il sottoscritto non può usare la lingua della diplomazia, facendo finta di non conoscere, di non avere gran confidenza con Zannini e trattarlo come gli altri politici. Abbiamo condiviso un pezzo di strada perché CasertaCe riteneva che lui fosse portatore di una proposta di vero rinnovamento e di vero cambiamento nel comune di Mondragone. Ci sbagliavamo, ma questo non è il punto focale della storia, che è, invece, un altro.

Ci sono le elezioni regionali. De Luca, nel suo delirio di onnipotenza, pensa ancora di votare a luglio, ma probabilmente si voterà ad ottobre. Se un sindaco come quello di San Marcellino ti scrive un post, amico Giovanni, come quello redatto da Colombiano, vincitore del già citato appalto in zona mondragonese, se un sindaco certifica, non percependo per cultura che sta scrivendo una porcheria, di aver potuto sottoporre i propri dipendenti ai test rapidi coronavirus, “grazie al consigliere regionale Giovanni Zannini“, questa costituisce un’esagerazione, anche nel perimetro di un’interpretazione ordinariamente clientelare della propria funzione politica e che alla lunga potrebbe ritorcesi contro di te.

Allo stesso modo, se nelle fotografie il consigliere regionale si riunisce, indossando la mascherina ma realizzando un assembramento, vietato dalle disposizioni in vigore, se ciò lo compie assieme ad un sindaco, un vicesindaco, se nell’allegra compagnia c’è un dipendente dei Canciello, Mario Moretti, e ripetiamo, ribadiamo che tutto questo avviene a pochi mesi delle elezioni, credimi Giovanni, ti sto dimostrando la mia amicizia dicendoti che la tua esuberanza ti sta portando al di là, molto al di là, finanche al di là del perimetro della politica politicante nella sua versione casertanaversana.

“Il parlar chiaro è fatto per gli amici”.

il post del sindaco anacleto colombiano