CASERTA. Raffaele Capone, figlio del ras Giovanni, accusa: “condizioni degradanti in carcere”

14 Giugno 2026 - 15:41

CASERTA – La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Raffaele Capone, 31enne, figlio del ras Giovanni Capone.

Il giovane aveva chiesto di essere risarcito per le condizioni del carcere di Cassino, dove è stato rinchiuso dal 28 febbraio al 28 novembre 2024, ovvero dopo che la condanna in primo grado per rapina si era trasformata in un’assoluzione in corte di Appello.

L’uomo si era rivolto al Tribunale di sorveglianza di lamentando trattamenti degradanti. Il tribunale, tuttavia, ha dichiarato inammissibile la sua richiesta perché presentata in modo generico. Solo in un secondo momento Capone ha parlato di cattivi odori e problemi all’acqua e ai servizi igienici, senza averli mai segnalati prima.

Contro questa decisione, Capone ha fatto ricorso in Cassazione. I giudici della Corte, riuniti il primo aprile 2026, hanno confermato il verdetto di inammissibilità. Hanno inoltre condannato Capone al pagamento delle spese legali.

Riteniamo che Capone sia totalmente libero adesso, oppure soggetto a qualche misura molto più lieve del carcere. Nonostante la citata assoluzione in Appello, infatti, il 31enne fu condannato per il tentato omicidio di Gennaro Rondinone, avvenuto nel settembre 2021 a Caserta. Un agguato che, dopo aver scoperto l’appoggio che i Capone davano Massimiliano Marzo e i Rondinone ad Emiliano Casale, sembrò quasi una lite connessa a una natura politica, ovvero alle elezioni comunali del 2021 che videro vincere Carlo Marino al ballottaggio contro Giampiero zinzi, soprattutto grazie ai tanti voti che i Rondinone e Capone fecero per il sindaco e la sua amministrazione, poi sciolta per infiltrazione camorristica l’anno scorso.

Però, sappiamo che Raffaele Capone ha iniziato un percorso di redenzione, sublimato da una laurea in scienze motorie e scattato soprattutto dopo la nascita di una figlia. Quindi, il presumibile, come dicevamo all’inizio, che il 31enne sia completamente libero, o al massimo soggetto a qualche misura di sorveglianza.