L’INCHIESTA. PRIMA PUNTATA. Vi spieghiamo una volta per tutte a che punto sta il progetto Bandiera Blu per pulire (non a chiacchiere) il mare del litorale domizio. La politica rischia di mandare in fumo 61,5 milioni di euro
3 Marzo 2026 - 11:22
I lavori del primo lotto (Carinola, Francolise, Cellole e Sessa Aurunca) hanno dovuto affrontare mille difficoltà e si chiuderanno probabilmente entro il prossimo 31 dicembre. Quelli del secondo lotto sono stati consegnati da ben 6 anni ma il sistema non è gestito tra incapacità dei Comuni, assenza di impianti e una Itl Spa che dovrebbe assumere il controllo di tutto, oggi in prefallimento con 240 milioni di euro di debiti
CASTEL VOLTURNO (Alessandra Cappabianca) – È l’8 novembre 2013 quando l’allora assessore regionale Edoardo Cosenza (oggi assessore al Comune di Napoli, giunta di centrosinistra), delegato al coordinamento strategico dei grandi progetti del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, annunciava l’approvazione, da parte della Commissione Europea, del Grande Progetto per la Bandiera Blu sul litorale domitio.
Il progetto, che inizialmente impegnava 80 milioni di euro, prevedeva una serie di interventi di adeguamento e riqualificazione ambientale, nonché l’adeguamento dei sistemi di collettamento e di drenaggio urbano e la relativa depurazione dei reflui nei comuni del litorale domitio, con l’obiettivo di migliorare in maniera significativa le acque marino-costiere.
A tredici anni di distanza, ci siamo chiesti perché non abbiamo ancora acque cristalline sul nostro litorale e, soprattutto, se le avremo mai.
I DUE LOTTI DI LAVORI, IMPORTO COMPLESSIVO 61,5 MILIONI DI EURO – Facciamo un passo indietro: il grande progetto risulta diviso in due lotti di lavori, funzionalmente diversi. Il primo, da 36 milioni di euro, è stato affidato, attraverso una gara indetta dalla Stazione Unica Appaltante della Prefettura di Caserta, al RTI Infratech Consorzio Stabile – Veolia Water Technologies Italia S.p.A. e riguarda i comuni di Carinola, Francolise, Cellole e Sessa Aurunca.
I lavori del secondo lotto, eseguiti dal Gruppo Della Gatta e costati 25.418.926,50 euro, si sono conclusi nel 2020 e hanno interessato i comuni di Mondragone, Villa Literno e Castel Volturno.
Il primo lotto dei lavori, relativo a Francolise, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole, nato male per una serie di errori progettuali, non si è ancora concluso a causa di interferenze di natura archeologica, delle tempistiche per il rilascio delle autorizzazioni da parte di enti terzi, nonché della definizione economica delle perizie di variante, relative soprattutto agli impianti elettrici.
In particolare, per quanto riguarda il depuratore di Sessa centro, le lavorazioni non sono ancora state avviate, essendo stata segnalata la possibile presenza di un anfiteatro lungo il tracciato fognario.
Poiché dal punto di vista economico non ci sono problemi di copertura, la speranza è che i lavori si concludano entro il prossimo 31 dicembre. Se così fosse, il prossimo anno tutti gli impianti del lotto 1 potranno entrare in funzione, come quelli del lotto 2, terminati ormai da sei anni.
SECONDO LOTTO. LAVORI CONSEGNATI DA 6 ANNI, MA I DEPURATORI DEI COMUNI NON SONO IN FUNZIONE – E invece no: i depuratori di Mondragone, Castel Volturno e Villa Literno non sono ancora in funzione.
La ditta appaltatrice, il Gruppo Della Gatta, ha consegnato i lavori alla Regione Campania, che continua a farsi carico della sicurezza (il rame utilizzato negli impianti è allarmato), ma chi si occupa della gestione e della manutenzione? I Comuni hanno le risorse e le competenze per poterlo fare? E l’Itl Spa, a cui la Regione ha delegato la gestione dell’intero ciclo delle acque in provincia di Caserta, ma oggi addirittura in procedura prefallimentare con un concordato preventivo da più di 200 milioni di euro, cosa fa?
Perché questi impianti, così importanti per quel territorio, sono inattivi da sei anni, a rischio di furti, compromissioni e usura?
Ce ne occuperemo prossimamente.










