Sfregiato per ordine dei boss Di Martino e De Santis. Lo zio della consigliera comunale di TEVEROLA e il capoclan che faceva i voti davanti ai seggi
15 Aprile 2026 - 10:37
AVERSA – Possiamo dare qualche dettaglio in più sull’operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il blitz ha visto coinvolti Salvatore De Santis e Nicola Di Martino. I due, come è noto, sono già detenuti dopo gli arresti dei primi giorni del settembre 2024 sul clan Picca, operati dalla DDA di Napoli. Altra cosa nota è che Nicola Di Martino è zio di Ellen Di Martino, consigliera comunale di Teverola. Insieme a loro, indagati anche altre due soggetti, sempre legati al clan attivo su Teverola e Carinaro.
Le indagini hanno consentito di ricostruire un episodio di violenta aggressione ai danni di un uomo di 44 anni. La vittima è stata colpita al volto con un’arma da taglio, riportando uno sfregio permanente del viso. L’azione, secondo gli inquirenti, sarebbe stata finalizzata a rafforzare il controllo del territorio da parte del sodalizio criminale, che sarebbe in grado di imporsi con metodi particolarmente violenti. Nel medesimo contesto investigativo è stata inoltre accertata la disponibilità e la circolazione, tra i concorrenti, di un’arma da fuoco. L’arma sarebbe stata detenuta e portata in luogo pubblico in più occasioni, per essere successivamente ceduta ad altro soggetto.
Torna quindi di attualità, anche se a nostro avviso è sempre stato un gravissimo episodio rispetto alla campagna elettorale di Teverola del 2023, la presenza di De Santis davanti ai seggi, rappresentando in prima persona il clan Di Martino-Picca alle elezioni comunali.
Ed è difficile non credere che le 468 preferenze per Ellen Di Martino, figlia di Pasquale e nipote del boss Nicola 23 Di Martino, siano disconnesse dall’interessamento del clan, del boss De Santis. Ricordiamo che il papà di Ellen, Pasquale Di Martino, fu fotografato proprio dopo le elezioni, con Biagio Lusini, pesantemente indagato nella vicenda della Lottizzazione Schiavone e colui che la Di Martino ha portato alla corte del poi futuro sindaco Gennaro Caserta
È ovvio che la persona Ellen Di Martino non sia il problema, bensì chi li ha portati e come sono arrivati i 468 voti per lei. E ripetiamo, la dissociazione, la condanna dal comportamento dello zio, che Ellen Di Martino ha fatto, arriva tardissimo, mesi dopo le elezioni del giugno 2024 e soprattutto solo dopo gli arresti della DDA di Napoli del settembre 2024.
