LA STORIA. INFERNO IN CASA. Litiga con la moglie e spara con la pistola. La figlia: “Ho sentito i colpi, poi nulla più”

6 Aprile 2026 - 13:30

CASAL DI PRINCIPE -Torniamo a parlare del caso di Patrizio Bianco, 57 anni, scarcerato dopo essere stato arrestato alcune settimane fa per aver sparato tre colpi di pistola in casa durante una lite con la moglie, dopo trent’anni di maltrattamenti.

Come scritto nelle scorse ore, il Gip del Tribunale di Aversa Napoli Nord, Ilaria Giuliano, ha accolto la richiesta del difensore, avvocato Fabio Ucciero, e ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari a Castelvetro di Modena, a 600 km di distanza dalla moglie, ospite dalla figlia.

L’uomo dovrà indossare il braccialetto elettronico.Il Pubblico Ministero, José Criscuolo, si era opposto, ma il Gip ha ritenuto la distanza sufficiente a garantire le esigenze cautelari. B.P., che ha ammesso di aver sparato (dicendo di aver mirato al televisore, non alla moglie), si è consegnato ai carabinieri il giorno dopo i fatti.

La figlia della coppia, che vive a Modena, ha raccontato agli investigatori di aver assistito in videochiamata a parte della scena. «Abbiamo sentito esplodere diversi colpi – ha dichiarato – poi la chiamata si è interrotta». Sul posto sono arrivati i Carabinieri, che hanno rinvenuto i bossoli esplosi e numerose munizioni, oltre a una pistola Beretta con matricola abrasa e un silenziatore. L’arma utilizzata per sparare, invece, non è stata mai trovata.

La moglie ha raccontato che le violenze duravano da trent’anni. «Mi spegneva le sigarette sul corpo, mi chiamava puttana e cessa, mi diceva che mi avrebbe sparato in testa», ha dichiarato. L’uomo, secondo la ricostruzione, teneva sempre una pistola nella cintura dei pantaloni e la mostrava come segno di supremazia. «Questa è la mia casa, tu devi fare quello che dico io», le ripeteva. E quando la donna cercava di ribellarsi o di chiedere aiuto, lui la minacciava di morte.

L’uomo ha scritto lettere di scuse e si è detto disposto a un percorso di recupero. Ovviamente, ciò non cancella anni di soprusi, quelli denunciati dalla donna, ma speriamo sia un passo in avanti per tornare ad una normalità.