Condannati e scarcerati. Liberi (con obbligo di firma) dopo il processo sul gioco d’azzardo clandestino

2 Aprile 2026 - 09:47

CASERTA – Nuovo step nella vicenda del giro di gioco d’azzardo clandestino nell’agro aversano, secondo la procura gestito a favore del clan dei Casalesi, fazione Russo-Schiavone, aggravante caduta nel processo. Il giudice Gabriella Logozzo ha disposto la scarcerazione di tre imputati, applicando misure alternative alla custodia cautelare.

Marco Alfiero e Vittorio Alfiero sono stati rimessi in libertà con l’obbligo di firma. Bruno Salzillo, difeso dall’avvocato Paolo Caterino, è stato scarcerato con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Vittorio Alfiero è stato assistito dall’avvocato Alessandra Carofano.

Le scarcerazioni arrivano dopo le condanne emesse dalla stessa giudice nell’udienza del rito abbreviato. Marco Alfiero era stato condannato a un anno e 9 mesi, Vittorio Alfiero a un anno e 6 mesi, Bruno Salzillo a 2 anni. Per Raffaele “Lello” Letizia, indicato come promotore dell’operazione, la pena è stata fissata a 4 anni, mentre Marco Losapio ha ricevuto 2 anni e 10 mesi con 20 mila euro di multa e Pasquale Di Bona 3 anni. Sono stati invece assolti Giovanni Diana, Giovanni Argine e Raffaele Cantiello.

Nel corso dell’udienza, la giudice aveva escluso l’aggravante del metodo mafioso per tutti gli imputati, così come la recidiva, riducendo le pene rispetto alle richieste della Procura. La giudice ha condannato gli imputati per la creazione di un mercato di scommesse illegale, assolvendoli dall’accusa di intestazione fittizia di alcune società.