AGRORINASCE. Incarichi oltre 50 mila euro per due professionisti, ma “nascosti” dati su partita IVA e non solo. I nostri dubbi sul rispetto della Legge Trasparenza
14 Novembre 2025 - 18:35
Alla presidente Troncone, ex capo delle procure di Santa Maria e Aversa, chiediamo di controllare, di prendere sul serio queste nostre perplessità. Quando in due incarichi, affidamenti diretti con il 2% e addirittura l’1% di ribasso, vengono omissati gli estremi della partita IVA o della sede di lavoro o ancora il codice fiscale, a nostro avviso, le determine diventano monche, zoppe
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CASERTA (l.v.r.) – Questo giornale da anni approfondisce il tema delle aggiudicazioni, degli incarichi e di tutti gli atti degli enti pubblici o a partecipazione pubblica che muovono denaro.
Per questo motivo, per dare una lettura più completa e chiara delle determine, dei verbali di gara, in redazione abbiamo sempre aperta la pagina del codice degli appalti, della legge sulla Trasparenza e delle norme sulla privacy.
Non a caso, quindi, nel momento in cui abbiamo aperto due determine pubblicate da Agrorinasce, consorzio comunale che nasce tra vari comuni dell’agro Aversano per gestire beni confiscati alla camorra e successivamente divenuto anche stazione appaltante, ci siamo chiesti se fosse corretto il modo in cui sono stilate e firmate da Giovanni Allucci, amministratore delegato, e Giovan Battista Pasquariello, capo dell’ufficio tecnico.
Domanda a nostro avviso lecito sul possibile mancato rispetto delle norme sulla trasparenza (il decreto 33 del 2013), se è vero come è vero che due affidamenti diretti sono zoppi, mancando il codice fiscale, la sede dello studio e la partita Iva dei soggetti scelti da Pasquariello.
Si tratta di incarichi connessi ai lavori per la riqualificazione del Parco agro-alimentare “La Balzana”, il bene confiscato alla criminalità organizzata situato nel comune di Santa Maria la Fossa.
Al professionista Andrea Curcio è stato affidato l’incarico per la progettazione della cabina di trasformazione elettrica, fondamentale per l’alimentazione energetica dell’intero complesso. L’importo dell’incarico è di 12.715,56 euro (1% di ribasso). La cabina elettrica servirà a garantire l’approvvigionamento energetico necessario al funzionamento del futuro parco agro-alimentare. All’ingegnere Andrea Castaldo è stato invece affidato il ruolo di collaudatore tecnico-amministrativo e funzionale degli impianti durante i lavori. Il suo compito sarà verificare che tutte le opere vengano realizzate correttamente e secondo quanto previsto dal progetto. Per questo incarico è previsto un compenso di 39.004 euro (2% di ribasso).
L’articolo 6 della legge sulla Trasparenza spiega bene il modo un cui gli atti devono essere pubblicati, come anche sottolineato nella delibera dell’autorità Anticorruzione (Anac) 264 del dicembre 2023, che vi riportiamo testualmente.
I dati e le informazioni sono pubblicati dalla BDNCP, dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti nel rispetto dei criteri di qualità, espressamente indicati dal legislatore all’articolo 6 del decreto trasparenza, ovvero integrità, costante aggiornamento, completezza, tempestività, semplicità di consultazione, comprensibilità, omogeneità, facile accessibilità, conformità ai documenti originali, indicazione della provenienza e riutilizzabilità.
Ma nel momento in cui Agrorinasce decide di omissare, nascondere il luogo di studio, il codice fiscale e, nel caso di Curcio, addirittura la partita iva di un professionista, non specificato se ingegnere, perito o architetto, a nostro avviso mancano il principale requisito sulla qualità delle pubblicazioni degli enti: l’integrità delle informazioni, oltre che la completezza.
Perché nel momento in cui i soldi pubblici sono utilizzati per gratificare lavorativamente con un incarico quell’ingegnere, quell’architetto, solo rispettando quei requisiti sanciti dal decreto Trasparenza e dall’ANAC si può arrivare a riconoscere il professionista nominato e quindi avere una reale informazione, trasparente su come sono gestite le procedure amministrative. Scrivere Andrea Curcio così, Andrea Castaldo e basta, non può certo portare all’identificazione del beneficiario dell’aggiudicazione, ovvero l’obiettivo principe delle norme sulla Trasparenza relative ad affidamenti e gare d’appalto.
Certo, il garante della Privacy ha più volte segnalato il principio delle minimizzazione dei contenuti, dei dati. Ovvero, gli enti pubblici devono rendere noti solo gli estremi necessari, previsti dalla legge. Ma in questo caso, ripetiamo, a nostro avviso si tratta di atti monchi, zoppi, non completi, perché non è possibile riconoscere a chi sia andato l’incarico e, quindi, a chi andrà il bonifico.
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa la governance di Agrorinasce, visto che da mesi è guidato da un eminente magistrato qual è Maria Antonietta Troncone, ex procuratore capo ad Aversa e prima ancora a Santa Maria Capua Vetere. Una persona che per studi, professionalità e curriculum non riteniamo che possa accettare procedure non corrette in un consorzio che presiede, dopo la nomina ricevuta dalla Regione Campania del presidente Vincenzo De Luca.
