PROVINCIA. Affidamento diretto da oltre 125 MILA EURO alla famiglia Natale di CASAL DI PRINCIPE. Da Magliocca a Colombiano, la “canzone” è sempre la stessa
27 Gennaio 2026 - 12:45
E’ proprio questo lo strumento attraverso cui Giovanni Zannini e Giorgio Magliocca, secondo la testimonianze dei dirigenti della Provincia stessa, facevano pressioni e raccomandazioni per favorire ditte amiche. E se il metodo resta lo stesso, se non si cambia strada, se gli stessi funzionari non si imputano per portare la parte politica a mettere in piedi procedure aperte, il pensiero su possibili favoritismi sarà impossibile da sradicare
CASERTA – In questi casi, la premessa è necessaria: l’affidamento dei lavori alla società Impregina da parte dell’amministrazione provinciale di Caserta non è illegale, illegittima.
Ci chiediamo se sia il caso di andare avanti con questa strada, però, in considerazione di quante dichiarazioni stanno emergendo, tra cui quelle che firma questo affidamento diretto, Gerardo Palmieri, rispetto al fatto che all’amministrazione provinciale di Caserta i dirigenti subivano pressione da parte degli organi politici, l’ex presidente Giorgio Magliocca, il consigliere regionale Giovanni Zannini, relativamente a quali ditte premiare con questo tipo di incarichi sottosoglia.
Escluse un paio di procedure di gara all’inizio della sua reggenza, l’amministrazione di Anacleto Colombiano non si è distaccata molto da quanto succedeva ai tempi di Giorgio Magliocca: affidamenti diretti per somme molto vicine ai 150 mila euro, limite massimo per i lavori con unico contraente “prescelto”, pochi invitati e ancora meno partecipanti.
Ma non ci aspettavamo nulla di diverso da Colombiano. Lui da anni è l’uomo più fedele di Giovanni Zannini che, non a caso, lo ha fatto eleggere prima all’Ente Idrico e poi come presidente della provincia di Caserta, con la stessa identica maggioranza che premiò la candidatura di Giorgio Magliocca. Quindi, che potessero cambiare i metodi di affidamento degli appalti alla provincia, onestamente, non ci sembrava un’eventualità realizzabile.
E visto che è stato proprio il dirigente Gerardo Palmieri a raccontare in diversi interrogatori l’ingerenza, la pressione che lui e i suoi colleghi Paolo Madonna e Gianni Solino, quest’ultimo secondo la testimonianza di Pasquale Crisci, a rischio arresto, dopo la richiesta della procura, riteniamo eticamente rivedibile la scelta di continuare a utilizzare questo strumento per aggiudicare lavori di grossa entità.
Infatti, il costo dei lavori di manutenzione straordinaria sulle Statali 331 “Direzione della Valle del Volturno” e 325 “Caiazzese” supera i 125 mila euro e sono stati aggiudicati, dopo una richiesta di offerta inviata al 11 dicembre scorso, alla società Impregina che ha sede a Corso Trieste, a Caserta.
Sede a Caserta, ma i proprietari di questa società, Luigi Natale e il fratello Raffaele Natale, direttore tecnico, sono originari di Casal di Principe, come tanti imprenditori che si aggiudicano lavori banditi dalla provincia di Caserta.
Della società Impregina avevamo scritto in passato, al tempo di un paio di aggiudicazioni che aveva ricevuto dal comune di Caserta, al tempo guidato dal sindaco Carlo Marino, ma anche per la fregatura presa da questa famiglia legata allo strano gioco delle stazioni appaltanti di Trentola Ducenta (CLICCA E LEGGI).
Ripetiamo, non esiste un’accusa di illegittimità in questa aggiudicazione, ma utilizzare da anni sempre lo stesso metodo che, oggi, è al centro di un’inchiesta giudiziaria e di uno scandalo di portata nazionale, dato che non solo CasertaCe, ma anche quotidiani e siti di maggiore portata raccontano le vicende dei favori, degli incarichi, quello che i pm definiscono “Sistema Zannini” nel documento con cui chiedono l’arresto del consigliere regionale, non potrai mai sradicare quella logica della raccomandazione, del favore, dell’attenzione fatta al politico che viene a bussare alla porta del funzionario di turno.
Qui non si mette in dubbio la capacità imprenditoriale di Natale o la loro onestà, ci mancherebbe, parliamo di un problema quasi genetico presente nei politici di questo territorio: l’idea che non esista il concetto di opportunità, che se qualcosa è legale e per forza anche giusto. Per noi, non è così.
